Gli scrittori di Massenzio, tra start up e volontariato culturale

Si apre l'11 giugno a Roma la dodicesima edizione di "Letterature". Tra gli ospiti in programma anche Jennifer Egan, Zadie Smith, Chiara Gamberale, Simonetta Agnello Hornby e Fulvio Ervas

La dodicesima edizione di «Letterature. Festival internazionale di Roma», prende una piega che non ti aspetti. Ti sorprende con una provocazione molto letteraria ma anche molto efficace. E guardandoti intorno fai fatica a elencare esperienze simili in giro per l'Italia e per il mondo. Perché è ovvio che la letteratura è fatta per il silenzio, per la solitudine e per un rapporto esclusivo con le parole e con il racconto. Ma è altrettanto vero che da qualche lustro a questa parte si è tentato di sovvertire le priorità e fare dell'esperienza letteraria un momento condiviso e condivisibile.

Magari, penseranno i maliziosi, perché queste fiere e festival trainano un settore, quello editoriale, in perenne crisi. Quello che non ti aspetti è però vestire la letteratura festivaliera di nuovi panni. Abiti che le concedono un abito rinnovato (anche se antichissimo), che ha molto a che fare con il rapporto stretto che si può avere con il sogno e con la realtà. E infatti dedicare, come fa l'intelligente e appassionata Maria Ida Gaeta, ideatore e direttore artistico del festival che si aprirà alla Basilica di Massenzio il prossimo 11 giugno, un festival letterario al sogno che diventa realtà, fa scattare automaticamente il cortocircuito che rende la funzione letteraria una valvola virtuosa dell'umanità. «I had a dream...» è il titolo della manifestazione. Martin Luther King resta sul fondo di qualcosa di molto meno ideologico. E agli scrittori che interverranno è stato chiesto proprio di parlare di un sogno realizzabile. Non solo. Gli autori divideranno il palco con chi ha fatto del proprio sogno una valida realtà. Si parlerà quindi di «start up» (termine oggi quanto mai diffuso), si parlerà di impegno civile, ma anche di semplice voglia di reagire a un momento storico (ed economico, ça va sans dire) quanto mai funesto per le condizioni di tutti noi.

Ed ecco infatti che già nella prima serata non solo si potrà ascoltare la voce di Vinicio Capossela che racconta a modo suo la rinascita, faticosa, della Grecia martoriata dalla crisi economica, e quella di Ferdinando Scianna che, oltre a essere un raffinato fotografo, ha messo su carta le sue «impressioni di Sicilia, ma si potrà ascoltare la testimonianza di chi grazie al contributo del Fai è riuscito a recuperare il celebre (e meraviglioso) Giardino della Kolymbetra, l'agrumeto antistante la Valle dei Templi di Agrigento. Nella stessa giornata salirà sul palco una delle penne più apprezzate della narrativa americana di oggi: Edward St Aubyn, autore della fortunata saga de «I Melrsoe» (Neri Pozza).

Stesso discorso per il giorno dopo. La serata del 12 giugno è intitolata «Segnali dall'era digitale». In quell'occasione Augusto Coppola racconterà l'esperienza di Innovaction Lab, una delle prime associazioni no-profit nel campo della formazione imprenditoriale che opera a Roma. A seguire Emanuele Trevi, Jennifer Egan (autrice per Minumum Fax del celebre «Il tempo è un bastardo») e Scott Hutchins saranno chiamati a leggere i racconti inediti scritti per l'occasione e che partono dal rapporto reale/virtuale.

Il calendario resta fitto fino alla serata conclusiva della manifestazione affidata a Roberto Saviano, che mercoledì 3 luglio offrirà al pubblico di Massenzio una serie di «Storie di informazione indipendente».

Tra gli altri ospiti della rassegna segnaliamo Andrea Bajani (una delle voci più interessanti dell'ultima leva letteraria nostrana), l'israeliano Marek Halter, Alicia Giménez Bartlett, Fulvio Ervas (del quale Marcos y Marcos ha dato alle stampe il fortunato «Se ti abbraccio non avere paura»), Chiara Gamberale la nigeriana Tayse Selash, Zadie Smith, Simonetta Agnello Hornby ed Eraldo Affinati, che nelle serata del 20 giugno (intitolata «Fuori dai banchi») parlerà dell'esperienza vissuta nel mondo della Città dei ragazzi, il centro di accoglienza dove da anni lavora come insegnante volontario.