TRATTI ITALIANI L'interprete del meglio (e del peggio) di un popolo

Un cantautore, uno di noi. Giorgio Gaber è arrivato lì dove molti non arrivano: al cuore di quel popolo, del quale lui si è sempre sentito parte

In un periodo come quello postbellico nessuno più di Giorgio Gaber ha saputo raccontare e interepretare un'epoca così.
Sì, perchè il suo merito non è stato solo quello di aver raccontato con efficacia "le miserie e gli splendori della società", ma "è riuscito a cogliere il meglio e il peggio di un popolo", che nelle sue canzoni si è rispecchiato.Nonostante il successo, Giorgio Gaber è sempre rimasto una persona comune, con una vita comune, in mezzo a gente comune.
Tutto, però, diventava mezzo e strumento di creazione, persino quel tempo dedicato al risposo, che per lui diventava momento di riflessione e ricordo.
Gaber era uno di noi e descriveva la realtà così come tutti noi potevamo vederla.
Nonostante i critici musicali abbiano provato ad etichettarlo, avvicinandolo a un movimento politico piuttosto che a un altro, Giorgio Gaber è sempre rimasto al di sopra di tutto questo. Anzi, la sua inclinazione è sempre stata quella di ironizzare sui gruppi e sulle persone desiderose di appartenervi.
Gaber, insomma, era tutto questo: popolo, ironia, poesia e sublimità.

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Commenti
Ritratto di marforio

marforio

Mar, 20/11/2012 - 11:24

Unico nel panorama di leccaculio in Italia.Anche se di pensiero opposto al mio oltre a saper cantare, non si vendeva.Qundo ci saranno di nuovo nel panorama musicale e cinematografico di gente come lui.Vedo nero.