Vivere da fascisti. Ma in democrazia

Almirante seppe dare identità alla destra, salvandola da tentazioni eversive. Ma con troppe nostalgie

Lunedì 24 marzo, alle ore 10.30, nella Sala Capranichetta in piazza Montecitorio, a Roma, nell'anno del centenario della nascita di Giorgio Almirante (1914-1988) si terrà il convegno «Giorgio Almirante e la Cisnal». Sarà presente Donna Assunta Almirante. Interverranno: Gaetano Rasi; il sen. Romano Misserville; Massimo Magliaro, storico capo ufficio stampa di Almirante; il segretario generale UGL Giovanni Centrella; e il professor Roberto Chiarini (docente di Storia contemporanea e Storia dei partiti all'Università statale di Milano) del quale anticipiamo in questa pagina l'intervento.

È passato circa un quarto di secolo dalla scomparsa di Giorgio Almirante. È passato un quarto di secolo dalla caduta del muro di Berlino. È passato un quarto di secolo dal crollo della Prima Repubblica. È passato un quarto di secolo in un primo tempo dalla rifondazione, poi dalla dissoluzione della sua creatura politica: quel Msi con il quale quasi si è identificata la sua vita di leader di partito. È ragionevolmente passato abbastanza tempo, quindi, perché si possa pensare a stendere un bilancio non partigiano, non schiacciato sulla contingenza, ma inserito in una prospettiva di più lungo respiro, della sua figura e della sua opera politica.
Il punto di partenza imprescindibile di una riflessione sul ruolo e sul significato della sua esperienza politica non può che essere la constatazione della originalità assoluta della sfida che la destra fu chiamata ad affrontare nel nostro dopoguerra rispetto alle altre democrazie europee. Un'originalità che affonda le sue radici nel profondo della storia nazionale, ancor prima della nascita dello stato unitario, almeno nel Risorgimento.
Negli Stati Uniti, in Inghilterra, in genere in tutti i paesi anglosassoni la destra si è presentata all'appuntamento della democrazia di massa con le carte in regola. È stata sin dall'inizio un attore politico insieme pienamente legittimo e protagonista della dialettica democratica. Anche la Germania, che pure esce nel 1945 da un passato pesantemente segnato dalla compromissione con l'esperienza più pesante del ventennio totalitario entre deux guerres, ha saputo relegare il nostalgismo neonazista nel recinto dell'illegalità; il che lo ha condannato a un'emarginazione cosi netta e scontata da consentire al sistema politico tedesco di animare senza grandi sconquassi una dialettica destra/sinistra proficua per il consolidamento di una «democrazia normale». Nella stessa Francia, che pure ha conosciuto - oltre a un regime collaborazionista con l'occupante nazista - anche molteplici esperienze di destra convintamente nemica dei valori e degli istituti democratici, si è presentata all'indomani della guerra con credenziali a posto tanto da assicurare alla destra un ruolo da protagonista nella Francia della IV e della V Repubblica. Con De Gaulle, infatti, non solo la destra francese si presenta nel dopoguerra repubblicana e democratica, ma addirittura simbolo del riscatto della nazione dal collaborazionismo di Vichy e capofila/portabandiera della democrazia grazie al contributo offerto nella lotta di liberazione nazionale dai nazisti.
Tutt'altro discorso bisogna fare per la destra italiana. All'indomani della guerra e della caduta del fascismo la destra da noi non ha alle spalle nessun antecedente di destra cui riallacciarsi per costruirsi un futuro non solo di peso, adeguato cioè alla dimensione di massa imposta dal suffragio universale maschile e - per la prima volta - anche femminile, ma nemmeno dotato di legittimità nel nuovo quadro politico postbellico. Solo per fare un confronto con il paese ad essa più congeniale, come la Francia, la destra italiana non ha conosciuto nell'800 qualcosa di analogo alla destra tradizionalista, alla destra orleanista o alla destra bonapartista. La costruzione dello Stato nazionale e della stessa Nazione è avvenuta all'insegna e nel nome di un ideale liberaldemocratico che ha individuato nel blocco sociale, nei referenti ideali, nelle formazioni politiche avverse a un liberalismo laico e modernizzatore le vere forze nemiche da isolare prima e da mettere nelle condizione di non nuocere poi, decretando in tal modo nei loro confronti un vero bando di proscrizione.
Il fascismo ha fatto il resto. Assorbendo e risolvendo nella sua esperienza ventennale di dittatura orientata al totalitarismo ogni espressione di destra tradizionalista, conservatrice e modernizzante, ha definitivamente compromesso le sorti future della destra italiana, di qualsiasi destra, della stessa pronunciabilità del suo nome, non parliamo di un sostegno alla sua causa. L'ha condannata così a vivere nel ghetto, senza alleati, senza nemmeno un minimo di capacità collettiva, e senza una prospettiva di un suo rientro a pieno titolo e in tempi ragionevoli, com'è stato invece il caso di tutte le altre destre in Europa occidentale, nel gioco democratico.
Quello di destra è diventato, insomma, uno spazio politico contaminato e, per dei contaminati dalla compromissione col passato regime com'erano i nostalgici del Ventennio, quello spazio è diventato l'unico disponibile. Per un partito - il Msi - che si proponeva di offrire una casa al popolo degli esuli in patria, come è stato efficacemente chiamato, l'occupazione dello spazio della destra, e di una destra illegittima, era insieme una scelta obbligata, un dovere e una condanna.
Una scelta obbligata, perché il bando comminato non consentiva loro altra alternativa. Un dovere, perché un luogo in cui ritrovarsi e preservarsi bisognava pur trovarlo, a meno di non accettare o un ruolo di forza extraparlamentare, con proiezioni magari eversive, o un abbandono tout court di ogni ambizione politica con il conseguente riflusso nel privato. Infine una condanna, perché significava accettare il ghetto rimandando a tempi ragionevolmente lunghi il proprio rientro nella comunità democratica. Si trattava, perciò, per la destra italiana di salvaguardare e perpetuare nei tempi brevi un'identità che per la maggior parte di essi equivaleva alla possibilità di acquisire una cittadinanza politica almeno simbolica e nei tempi lunghi di approfittare di condizioni favorevoli per rompere il cordone sanitario che li relegava nell'illegittimità istituzionale e nell'irrilevanza politica.
È stato, questo, il compito che Almirante definì con lucidità: «Vivere da fascisti in una democrazia». Ovviamente cambiava molto se l'accento era posto sul «vivere da fascisti» o sul «vivere in una democrazia». Non si può negare che il Msi in generale e il Msi di Almirante in particolare abbia oscillato non poco tra i due estremi. Ora ha puntato soprattutto a difendere la sua identità neofascista, ora ha cercato di cogliere le occasioni offertegli dall'evoluzione del quadro politico per propiziare il suo rientro nel gioco democratico.
Sarebbe lungo in questa sede esaminare un cinquantennio di storia. A bocce ferme e col senno di poi, si può dire che la missione è stata compiuta. Ma solo a metà. La guida di Almirante, senza dubbio il vero leader della destra italiana della Prima Repubblica che con essa si è identificato fino a diventarne la sua stessa icona, è riuscito a guidare il suo popolo nella travagliato passaggio del Mar Rosso fino a farlo approdare (quasi) incolume alla terra promessa. Diversamente, però, da Mosè, nel momento stesso in cui il suo popolo poggiava i piedi finalmente in terra democratica, invece di poter celebrare la missione compiuta con l'annegamento politico dei suoi oppressori, doveva subire il lutto della sua dispersione e della sua diaspora.
Evidentemente il lungo esilio in patria aveva disseccato la fonte della sua creatività politica. L'aria aperta ritrovata risultava inospitale per il vecchio organismo, infragilito da una troppo lunga permanenza (e inattività) nei luoghi della convalescenza dal morbo contratto della nostalgia per un passato senza futuro.

Commenti

vince50

Sab, 22/03/2014 - 10:07

Si può essere FASCISTA(come io sono) e amare profondamente la libertà,e checchè se ne dica queste due condizioni viaggiano di pari passo.Il resto sono tutte favole ideate dai rossi compagni in pura malafede e falsità.

Ettore41

Sab, 22/03/2014 - 10:24

Concordo con Vince50. Sottolineo che se i rossi affermano che i comunisti non esistono piu, continuando pur tuttavia a coltivare le ideologie di Stalin e Lenin, non vedo perche' non possiamo farlo anche noi fascisti.

gianrico45

Sab, 22/03/2014 - 10:29

"Vivere da fascisti,ma in Democrazia".Questo è stato il più grande sbaglio di Almirante,a quale democrazia si riferiva quel concetto? a quella che non c'era e che ancora non c'è?,quel concetto servì solo per trasformare i politici di destra in poltronisti, carrieristi e soprattutto voltagabbana, alla pari di tutti gli altri politici, di fatto fu un rompete le righe.

pastello

Sab, 22/03/2014 - 10:40

Giorgio Almirante: un uomo onesto.

Ritratto di stenos

stenos

Sab, 22/03/2014 - 10:55

Bellissimi e condivisibili tutti i 4 commenti. Ci vorrebbe oggi Almirante. Forse il più grande sbaglio di Almirante e' strato dare in mano la destra a quel traditore di fini che ha raso al suolo tutto.

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Sab, 22/03/2014 - 11:01

grande almirante! il guaio è che la caduta del muro di berlino ci ha privato un prezioso alleato, l'america, che ci dava fiumi di soldi per contrastare il potere dei comunisti infami... da questo punto di vista eravamo veramente imbattibili contro i comunisti!

Ritratto di luigipiso

luigipiso

Sab, 22/03/2014 - 11:30

@vince50 Per dire ciò che hai scritto, il pentimento su Matteotti lo hai fatto? Fascisti significa aver ucciso un innocente. Il fascismo italiano, senza pentimento, si arroga un posto nella destra che non merita. Almirante ha pubblicamente accusato Mussolini di omicidio e quindi rinnegato il suo capo?

illary

Sab, 22/03/2014 - 11:33

vince 50: dici di amare il fascismo E la libertà. E come la mettiamo con il fatto che il fascismo per vent'anni ha vietato in Italia ogni libertà di parola, di stampa, di associazione, di voto, di politica eccetera eccetera?

michele lascaro

Sab, 22/03/2014 - 11:50

Mi piacerebbe sapere se il Fini-to (il grande errore di Almirante!) s'informerà sulle conclusioni del convegno. Ma è irrilevante che lo faccia. Ho ascoltato Almirante sempre, da più di 50 anni (durante i miei anni universitari), persona onesta che non ha mai pronunciato parole o concetti di odio, pur essendo fascista,per dirla ai sinistrati, cosa che ha caratterizzato, invece, Togliatti e Nenni.

illary

Sab, 22/03/2014 - 12:22

Viince50, mi spieghi come si fa ad essere a favore del fascismo E della libertà, Visto che il fascismo per vent'anni ha picchiato ucciso imprigionato e deportato gli oppositori, e ha vietato le libertà (di voto, di parola, di stampa, di associazione?

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Sab, 22/03/2014 - 12:47

luigitipiscio ancora una volta sei scivolato sulla cacca :-) ma tu ti sei mai pentito dell'ideologia comunista? hai mai rinnegato i partiti che adottano questa ideologia? attendiamo la tua risposta, che ovviamente sarà più cretina della precedente :-)

maurizio@rbbox.de

Sab, 22/03/2014 - 13:21

E che volete che vi dica? Si vive, male ma si vive... si sopravvive. Cmq non c'é niente di piú cialtrone dell'orgoglio degli sconfitti. C-I-A-L-T-R-O-N-E. Dovremmo solo e soltanto pensare seriamente a come rimettere le cose a posto, dovrebbe essere questo l'unico pensiero, ossessivo. Ma purtroppo, a me pare che dopo essere andati al tappeto ci siamo abituati al tappeto. Ormai é diventato comdo come il divano di casetta. Nevvero? Quindi di che parliamo? Dovremmo avere il buon gusto, il contagno, di tacere.

82masso

Sab, 22/03/2014 - 13:31

mortimermouse... Se apprezzi Almirante non può piacerti Berlusconi è un palese controsenso. Si informi su un certo prefetto Mori che fece nel ventennio fascista in Sicilia e si faccia un esame di coscienza.

Ritratto di marforio

marforio

Sab, 22/03/2014 - 13:36

Ci siamo scordati il ghettizzamento della destra fino allo sdogamneto di Berlusconi.I buzzurri che vengono dall africa hanno piu liberta di movimento che un italiano di destra a fine guerra.Negli altri paesi non funziona cosi .Vedasi germania con la riunificazione dove il passato di comunista ,e uccisori di popoli ne sono usciti tutti indenni .Talmente che la vedova della sciacallo di nome Honecker anche senza che gli aspettasse riceve a tutt 'oggi una buona pensione.Uomini come Almirante dovrebbero essere ora al comando , lasciando le ideologie , avremmo perlomeno un uomo capace ma soprattutto ONESTO.Ma il suo insegnamento un verme chiamato fini non ha saputo ereditarlo , ah sfasciato quel poco di buono che avevamo in política e si e' inchinato al dio denaro, lasciando la destra alla deriva ,incapace di frenare la venuta dei Barbari berberi,e africani.

Giorgio5819

Sab, 22/03/2014 - 13:41

Sinistri parassiti, lontani da questa pagina, e iniziate a contare i 120milioni di cadaveri prodotti dal vostro compagno stalin. Vergognatevi.

Ritratto di marforio

marforio

Sab, 22/03/2014 - 13:44

Ilary-Nel contesto dei tempi si viveva molto meglio piu liberi allora che adesso .O tu ritieni di vivere in liberta solo perche leggi cio che il regime ti permette di leggere? Cresci piccola ,che se continui cosi dovrei vivere a lungo prima di arrivare a fare un distinguo con il tuo medesimo cervello. xluigipiso-Chi uccise matteotti non fu Mussolini , ma sicuramente un fascista.Chi invece fa stragi ancora di persone di idee contrarie erano ieri , i partigiani , Togliatti in russia contro stessi compagni,oggi,brigadisti vari ma rossi ,, fai un confronto 1 contro migliaia.Ci aggiungo che nei vostri occhi c'e sempre il sangue dell avversario .Giuliani docet.

eliolom

Sab, 22/03/2014 - 13:52

Sig.Luigipiso,Mussolini, il tiranno, sotto la sua feroce dittatura, processo' e mando' in galera gli autori dell'assassinio di Matteotti, se ricordo bene, qualcuno lascio' le patrie galere dopo 8/9/1943. , ma i democratici, sempre assertori della liberta', premiarono con medaglia d'oro l'assassino di Giovanni Gentile. Basta con l'antifascismo scolastico, come disse Margherita Hack, comunista da sempre,nella sua ultima intervista.

tofani.graziano

Sab, 22/03/2014 - 13:56

GIORGIO ALMIRANTE:GRANDE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

nonna.mi

Sab, 22/03/2014 - 14:24

Io ,con la mia famiglia, abbiamo vissuto quegli anni che Illary giudica così funesti,in un clima di serietà e operosità, non degradanti come suppone questa persona che forse ha avuto occasione di studiare la Storia alquanto distorta sui testi scolastici degli ultimi anni. Certo so benissimo che un Governo totalitario non è mai augurabile e nel ventennio di quegli anni passati e non più ripetibili,sono avvenute alcune cose (ho detto alcune,rispetto a tutto l'insieme)deplorevoli.Illary, le garantisco che il clima di oggi non è migliore di quello di allora :se crede, si legga anche alcune cose basilari per il benessere degli italiani, che il Fascismo ha fatto per l'Italia (la Pensione a chi rimaneva senza possibilità di sopravvivenza finanziaria a fine-lavoro,e le mai dimenticate bonifiche di zone fino ad allora invivibili...)Poi sono arrivati i grandi sbagli e i doverosi cambiamenti; non creda,però, che noi che abbiamo vissuto allora,siamo tutti o delinquenti o privi di ogni libero pensiero che lei crede ci fosse completamente negato. Myriam

eliolom

Sab, 22/03/2014 - 14:27

Sig. Illary, ucciso, imprigionato, deportato, ma ha confuso il fascismo con il comunismo? Si informi quale erano le localita' dove espiavano il domilio coatto i santoni dell'antifascismo. Localita' prive di carceri e con una stazione di carabinieri, dove soggiornare oggi costa caro e dove i confinati potevano ricevere i loro compagni ed organizzare fughe.Si informi, come il tiranno, una volta condannato l'on. Zaniboni, suo attentatore, aiuto' la famiglia di questi, permettendo alla sua figlia di completare gli studi e laurearsi. Ringraziamenti confermati dall'on.Zaniboni quando era ministro del governo Badoglio. Mussolini,come scrisse Renzo De Felice, governo' con il consenso del popolo e come detto da Margherita Hack, da sempre comunista, nella sua ultima intervista di qualche mese indietro, prima della sua dipartita, che dichiaro': il fascismo fu una dittatura all'acqua in rose , espressione d'italianita' e bisognerebbe fare un'analisi meno ideologica su questo. Sig. Illary, la prego,non faccia piu' confusione tra fascismo e comunismo. Cordiliata'.

yulbrynner

Sab, 22/03/2014 - 17:43

morale w il fascismo ha fatto solo 450.000 morti in italia ahahaha quanti il comunismo in italia?? ma x piacere. ma x piacere,,, fann o schifo entrambe ma rirrendetevi e buona domenica senza canne e alcool vi fa male.

lorenzovan

Sab, 22/03/2014 - 18:05

a tutti.. sono anziano..ricodo i bombardamenti..le SS..i massacri fatti dai nazifascisti e quelli fati poi dai molti partigiani ricordo l'Italia distrutta... furono i comunisti a portarci in guerra con quei famosi sette milioni di baionette?? mio padre..reduce fortunato dell'Armir ( ma ci lascio' a Karkhov i piedi congelati) mi raccontava che avevano scarpe quasi di cartone..fucili che gelavano e non potevano rispondere al fuoco ei russi e voi me la menate con Mussolini ??

vince50

Sab, 22/03/2014 - 18:09

La differenza sostanziale tra me definitomi Fascista(post)e i compagni rossi(pre e post),è che non negherei mai alcuni errori fatti da Mussolini e non solo da lui.Cosa che vigliaccamente non faranno mai i rossi,hanno soltanto camuffato i fatti e la storia dimenticando volutamente le vergognose azioni compiute persino a guerra finita.Inutile andare avanti,l'elenco delle porcate immonde e immorali compiute dai rossi sarebbe chilometrico.

simone64

Sab, 22/03/2014 - 18:40

Mi sono rivisto e riascoltato il famoso discorso di Almirante nel 1970 a Napoli. Commovente, encomiabile e soprattuto entusiasmante. Però durante il comizio il Grande Giorgio si espresse così a proposto del nostro popolo : " siamo uno dei popoli se non il popolo più civile al mondo. Sigh !!!! Questo detto difronte agli ascoltatori (innumerevoli) napoletani......a Napoli !!!!! Si era fatto un po' prendere dall'euforia,secondo me. Schietto ed onesto lo è sempre stato Almirante ma riguardo i suoi compaesani forse troppo ottimista

Ritratto di navigatore

navigatore

Sab, 22/03/2014 - 19:01

Classe 19+43~figli do dela guerra, da Giovane ho ascoltao com sincero piacere le parole di um uomo che nonostante facesse parte di chi há perso la guerra, quindi condannato dai comunisti a tacere,sapeva infondere ala gente speranze, purtoppo uomini come lui in Itália non esistono piu´.non sono mai stao iscrittoad um partito ma sero e sono um convitno anticomunista, non per ideologia ma per conoscenza, dopo avre letto molti librisu Stalin, Partigiani- Maotse tung, ed altri, scritti anche da persone di sinistra. la verita´quella storica ai comunisti fa molto male purtoppo e nonstante gli anni passano restano sempre ideolicamente servi di um potere vigliacco, violento , dittatoriale e assassino.

Giacinto49

Sab, 22/03/2014 - 19:55

Ai compagnucci della parrochietta presenti (luigipiso in primis) ricordo che una dittatura, necessaria in Italia per mettere d'accordo italiani e antiitaliani (prevedibile la parte politica di questi ultimi) non è una passeggiata di piacere, e "tirare troppo la corda" non era possibile neanche quì, come in Russia. Ricordo, altresì, che saltare sul carro del vincitore è quanto di più meschino un uomo possa fare. Giorgio Almirante era un uomo, ce ne fossero ancora così in politica.

Ritratto di Azo

Azo

Dom, 23/03/2014 - 09:08

X vince50, Le dò ragione al 100%. Sono i DIRIGENTI del partito Democratico, che devono VERGOGNARSI, per aver messo un KOMUNISTA, A CAPO DELLO STATO ITALIANO e di negare ciò che la popolazione vuole: (votazioni non corrotte) e parlamentari, ELETTI DALLA POPOLAZIONE !!!

blues188

Dom, 23/03/2014 - 10:01

yulbrynner , Il vero fascismo è in atto ORA! Abbiamo premier mai eletti, abbiamo i centri sociali di picchiatori comunisti che vivono e prosperano grazie alla complicità dei partiti di sinistra. Abbiamo ancora i vecchi leader comunisti che ci mantengono l'oppressione grazie a Napolitanfo e D'Alema, coi vari Vendola et similia. Abbiamo leggi liberticide e oppressive, abbiamo sindacati che usano i finti iscritti per percepire soldi non dovuti.

Ritratto di bassfox

bassfox

Lun, 24/03/2014 - 17:37

dal 1988 Almirante vive da vero fascista... poteva farlo prima e risparmiaci un sacco di cavolate!