La storia dei 44 Presidenti Americani / Abramo Lincoln

In uscita oggi in edicola con il Giornale La storia dei Presidenti americani, vita pubblica e privata dei 44 uomini più potenti del mondo

E' uno dei volti più noti di sempre: è quello di Abramo Lincoln che dalla banconota da cinque dollari ci guarda con il suo sguardo serio e corrucciato.

Sedicesimo Presidente americano, fu il primo repubblicano a raggiungere tale carica ma quello per cui è maggiormente ricordato è il suo anti-schiavismo. C'è tanto di Lincoln nell'America di oggi: dalla voglia di essere Nazione, Unione al modo di fare politica.

Ma chi era davvero l'uomo che combattè la schiavitù in quella terra di democrazia che sono gli Stati Uniti e che, forse pochi lo sanno, creò la figura della prima first lady? Oggi in edicola il vice direttore Giuseppe De Bellis ci spiega chi era Abramo Lincoln e insieme alla vita, pubblica e privata, del sedicesimo Presidente degli Stati Uniti, ci illustra anche quella di Andrew Jackson (settimo Presidente), Martin Van Buren (ottavo Presidente), William H. Harrison (nono), John Tyler (decimo), James K. Polk (undicesimo), Zachary Taylor (dodicesimo), Millard Fillmore (tredicesimo), Franklin Pierce (quattordicesimo), James Buchanan (quindicesimo).

Vita pubblica e privata dei 44 uomini più potenti del mondo in La Storia dei Presidenti Americani oggi in edicola con ilGiornale. 

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Commenti

Ausonio

Mer, 03/10/2012 - 12:35

Lincoln si oppose alla finanza Rothschild e alla banca centrale privatizzata: UCCISO. Kennedy si impegnò per nazionalizzare la Federal Reserve: UCCISO.

Ausonio

Mer, 03/10/2012 - 12:37

Fate anche la lista dei presidenti della Federal Reserve.... molto interessante

Ritratto di Ovidio Gentiloni

Ovidio Gentiloni

Mer, 03/10/2012 - 12:49

Lincoln è a torto ricordato come antischiavista. Leggendo i suoi discorsi prima e dopo l'elezione a Presidente (anche durante la guerra di secessione - che i "sudisti" chiamano Lincoln's War), a lui dei neri non fregava nulla. Anzi, era del tutto indifferente alla schiavitú ed era anche profondamente razzista! Al Sud lo ricordano con raccapriccio per le terribili violenze dei suoi eserciti contro la popolazione civile e i sioi averi, nonché per avere calpestato la costituzione USA aggredendo il Sud che aveva votato la secessione. È stato fautore del Big Goverment contro il modello confederale che avevano in mente i Padri Fondatori e che il Sud voleva mantenere. La sua è stata una guerra di conquista contro uno stato sovrano che non condivideva la sua visione del mondo e che rappresentava un ostacolo economico. La storiografia, come sempre scritta dai vincitori, ne ha completamente cambiato la "fisionomia". Lincoln è stato, a mio parere, piú criminale che Presidente.

Altaj

Mer, 03/10/2012 - 13:48

Il primo dei tre grandi presidenti del GOP Grand Old Party, il partito Repubblicano. Dopo di lui Theodor Roosvelt e Reagan. Scusate se è poco.

VYGA54

Mer, 03/10/2012 - 17:58

Complimenti egr. Gentiloni, la sua analisi è perfetta e sicuramente più aderente alla realtà dei fatti di quella che ci raccontano. Mi permetta di sottolinerae alcune analogie:"..I norditi aggredirono il Sud e compirono stragi orrende.... Invasero uno stato sovrano che ostacolava i propri fini economici" perbacco ma è la stessa cosa che accadde al Regno delle Due sicilie per mano dei Savoia nel 1860! Quando si dice i ricorsi storici.....

Ritratto di Ovidio Gentiloni

Ovidio Gentiloni

Mer, 03/10/2012 - 19:16

Altaj, su Lincoln, ovviamente, non sono d'accordo. Su Teddy Roosevelt e sul mitico Ronald Reagan si. VYGA54. Sono in parte dalla sua con questa analisi, anche se le differenze sono grandi. In veritá a me la guerra di Lincoln fa venire in mente la UE e il suo perenne sforzo per soggiogare gli Stati Membri. Invece di rappresentare una sovrastruttura leggera e di "coordinamento", essa schiaccia le autonomie e limita vieppiú la sovranitá dei singoli stati a vantaggio di elite finanziarie, economiche e, peggio ancora, burocratiche.

James Pettigrew

Gio, 04/10/2012 - 02:04

Complimenti Mr.Gentiloni, dovrebbe scriverlo lei il profilo di Abraham (non si chiamava Abramo) Lincoln anziche' questi incompetenti! Penso' bene ed aspetto' fino ad una vittoria (o semi vittoria) dell'unione ad Antietam in Maryland (17 Settembre 1862) prima di liberare gli schiavi con l'Emancipation Proclamation, non volendo indispettire prima gli stati di confine dove esisteva come istituzione, la schiavitu'(Maryland,Kentucky, Missouri, Delaware). Abraham Lincoln chiamo' alle armi 75,000 soldati per invadere il sud secessionista e ristabilire l'unione, niente a che fare con la schiavitu'!

Ritratto di Ovidio Gentiloni

Ovidio Gentiloni

Gio, 04/10/2012 - 16:25

Sig. Pettigrew, grazie. Diciamo che in Europa non è facile informarsi in maniera equilibrata sulla Guerra di Secessione (nemmeno negli USA ho visto, ma li voci discordanti se ne trovano di più), ma per fortuna con un po' d'impegno si trovano libri molto interessanti in inglese. Da noi la Lincoln's War viene presentata come uno scontro tra il bene (Unione) e il Male (Confederati e schiavisti), mentre, come Lei conferma, si trattò di una classica guerra per eliminare una deriva destabilizzante di stati che non erano d'accordo con la piega che stava prendendo la politica USA. Anche l'aspetto dell'accettazione sociale dei neri nei due stati non viene mai analizzato in maniera realistica, generalizzando oltre misura storie alla Zio Tom per il Sud, mentre il Nord viene spacciato per "emancipato". Il peggio del razzismo si è avuto invero a Nord, nelle città industrializzate, in cui i neri erano visti come il fumo negli occhi e tenuti completamente segregati dal resto della popolazione. Cosa che al Sud, abituati a conviverci, non si verificava che marginalmente. Anche lo schiavismo nero non viene mai citato, anche se esisteva. Bianchi schiavi di neri erano l'eccezione, ma non era né vietato, né stigmatizzato! E' capitato a parecchia gente, infatti. Insomma, la storia degli anni dalla fine del '700 alla fine degli anni '80 dell'ottocento andrebbe riscritta in maniera più onesta e indipendente. La scoperta di tanti dettagli che non quadravano nella storia del periodo mi ha spinto a fare un po' di ricerche. I risultati sono stati sorprendentemente interessanti, infatti, ancora oggi a distanza di anni, di tanto in tanto mi compro qualche buon libro sull'argomento.

Ritratto di Massimo Scalfati

Massimo Scalfati

Sab, 06/10/2012 - 14:10

Luca Romano, mi rammarico per il tema che hai scelto: il presidenti Usa. Esso mostra una sudditanza culturale all'americanismo. Io che ho scritto un volume sui Presidenti della Repubblica Italiana, ti invito a scegliere temi più attinenti alla nostra storia ed ai nostri attuali concreti interessi geopolitici (l'unità del Continente europeo, inclusa la Russia). C'è tanto da scrivere sui Padri fondatori del sogno europeo: De Gasperi, Spaak, Schumann, Adenauer, ecc. Basta con gli americani, che sono i nostri veri avversari e fanno di tutto per bloccare il processo di unificazione europea e il decollo della moneta unica.