Dal rigattiere di parole: "Repentaglio"

Si usa ancora quest’antica parola dal suono misto tra l’aulico e lo sgangherato: ma solo nell’espressione “mettere a repentaglio”, che sta per esporre al rischio. Repentaglio infatti – per molti dizionari “ripentaglio” – significa appunto rischio, pericolo. L’avverbio latino repente, improvviso, è l’origine più naturale “perché – come osserva il Tommaseo – nel risico e nel pericolo è per lo più qualcosa di subitaneo”.

Ma se repente è la base, altri osservano passaggi successivi, discordando un po’ tra di loro: il Treccani rivolge la sua attenzione, per esempio, a un latino “repentalia”, pericolo improvviso, dal tardo repentaliter. Mentre lo Zingarelli cita un latino parlato “repentinalia”, riferito ancora a pericoli improvvisi. Il Deli invece fa risalire la parola al francese repentaille, derivato di repentir, pentirsi; così che mettere a repentaglio significherebbe “esporre al pentimento o alla penitenza”. Dello stesso avviso il Pianigiani, per il quale repentaille significa disdetta, pentirsi, e che spiega un po’ farraginosamente: “Rischio a cui espone il pentirsi o ritirarsi dal fatto ovvero pericolo che facilmente colga il pentimento di averlo affrontato”.

Commenti

honhil

Dom, 14/07/2013 - 20:04

A proposito di rigattiere. «Tre anni fa circa, il maresciallo certamente lo ricorderà, dei malviventi, nottetempo, trafugarono dal duomo il Vessillo della Madonna delle Vittorie. Parlarle dello sgomento e della rabbia che pervase tutta la cittadinanza, non è cosa facile.» Le parole le uscivano di bocca fluide, ma il tono della sua voce era acido. «A causa di ciò, si sono vissuti dei momenti veramente drammatici e si è sfiorata, forse, una tragedia dai risvolti non prevedibili. Fortunatamente, prima che delle famiglie si mettessero contro altre nel nome della Madonna, avvenne il miracolo. Nel modo più laico possibile. La decisione di restituire la refurtiva la comunicarono telefonicamente in caserma.» Antinoro aveva la sgradevole sensazione di essere stato rivoltato come un calzino prima di essere infilato nella lavatrice. Non ne conosceva il motivo, ma sapeva che sarebbe stato messo ad asciugare a testa in giù, naturalmente, dopo essere stato passato per la centrifuga. Per uscire dallo stato di perplessità che lei gli aveva fatto germogliare dentro, si concentrò su quell’avvenimento e su quanto stava per dire. «Sì, mi ricordo perfettamente. Ci comunicarono che la restituzione sarebbe avvenuta quanto prima possibile. Ad ogni modo, prima della celebrazione religiosa. Fu un sollievo per tutti. Il Vessillo della Madonna delle Vittorie, come avveniva da secoli, avrebbe aperto la processione. Ci fu una riunione in vescovado, presente il prefetto, il procuratore, il questore e il nostro comandante provinciale. Tutti concordemente decisero, per facilitarne la restituzione, di sospendere immediatamente le indagini. La stessa notte, una mano pietosa, così è stato scritto e detto, lasciò sul sacrato della chiesa di Santo Stefano il sacro Vessillo.»