Ma tutti questi universi sono fuori dal mondo

Neppure Leopardi poteva immaginare quanto infinito fosse il suo infinito, quando fino all'inizio del secolo scorso la Via Lattea era l'intero universo, non una galassia su cento miliardi di galassie del cosiddetto universo visibile. Eppure giornali e telegiornali continuano a dare gli oroscopi, come se fossimo ancora nel Medioevo e il cielo fosse la volta celeste che c'era una volta, con le costellazioni appiccicate lì. Quando oggi sappiamo che la stella più vicina, Sole a parte, è a ben quattro anni luce di distanza. Non so se mi spiego, viaggiando alla velocità della luce, ossia a circa trecentomila chilometri al secondo, ci mettereste quattro anni per arrivarci. Qualcuno si giustifica rispondendoti che l'oroscopo è una credenza popolare, cioè se fosse popolare la terra piatta si farebbero le previsioni del tempo per i terrapiattisti.
In ogni caso gli universi e le teorie dell'universo sono tanti, e io mi sto portando in vacanza Il libro degli universi. Guida completa agli universi possibili di John D. Barrow, un bel libro appena pubblicato da Mondadori, perché non si sa mai. Intendiamoci, non è che uno si sveglia la mattina e si inventa un universo, altrimenti sono buoni tutti. Gli universi possibili sono tanti ma non infiniti, altrimenti sarebbero impossibili. Tanto per cominciare un universo possibile deve essere compatibile con le equazioni della relatività di Albert Einstein, senza le quali non funzionerebbe neppure un GPS, quindi bisogna essere dei quasi Einstein. Come tutti i modelli di universo elaborati prima di Einstein dovevano essere compatibili con Newton, incluso Einstein. Così bisogna essere Richard Tolman per pensare un universo oscillante e fornire una montagna di equazioni plausibili: all'inizio l'universo era una palla caldissima grande come un pompelmo, poi esplode, poi si ricontrae e poi riesplode, un infinito susseguirsi di big bang e di big crunch, insomma una rottura di palle infinita. O bisogna essere Kurt Gödel per concepire un universo rotante, dove è possibile il viaggio nel tempo, che in realtà sarebbe impossibile per il famoso «paradosso della nonna». Più o meno come in Ritorno al futuro: se tornate indietro e modificate il passato rischiate di non nascere, o di interrompere il continuum spazio-temporale, come ci avvertirebbe il professor Emmett Brown, per gli amici Doc. In ogni caso non potete uccidere vostra nonna, altrimenti non nascereste, ma forse potreste uccidere vostra zia, o vostra suocera, devo ancora studiare bene. Perché studiare gli universi può avere delle finalità pratiche inaspettate.
Tra gli universi più famosi c'è l'universo elettrico di Hermann Bondi, che non c'entra con Enrico Bondi e con l'universo della spending review, ma sappiate che non c'è solo l'inflazione economica, l'inflazione domina l'universo da quando ha cominciato a espandersi. Oppure c'è l'universo turbolento di Carl von Weizsäcker: è difficile da spiegare, ma per vedere il vorticare di una galassia potete osservare il risucchio dello scarico del vostro water. Infatti la teoria di von Weizsäcker faceva acqua da tutte le parti. Ci sono perfino universi caotici che si chiamano come frullatori, come l'universo Mixmaster di Charles Misner, o universi magnetici che si basano su una particella primordiale che si chiama monopolo. Inoltre, volete provare l'emozione di toccare una stella con mano? Toccatevi, gli atomi del vostro corpo si sono formati nelle stelle. Io solo adesso, a pensarci bene, ho capito quanto era profonda e universale Moana Pozzi quando diceva «Toccati».
Tra gli universi immaginari ci sono quelli virtuali, tipo Matrix, nei quali voi stessi siete una simulazione, e ovviamente non potrete mai provare il contrario perché anche i vostri tentativi di provare qualcosa fanno parte di una simulazione. L'unica speranza è essere simulati di nuovo nella simulazione successiva, quindi mettersi in vista e cercare di diventare famosi, proprio come nell'universo non simulato. Tuttavia in ogni simulazione ci sono dei bug, e Barrow vi insegna come fare per accorgervene. Proprio come in Matrix quando passa per due volte lo stesso gatto. Ci sono perfino universi dove niente è originale: «Immaginiamo di vivere in universo in cui niente sia originale. Tutto è falso. Nessuna idea è mai nuova. Non c'è novità, non c'è originalità. Niente è mai fatto e niente sarà mai fatto per la prima volta». Qui si capisce che Barrow scrive per i lettori anglosassoni, a noi viene facile immaginare questo universo, sembra l'Italia.
Una cosa è certa, da qualsiasi parte lo guardiate è tutto così noiosamente isotropo. Un'altra cosa è certa: per come lo si voglia rigirare, ogni universo possibile è una frittata fatta di materia, e forse aveva ragione il piccolo Alvy Singer di Woody Allen quando si rifiutava di fare i compiti perché l'Universo si stava dilatando. In realtà non solo si sta dilatando: mentre qui sul nostro pianetino si parla di riscaldamento globale, l'universo si sta raffreddando. Sulla Terra moriremo di caldo, mentre l'universo si dilaterà e scomparirà nel freddo, è la cosiddetta «morte termica dell'universo». Ma non lo fate sapere agli ambientalisti, altrimenti dicono che è colpa vostra. Oppure diteglielo, almeno quando vi rompono con il global warming rispondete che voi ve ne fottete perché pensate più in grande, all'universal-freezing.