Le vere radici della scienza? Sono nel medioevo cristiano

I sapienti studiavano la natura per capire qualcosa del Creatore. Da lì nasce la mentalità che porterà alla rivoluzione di Newton

Quando si vedono le efferatezze dell'Isis non c'è giornalista o commentatore che non parli di «medioevo». Ma i jihadisti sognano il VII secolo solo perché alba dell'islam. Che poi il medioevo occidentale fosse più crudele del precedente e civilissimo Impero Romano è una fesseria. È dall'Umanesimo&Rinascimento che ci trasciniamo dietro la denigrazione dei «secoli bui», con l'avallo autorevole di Voltaire e dei suoi discendenti.

Non c'è bisogno (per chi si informa) di richiamare qui quel che è ormai assodato: l'Europa medievale inventò le università, il mercato, la democrazia rappresentativa e prese sul serio giocattoli cinesi come la bussola e la polvere da sparo. Ma l'elenco sarebbe lungo. Basti solo pensare al cambiamento epocale apportato dall'orologio meccanico e quanto debba la civiltà moderna alla conseguente razionalizzazione del tempo. L'editore D'Ettoris ha pubblicato un libro che supera tutti gli altri sull'argomento, un testo eccezionale che, con linguaggio divulgativo e un tocco di humour, spiega come la «rivoluzione scientifica» del XVII secolo sia una balla, perché Copernico, Keplero, Galileo e Newton nulla avrebbero potuto escogitare se non avessero avuto alle spalle secoli di scoperte e acquisizioni. I secoli, appunto, medievali. James Hannam (fisico e filosofo della scienza di Cambridge) in La genesi della scienza. Come il Medioevo cristiano ha posto le basi della scienza moderna (pagg. 496, euro 26,90) ci informa innanzitutto che il termine «scienziato» nacque nel 1833 alla British Association for the Advancement of Science: «Quel vocabolo fu coniato solo nel 1833 perché prima di allora nessuno ne aveva avvertito la necessità. Solo nel secolo XIX la scienza era diventata una disciplina autonoma, separata totalmente dalla filosofia e dalla teologia. È vero: la scienza era arrivata così lontano grazie a una particolare concezione di Dio e della creazione; ma, ora, si era così affermata da non averne più bisogno».

Eppure era stata proprio quella particolare concezione di Dio a spingere gli uomini a studiare la natura, perché «attraverso la natura l'uomo poteva imparare qualcosa del suo Creatore», il quale era «coerente e non capriccioso». Ed era questa, non altra, l'intenzione, dichiarata, dei religiosissimi Copernico, Keplero, Galileo e Newton. Ma si trattava, appunto di una «particolare concezione», diversa, per esempio, da quella della concorrenza, l'islam. Per la religione islamica le vie di Allah sono imperscrutabili. I cristiani, invece, pensavano che Dio ha dato leggi all'universo perché è Somma Razionalità; anzi, apprezza che le sue creature Lo studino (anche attraverso l'osservazione del creato) perché vuole essere amato. E non si può amare ciò che non si conosce. Per questo i cristiani furono felici di acquisire il contributo arabo alla conoscenza: «Molte società non accettano facilmente l'idea di dover apprendere qualcosa dai propri nemici. Questo non fu il caso dei medievali europei». Invece è il caso dell'odierno Boko Haram, il cui fondamentalismo rigetta in toto la cultura occidentale.

Nel 1085 i cristiani riconquistarono Toledo, nella cui grande biblioteca si trasferì Gerardo da Cremona, che imparò l'arabo e tradusse oltre sessanta opere, tra cui l' Almagesto di Tolomeo, vertice dell'astronomia greca. Tutti questi lavori si diffusero in ogni università europea. Ma perché agli arabi interessava l'astronomia? «Nel momento in cui l'Islam si diffuse dall'Atlantico fino all'India nel corso del secolo VIII, divenne più difficile stabilire in quale direzione si trovasse La Mecca. Per assicurarsi che l'orientamento fosse individuato in modo corretto, i dotti furono, allora, spinti a studiare la posizione delle stelle, e questo stimolò l'astronomia e la trigonometria». Già: ogni fedele doveva pregare rivolto alla Mecca. «Nel secolo IX un califfo fondò a Baghdad un centro di studi chiamato Casa della Sapienza, dove il fior fiore della scienza e della filosofia greca fu tradotta in arabo» da studiosi bizantini, cristiani, che parlavano greco, lingua che in Occidente nessuno più conosceva. Gli europei dovettero ritradurre dall'arabo in latino. Ma, quando molti studiosi greci scapparono dalla Costantinopoli conquistata dai turchi, gli europei fecero quel che agli islamici non era mai passato per la mente: rendere lo studio del greco obbligatorio nelle scuole, cosa che si è conservata fino ad oggi.

Ma perché gli studiosi musulmani, dopo avere dato un contributo importantissimo alle scienze, si fermarono? Per un motivo che, periodicamente, per così dire riazzera la cultura islamica: si afferma una corrente religiosa che oggi definiremmo fondamentalista e ogni studio che non sia strettamente coranico viene scoraggiato o addirittura bandito. Tra l'XI e il XII secolo così accadde: si impose la dottrina hanbalita, rigorista e letteralista, e il califfo abbaside al-Ma'm n, suo seguace, prese a perseguitare chi non era d'accordo. A quel punto la palla passò agli europei. Non c'è qui lo spazio per rendere conto della miriade di sorprese (e di luoghi comuni demoliti) che la lettura delle pagine di James Hannam riserva, solo quello di ammettere, con l'autore, che in fin dei conti la scienza «neutra» non esiste. Essa è sempre guidata, e condizionata, da un'ideologia (che è una religione laica). Fu il cristianesimo, piaccia o no, a impostarla e indirizzarla nella direzione a cui è arrivata. E oggi, affrancatasi dal suo primo motore, soggiace al positivismo materialista. Un'ideologia (la stessa del «mercato») che la orienta e domina, non di rado costringendola a perdere tempo in vicoli ciechi.

Commenti

santecaserio55

Mar, 24/03/2015 - 09:51

Euclide, Pitagora ... erano cristiani?. Ma ci faccia il piacere. Si può dire che è nel DNA degli esseri umani la ricerca, la curiosità, la soddisfazione dei bisogni(di tutti i tipi ) , indipendentemente dalle fedi religiose. Sono se mai le religioni che cercano di bloccare l'evoluzione

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petrus

Mar, 24/03/2015 - 10:49

Scemenze allo stato puro. Chiedetelo a Giordano Bruno, Galileo Galilei, ai medici che NON potevano studiare i cadaveri per avere chiare informazioni sul corpo umano, alle centinaia di persone mandate al rogo.

Roberto Casnati

Mar, 24/03/2015 - 11:17

Non condivido assolutamente! Chi ha scritto l'articolo ha evidentemente un orizzonte ed una visione della scienza estremamente limitato: la scienza comincia con la storia stessa dell'uomo, è insita nella sua natura ed è l'unica cosa che lo differenzia dagli animali. Si pensi alla scoperta della ruota e, soprattutto, al suo utilizzo che è scienza, si pensi alla scoperta del fuoco ed al suo utilizzo ch'è scienza! Anche gli animali avevano scoperto che una pietra rotonda rotola e che un fulmine produceva un incendio, ma non hanno saputo utilizzare la scoperta, non hanno saputo essere "intelligenti" (dal latino inter lego) e, quindi riprodurre il fenomeno osservato ed utilizzarlo.

niklaus

Mar, 24/03/2015 - 11:29

@santecaserio: Ma lei e' capace di leggere? La leggenda nera del medioevo e' un'invenzione degli anticlericali bigotti. In una prima fase, il ricupero e l'ulteriore sviluppo delle scienze dopo il crollo del'Impero romano sono stati promossi dalla Chiesa con le grandi scuole dei Domenicani alla Sorbona di Parigi e dei francescani di Oxford e Cambridge.Tutte le scuole palatine e le universita' sono state fondate e gestite dagli ordini monastici. Pietro Ispanico, poi divenuto papa Giovanni XXI scrisse un trattato di logica che rimase in uso fino al rinascimento. L'atmosfera intellettuale nell'Europa cristiana, specialmente nei secoli XIII e XIV e' paragonabile solo a quella della Grecia Classica. E anche in epoca piu' tarda le opere di Newton, che riabilitavano Galileo, sono state pubblicate dai francescani. Altro che blocco dell'evoluzione (sic!). Se c'e' un blocco questo riguarda le sue conoscenze.

fabiou

Mar, 24/03/2015 - 11:46

ma senza i numeri arabi non si potevano fare i calcoli precisi che i numeri romani non permettevano , come scrivere 9806555510 in cifre romane?? senza l'algebra non si progrediva in nessuna scienza. e poi come dimenticare gli studiosi come averroè o avicenna

santecaserio55

Mar, 24/03/2015 - 12:29

Nikalaus-Già è per questo che i tassi di analfabetismo in Europa erano maggiori nei paesi cattolici dove la chiesa aveva il monopolio dell'istruzione

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liberopensiero77

Mar, 24/03/2015 - 12:57

Mah, la tesi di James Hannam è gravemente ideologica, al limite della falsità conclamata. Chiunque abbia studiato un po' di storia e filosofia sa che già nell'antica Grecia si era sviluppata la scienza antica (Aristotele, Ippocrate, Teofrasto, Archimede, Aristarco di Samo, Ipparco, Erone, ecc.), in particolare nel periodo c.d. “alessandrino” (III sec. a.C.), ma poi, con l'avvento del cristianesimo come unica religione di Stato (fine della tolleranza religiosa), le biblioteche pubbliche sono state chiuse, distrutta la grande biblioteca di Alessandria, chiuse tutte le scuole filosofiche del mondo antico (platoniche, aristoteliche, stoiche, ecc.), e azzerato sostanzialmente i primi vagiti della predetta scienza antica (1° invio).

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Mar, 24/03/2015 - 12:59

(2° invio) Perfino i testi di Aristotele sparirono, e nei monasteri si studiavano solo i testi della Chiesa e i pochi filosofi che meglio si conciliavano con la dottrina cattolica (come Platone). Fortunatamente, con l’Umanesimo e il Rinascimento (c’è un motivo per cui si chiama così) si è tornati a studiare i grandi classici della filosofia greco-romana, si è rimesso al centro l’uomo, la sua individualità e la sua razionalità, e questo proprio in contrapposizione all’autorità della Chiesa. È vero che la Chiesa promosse la nascita delle scuole e delle Università, ma esse erano basate sul principio della “ratio ancilla fidei”, che non è proprio il massimo dell’autonomia della ragione. Con l’illuminismo nasce poi la scienza moderna, che, per molti aspetti, è una rinascita dell’antico sapere. Consiglio il libro di Lucio Russo, “La rivoluzione dimenticata”, che sviluppa tale tesi.

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Mar, 24/03/2015 - 13:10

Fra l'altro bisognerebbe riflettere sul fatto che la teoria eliocentrica copernicana era già conosciuta nell'antichità, ed era stata formulata da Aristarco di Samo nel III secolo a.C. (non tutti lo sanno), che venne poi soprannominato "il Copernico dell'antichità". Le Università moderne poi, sono dette anche Accademie in onore della scuola di Platone, mentre i Licei prendono il nome dall'antica scuola aristotelica. Ci sarà un motivo, no?

gekkino

Mar, 24/03/2015 - 16:09

La fede senza scienza è cieca, la scienza senza fede è zoppa (A. Einstein)

Joe Larius

Mar, 24/03/2015 - 18:21

Gran parte dei testi antichi sono giunti fino a noi trascritti dagli amanuensi nelle celle dei conventi medievali. Molti hanno messo le mani sulla biblioteca di Alessandria ma il risultato finale è opera degli Arabi. La numerazione cosiddetta araba è stata inventata sviluppata con lo “zero” dagli indiani secoli prima che gli arabi ne venissero a conoscenza e la spargessero nei territori conquistati. Copernico (Kopernik) era Canonico di Santa Romana Chiesa. I problemi che aveva con essa riguardavano la sua "Focaria" e non le sue teorie che Galileo Galilei, fondatore della fisica moderna, pubblicò come certezze acquisite senza poterne fornirne le prove. Kepler era pastore protestante. E Newton, anche se a modo suo, su Dio la pensava come Einstein. Strano! Tutte le opere dei suddetti furono pubblicate in latino

Tobi

Mar, 24/03/2015 - 23:34

petrus (mai nome fu meno azzeccato per le cose che dice), Giordano Bruno era un eretico e sfruttava il suo incarico datogli dalla Chiesa per i suoi scopi personali. Il suo porcesso è durato molti anni e per tutto quel tempo fu supplicato di ritornare sui suoi passi dalla Chiesa. Confronta questo atteggiamento con i processi di oggi dove ti fanno fuori senza motivo o addirittura senza un processo ed una colpa. Non tirare in ballo la storia di Giordano Bruno in fronte ad eccidi di massa perpetrati anche oggi. Le piace vincere facile e parlare male della Chiesa, ed ignorare tutto il resto, chi sono i veri criminali della storia.

Tobi

Mar, 24/03/2015 - 23:36

sempre per petrus: Quella di Galileo Galilei fu una vicenda tutta interna alla Chiesa. Galilei era cattolico ma fu osteggiato dai colleghi professori dell'università di Pisa, invidiosi di lui. Gli misero i bastoni tra le ruote. E del resto il processo fu scientifico come nell'era moderna, perché Galilei non aveva le prove sperimentali a supporto della sua teoria e quindi per la mancanza di strumenti a quei tempi teoria doveva rimanere e non certezza.

santecaserio55

Gio, 26/03/2015 - 13:34

Mi piacerebbe avere le prove scientifiche ,sperimentali di supporto alla teoria dell'esistenza di DIO

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liberopensiero77

Gio, 26/03/2015 - 16:40

Certo che a leggere certe "ricostruzioni" storiche (si fa per dire) c'è da rimanere basiti. Secondo Tobi, Giordano Bruno "sfruttava il suo incarico datogli dalla Chiesa per i suoi scopi personali". Inoltre il processo è durato molti anni, molti di più di quelli che fanno oggi "dove ti fanno fuori senza motivo o addirittura senza un processo ed una colpa". Ancora, "per tutto quel tempo (del processo) fu supplicato di ritornare sui suoi passi dalla Chiesa". Ma, si sa, Bruno era un eretico incorreggibile. Insomma, se l'è cercata, e ha avuto un "giusto processo" (AL ROGO!). Da ridere poi il processo di Galilei, “vicenda tutta interna alla Chiesa” (quando sanno tutti che ebbe grande risonanza, anche perché Galilei pubblicò i suoi studi, che furono confutati dai teologi che dicevano essere contrari alle sacre scritture). (1° invio).

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Gio, 26/03/2015 - 16:41

(2° invio). Dice Tobi che Galilei “fu osteggiato dai colleghi professori dell'università di Pisa, invidiosi di lui”, e che “il processo fu scientifico come nell'era moderna, perché Galilei non aveva le prove sperimentali a supporto della sua teoria e quindi per la mancanza di strumenti a quei tempi, teoria doveva rimanere e non certezza”. Ora, non si capisce cosa Tobi intenda per “prove sperimentali”, i pianeti non orbitano in laboratorio. Galilei portava a sostegno della sua teoria l’osservazione col cannocchiale e il ragionamento, in particolare l'esistenza delle fasi di Venere e anche quelle di Mercurio, che dimostravano la rotazione di quei pianeti intorno al Sole. Il sistema eliocentrico era comunque migliore del geocentrico perché riusciva a spiegare facilmente, con le orbite circolari, il moto retrogrado dei pianeti, mentre il sistema tolemaico dovette ricorrere ai c.d. moti “apparenti”.

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Gio, 26/03/2015 - 16:42

(3° invio). La verità, come (quasi) tutti sanno, è che il cattolicesimo avallò la cosmologia tolemaica perché compatibile con la Bibbia, mentre il sistema eliocentrico sostenuto da Copernico (e da Galileo) la metteva in discussione, e con esse l’autorità della Chiesa. Per questo Galileo fu costretto all’abiura (non perché c’erano i colleghi invidiosi), ché altrimenti avrebbe fatto la fine di G. Bruno, anche lui posto sotto accusa come copernicano eretico. Ora la Chiesa è stata un po’ lentina a riconoscere i suoi errori verso Galilei: i suoi libri, che erano stati messi all’indice, furono sdoganati solo nel 1757, e la sua teoria riconosciuta valida solo nel 1822. Infine, fu riabilitato solo nel 1992, ma precisando che la condanna “fu dovuta alla sua ostinazione nel non voler accogliere l'invito a considerare le sue scoperte come semplici ipotesi non comprovate”, insomma, come dice Tobi.

Tobi

Ven, 27/03/2015 - 23:38

il Papa Urbano VIII, amico di Galilei, lo esortò a pubblicare la sua teoria come un'ipotesi e non come certezza, visto che non poteva addurre prove (e del resto la sua teoria era indimostrabile scientificamente allora e da quel che mi risulta anche oggi, ogni nuova scoperta deve essere avallata da una commissione di scienziati per poter essere pubblicata, quindi allora come oggi si usò lo stesso procedimento, solo che la scienza di allora non aveva gli strumenti). Fu poi soprattutto una questione politica di rivalità tra colleghi e non religiosa. Ed infatti Galilei si professò cattolico fino alla fine dei suoi giorni. Del resto, i più grandi scienziati della storia sono stati credenti e cattolici, quindi dire che la Chiesa è contro la scienza è un'emerita cretinata.

Tobi

Ven, 27/03/2015 - 23:47

liberopensiero77, la mia non è una ricostruzione storica personale. Una delle osservazioni di Galilei a supporto che la Terra non fosse ferma erano le maree, che appunto Galilei attribuiva al moto della Terra stessa. Ma decenni dopo Isaac Newton dimostrò che questa ipotesi era errata. Infatti le maree erano causate dalla forza gravitazionale esercitata dalla luna e non dal moto della Terra. Se lei vuole parlare di scienza e di progresso lo faccia calandosi nel contesto senza fare il saccente con il senno di poi. Grazie tante ora lo sanno anche i bambini che la Terra gira. Ma allora non c'erano la dimostrazione provata richiesta in ogni procedimento scientifico, e senza la quale una teoria rimane una teoria senza poter essere elevata a certezza. Non faccia il basito. Studi cosa significa dimostrazione scientifica.

Tobi

Ven, 27/03/2015 - 23:53

il processo contro Galileo Galilei fu ordito dai professori universitari di Pisa, colleghi di Galilei ed invidiosi di lui. I rapporti di Galilei con il Papa urbano VIII erano ottimi ed infatti alla prima lettura del saggio di Galilei quest'ultimi ebbe nulla da dire. Ma siccome la scienza "ufficiale" ed invidiosa si mise contro, allora fu fatto sembrare che Galilei dicesse cose strane dalla commissione dei cosiddetti dotti dell'università di Pisa.

Tobi

Ven, 27/03/2015 - 23:54

Anzi il Papa Urbano VIII, amico di Galilei, lo esortò a pubblicare la sua teoria come un'ipotesi e non come certezza, visto che non poteva addurre prove (e del resto la sua teoria era indimostrabile scientificamente allora e da quel che mi risulta anche oggi, ogni nuova scoperta deve essere avallata da una commissione di scienziati per poter essere pubblicata, quindi allora come oggi si usò lo stesso procedimento, solo che la scienza di allora non aveva gli strumenti). Fu poi soprattutto una questione politica di rivalità tra colleghi e non religiosa. Ed infatti Galilei si professò cattolico fino alla fine dei suoi giorni.

paolonardi

Sab, 28/03/2015 - 09:49

Si continua con la leggenda degli arabi grandi sapenti in matematica, chimica, astronomia ecc. Come si adombra nell'articolo,e come ammette qua' e la' anche Al-khalili nek suo libro "la casa della saggezza (ed. Bollatti Boringhieri 2013) furono soltanto dei raccoglitori di scoperte ed intuizioni altrui; dopo i greci anche dai cinesi e persiani, di arabo c'e' poco o nulla.

paolonardi

Sab, 28/03/2015 - 10:07

@ Joe Larius. Giustissimo; e' cosi' vero che i nostri numeri, cosiddetti arabi, sono molto simili a quelli indiani dell'IIX secolo; l'equivoco nasce nel 1200 per colpa di Fibonacci e del suo libro "De computazione more araborum" col quale porto' in occidente il sistema decimale sbagliando il posizionamento dello zero che mise dopo il nove invece che all'inizio della sequenza delle unita'.

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Chichi

Sab, 28/03/2015 - 15:17

@ santecaserio55 –Euclide, Pitagora, Aristotele, Platone… non erano cristiani. Partendo da loro, i pensatori cristiani hanno dimostrato non assurdo il nocciolo della propria fede. Da Aristotele, rivisitato alla luce del dogma trinitario, scaturisce il concetto di persona, base della cultura occidentale. «La ricerca, la curiosità, la soddisfazione dei bisogni(di tutti i tipi )» sono « nel DNA degli esseri umani», ma non «tutti i tipi» di bisogno debbono essere soddisfatti comunque. Le fedi religiose, se degne di tale nome, non «cercano di bloccare l'evoluzione», cosa impossibile, ma di impedire che la politica, per qualche voto in più, consideri evoluzione e «diritto» per esempio, quello di suicidarsi trascinando con se i 150 passeggeri di un aereo a schiantarsi contro una montagna. Prescindendo anche da una visione trascendentale, la religione resta la vera e autentica opposizione allo strapotere della politica.

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Chichi

Sab, 28/03/2015 - 15:45

@petrus –. Come per tutti i laicisti, anche per te Galileo, Giordano Bruno, cacca alle streghe… diventano argomenti apodittici. Ma non lo sono. Galileo si è formato all’interno del pensiero cristiano. Non ha cessato di essere tale nemmeno dopo il processo e la condanna. Forse perché era consapevole che la sua disgrazia era dovuta soprattutto all’invidia dei suoi colleghi scienziati. La caccia alle streghe, con i relativi roghi, ha imperversato soprattutto in ambienti protestanti, in Europa come negli USA e, per questi ultimi, fino a tempi piuttosto recenti. Negli ambienti, cioè, di quella riforma che il laicismo considera il punto d svolta del pensiero laico e liberale. Non nego le responsabilità dei cattolici, compreso il rogo di Giordano Bruno. Non posso non farti notare che la Chiesa, nel medioevo come oggi, è sempre un passo avanti in rapporto alla mentalità del tempo. Ragiona scientificamente e sa emendarsi.

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liberopensiero77

Dom, 29/03/2015 - 14:29

@Tobi, rispondo non tanto per Lei, che mi sembra chiaramente un’anima persa, una persona tutta arroccata sulle sue erronee convinzioni che mirano a difendere la Chiesa dai presunti attacchi dei “laicisti”, e che per far questo rifiuta la verità storica e confonde le idee a livello scientifico. Rispondo a vantaggio di chi legge, per evitare che si facciano un’idea sbagliata della vicenda di Galilei e della nascita della scienza moderna. Tutte le teorie formulate da Galilei non erano perfette, la stessa teoria eliocentrica venne perfezionata da Keplero (con la scoperta delle orbite ellittiche) e poi da Newton. L’idea che le maree fossero causate dal moto terrestre non era sbagliata, era solo parziale, perché è anche causata dalla forza gravitazionale esercitata dalla luna. All’epoca di Galilei la gravitazione universale non era ancora stata scoperta, ci penserà appunto Newton dopo alcuni decenni. (1° invio).

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liberopensiero77

Dom, 29/03/2015 - 14:30

(2° invio). La questione principale era comunque il sistema cosmologico, che per c.ca 1500 anni aveva visto dominare il modello aristotelico-tolemaico, con la Terra e l’uomo al centro dell’Universo, e i pianeti e le stelle che gli giravano attorno, sistema che era stato adottato dalla Chiesa cattolica perché molto intuitivo (guardando il cielo sembra che il sole e le stelle si muovano), e perché si accorda bene con vari passi della Bibbia come quello in cui Giosuè dice al sole di fermarsi. Nel medioevo, nel modello geocentrico classico, fu aggiunto l'Empireo: «il più alto dei cieli, luogo della presenza fisica di Dio, dove risiedono gli angeli e le anime accolte in Paradiso”, che è poi la descrizione che dette Dante nella Divina Commedia. Copernico nel 1543 pubblicò il De revolutionibus orbium coelestium, esponendo la teoria eliocentrica che invece vedeva il sole al centro del sistema solare e la Terra e i pianeti orbitargli attorno.

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liberopensiero77

Dom, 29/03/2015 - 14:32

(3° invio). Copernico fu molto cauto nel suo libro: per quanto la sua opera venga considerata il punto di partenza della rivoluzione scientifica moderna, ebbe poca risonanza perché Copernico fece precedere lo studio da una prefazione, indirizzata al Papa, in cui un certo Andrea Osiander dichiarava che la teoria eliocentrica era prettamente matematica, che era solo un’ipotesi, e che quindi si poteva continuare a credere nelle Sacre scritture. Con questo stratagemma si evitò la reazione immediata della Chiesa, e il libro fu messo all’indice solo nel 1620. Diverso impatto ebbe invece il copernicanesimo sviluppato da Giordano Bruno, che lo inserì all’interno di una filosofia panteista, in cui l’Universo è eterno e infinito, e Dio sostanzialmente coincide con la natura e non esiste come entità separata. Per le sue idee considerate eretiche Bruno fu condannato a morte e arso vivo nel 1600.

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liberopensiero77

Dom, 29/03/2015 - 14:33

(4°). L’azione di Galilei fu forse anche più devastante di quella di Bruno, vuoi per la fama dello scienziato, vuoi per il ruolo che ricopriva all’interno della stessa Chiesa (era il fondatore dell’Accademia del Lincei e amico di molti prelati). Galilei sostenne il modello eliocentrico già dal 1610 (pubblicazione del Sidereus Nuncius) con le nuove scoperte astronomiche. Successivi scritti di Galilei provocarono l’interessamento dell’Inquisizione che già nel 1611 intravide quali conseguenze «avrebbero potuto avere questi singolari sviluppi della scienza sulla concezione generale del mondo e quindi, indirettamente, sui sacri principi della teologia tradizionale”. Lo scontro divenne pubblico nel 1614, quando dal pulpito di Santa Maria Novella a Firenze il frate domenicano Tommaso Caccini lanciò contro Galilei l'accusa di contraddire le Sacre Scritture con le sue concezioni astronomiche ispirate al copernicanesimo.

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liberopensiero77

Dom, 29/03/2015 - 14:34

(5°). Tommaso Caccini denunciò Galilei presso il Santo Ufficio nel 1615, accusandolo di copernicanesimo eretico e di non essere un buon cattolico, mentre il cardinale Roberto Bellarmino, affermò che i passi della Bibbia in cui si diceva che era il sole a muoversi, non potevano essere messi in discussione senza una chiara dimostrazione che Galilei non ne aveva fornito. Galilei così venne ammonito nel 1616 e gli fu ordinato di astenersi dall’insegnare o difendere o discutere le sue teorie. Al riguardo fu emanato un decreto firmato dal Papa nel 1616, in cui si diceva che la teoria copernicana era «stolta e assurda in filosofia, e formalmente eretica», in quanto contraddiceva molti passi delle Sacre Scritture e le opinioni dei Padri della Chiesa; che la proposizione «la Terra non è il centro del mondo, né immobile, ma da sé si muove anche di moto diurno», era “censurabile in filosofia ed erronea”.

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Dom, 29/03/2015 - 14:35

(6°). Senza farla troppo lunga, la lunga polemica che oppose Galilei alle posizioni teologiche ufficiali della Chiesa, alternò momenti di repressione e momenti di tolleranza (a Galilei fu consentito di pubblicare nel 1624 il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, in cui non s’impegnava esplicitamente a favore del copernicanesimo, opera che poi venne comunque messa all’indice), ma nel 1633 Galilei fu condannato dall’Inquisizione, incarcerato e costretto all’abiura, e il Papa Urbano VIII si rifiutò di aiutarlo. Questi i fatti che tutti possono verificare. Galilei fu parzialmente riabilitato dalla Chiesa solo nel 1992, ma purtroppo c’è ancora chi, come Tobi, ritiene che la sua teoria fosse “indimostrabile scientificamente allora” e “anche oggi”, e perché “ogni nuova scoperta dev’essere avallata da una commissione di scienziati” (cioè il principio di autorità antiscientifico introdotto dalla scolastica).

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liberopensiero77

Dom, 29/03/2015 - 14:37

(7°). È noto a chi si intende di metodo scientifico, che le dimostrazioni sperimentali non si possono applicare in alcune scienze come l’astronomia, la meteorologia, la biologia evoluzionistica, o nelle scienze sociali, per il semplice fatto che i fenomeni non sono riproducibili in laboratorio. Per costruire le teorie quindi, si ricorre all’osservazione e al ragionamento, esattamente come fece Galilei. Del resto, si tratta di decidere a favore di una o dell’altra tesi, o è il sole che gira intorno alla terra, oppure è la terra che gira intorno al sole. Tertium non datur. Eppure il Cardinale Bellarmino, che condannò Giordano Bruno al rogo e costrinse Galilei all’abiura e al carcere, non poteva accettare la teoria eliocentrica senza “una chiara dimostrazione”. Insomma, un sistema per cercare ancora di “salvare” le Sacre Scritture”, un’impostazione in cui ancora oggi cadono quelli come Tobi.

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liberopensiero77

Dom, 29/03/2015 - 18:01

(8°). Vorrei infine confutare la tesi secondo cui “i più grandi scienziati della storia sono stati credenti e cattolici”, a cominciare da Galilei. Il fondatore della scienza moderna ufficialmente era cattolico, ma in realtà ci sono prove, che risultano dalla sua corrispondenza privata, per ritenere che sostenesse la concezione atomistica della materia, incompatibile con il dogma della transustanziazione eucaristica. La tesi è stata sostenuta dallo storico Pietro Redondi nell'opera “Galileo eretico”. In ciò non ci sarebbe del resto nulla di strano dato che già nel ‘500, con la rinascita dell’interesse per lo studio della natura e la reintroduzione dei testi di Aristotele, si ha una progressiva divisione di ambiti tra scienza e fede, tanto da arrivare alla formulazione della dottrina della doppia verità, proposta da Averroè, affermando la completa autonomia della ricerca razionale sulla natura, distinguendo rigorosamente tra verità di ragione e verità rivelata.

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liberopensiero77

Dom, 29/03/2015 - 18:02

(9°) La concezione aristotelica e atomistica della natura, che si andò affermando progressivamente nel ‘600, e ancor più con l’illuminismo, risultò incompatibile con i dogmi della Chiesa, e, spesso, con la credenza nel soprannaturale e nei miracoli. Già per Aristotele infatti dio è soltanto un principio primo dell’universo, un motore immobile che non interviene nelle leggi della natura. Spiriti immortali, oltretomba, miracoli e interventi soprannaturali nella natura, sono banditi da una tale concezione. Infatti anche Isaac Newton credeva in un dio “orologiaio” dell’Universo, ma proprio perché creatore delle leggi naturali, queste non potevano poi essere da lui violate coi miracoli. Oggigiorno la maggior parte degli scienziati sono non credenti nella religione rivelata, le statistiche al riguardo non lasciano dubbi (v. “Gli scienziati più importanti continuano a non credere a Dio” sul sito https://riflessionisullafede.wordpress.com). Saluti.

Tobi

Lun, 30/03/2015 - 00:03

liberopensiero77, la ringrazio per avermi definito "un anima persa". Detto da lei lo ritengo un complimento. Tralasciamo la questione delle maree, dove il principio enunciato da Galilei era errato, e le maree sono bensì dovute le forze gravitazionali (quelle della luna e in misura minore del sole). Sicché se uno scienziato abbraccia la teoria atomistica automaticamente diventa un non credente? Secondo lei Dio non ha creato gli atomi e le particelle subnucleari e tutte le forze e costanti che regolano l'universo? Lei ha molto tempo per scrivere ciò che lei considera (sue) certezze. Io ribatto con il seguente link dove se avrà la pazienza di scorrerlo avrà una bella smentita sul fatto che gli scienziati non siano credenti. Qui lascio mandando i saluti anche a lei e facciamo tutti attenzione sul capire chi sono le anime perse: Citazioni di scienziati credenti, cristiani e cattolici (http://www.uccronline.it/2012/08/12/citazioni-di-scienziati-credenti-cristiani-e-cattolici/)

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Lun, 30/03/2015 - 10:11

@Tobi, dovrebbe documentarsi meglio sulle maree, non sono dovute solo alle forze gravitazionali, ma anche al movimento terrestre. Non ho scritto che chi abbraccia la teoria atomistica diventa un non credente, ho detto che Galilei l'aveva probabilmente abbracciata, mentre all'epoca (1632) era stata bandita dalla Chiesa perché considerata eretica. Galilei venne anche accusato di non credere al miracolo eucaristico, dogma introdotto dalla Chiesa col Concilio di Trento, che già all'epoca incontrò molte opposizioni, perché mescolava in modo pressoché permanente la realtà fisica con quella soprannaturale. Il pensiero scientifico razionale rifiuta il concetto di miracolo, i dati ci dicono che la maggior parte degli scienziati, o sono agnostici, oppure credono in un dio filosofico di tipo aristotelico. Non mi interessano gli slogan, intendevo che Lei è perso al pensiero scientifico. Stia bene.

Tobi

Mar, 31/03/2015 - 10:30

liberopensiero77, allora per cortesia mi dia una spiegazione circostanziata di come il movimento terrestre contribuisca alle maree, ed alla loro periodicità. E mi riferisco al movimento di rivoluzione della Terra intorno al sole, quello che cioè secondo lei doveva essere lapalissianamente accettabile ai tempi di Galilei (rimuovendo la facilità del senno di poi, cioè di come uno potrebbe vedere le cose basandosi sulle conoscenze di oggi, allora assenti). Le maree hanno periodicità giornaliera, mentre la rivoluzione terrestre ha invece periodicità annuale. Che c'azzecano con la rivoluzione terrestre? Se lo trova ovvio, a lei la parola. Le ricordo poi, per l'ennesima volta, che Galilei volle contribuire alla scienza, e lo fece, ma senza volersi allontanare mai dalla fede cattolica fino alla morte. La Chiesa non era un monolite antiscientifico come lei vuol far credere, e Galilei era un cattolico fervente, fino alla fine dei suoi giorni terreni.

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Mar, 31/03/2015 - 11:50

@Tobi, mi riferisco soprattutto alla forza centrifuga dovuta alla rotazione del sistema Terra-Luna intorno al proprio centro di massa. Ma anche il Sole esercita sulla Terra una forza di marea analoga a quella esercitata dalla Luna; poiché però la distanza Terra-Sole è molto maggiore di quella Terra-Luna, sebbene il Sole abbia una massa molto maggiore della Luna, la forza di marea del Sole risulta pari al 46% c.ca di quella della Luna. Per il calcolo preciso delle maree, occorre comunque tenere conto di diversi aspetti: aspetti astronomici (luna e sole, massa, passaggio, distanza ed inclinazione sul piano equatoriale); aspetti geografici (superficie delle acque, differenziale di profondità dei fondali, forma a cuneo delle baie); aspetti meteorologici (intensità e direzione dei venti, gradiente di pressione atmosferica). Creda pure che G. fosse cattolico, io ho altre idee.

Tobi

Sab, 02/05/2015 - 14:28

liberopensiero77, lei mi deve spiegare in che modo la precisa ciclicità delle maree (ogni 24 ore e 50 minuti) che è correlabile al moto della sola luna intorno alla terra (come già noto da secoli prima di Galilei) poteva essere in qualche modo esser presentata come prova del moto della terra intorno al sole che avviene invece con ciclicità completamente diversa. Se si vuole dimostrare una teoria bisogna portare prove inconfutabili e dimostrabili. Anche oggi (nel 2015) in assenza di prove sperimentali una teoria resta una semplice teoria e non può essere assunta a certezza. Questa procedura fa parte della scienza moderna. A Galilei fu concesso di presentare la sua come una teoria finché non avesse portato prove certe. Che furono portate dopo da altri.

Tobi

Sab, 02/05/2015 - 14:40

(continuo dal precedente messaggio) ed ovviamente le prova al modello geocentrico di Galilei non fu quella delle maree in quanto errata. Poi riguardo alla fede cattolica di Galilei la invito a leggere i suoi scritti anche in tarda età.

Tobi

Sab, 02/05/2015 - 21:26

correzione al mio ultimo messaggio: ovviamente volevo dire modello eliocentrico.