Il cuore si cura a -80° per 8 minuti

«La Cryo Balloon è la nuova tecnica per il trattamento della fibrillazione atriale, l’aritmia più diffusa al mondo, soprattutto nelle persone sopra i cinquant’anni: la patologia più pericolosa e invalidante...», dice il prof. Alessandro Montenero, Direttore Centro per lo Studio delle Aritmie delle IRCCS, Istituto Ricovero e Cura a Carattere Scientifico «Multimedica» di Milano; 55 anni, una formazione in Canada e negli Stati Uniti, docente universitario, Alessandro Montenero, autore di circa 200 pubblicazioni scientifiche in Italia e all’estero, è un cardiologo trasformato in elettrofisiologo, una sorta di elettricista del cuore.
Che cosa si intende per fibrillazione atriale?
Per rispondere a questa domanda bisogna fare un passo indietro e spiegare: nel cuore c’è un impianto elettrico che gli permette di contrarsi in modo ritmico e continuo 60-80 volte in un minuto. Chiunque di noi toccandosi il polso può sentire il proprio cuore battere. Il ritmo del cuore è dato dal buon funzionamento del suo impianto elettrico. Le aritmie sono quindi espressione di malfunzionamenti elettrici, la fibrillazione atriale è il più comune.
È pericolosa la fibrillazione atriale?
«Purtroppo sì, anche se è l’aritmia di più comune riscontro. È pericolosa perché il cuore si contrae in modo non ritmico favorendo la formazione di trombi nel suo interno che, in particolari occasioni, possono raggiungere il cervello e dare gravi forme di ictus. È pericolosa perché fa affaticare il cuore dando la sensazione di affanno e di palpitazione».
Si può curare la fibrillazione atriale?
«Esistono dei farmaci che possono interromperla e mantenere il ritmo normale del cuore, ma non garantiscono che non torni più proprio perché è un’aritmia bizzarra: sovente dopo qualche mese sfugge al controllo del farmaco. Bisogna quindi provarne un altro e poi un altro con un progressivo deterioramento della qualità della vita».
Ci sono altre terapie?
«Esiste un intervento che si chiama ablazione transcatetere per la cura definitiva della fibrillazione atriale. Si chiama così perché è un intervento eseguito in anestesia locale introducendo attraverso la puntura della vena femorale dei piccoli tubi in plastica: i cateteri. I cateteri vengono avanzati sin dentro il cuore e poi collegati ad un computer che permette di identificare le zone del cuore dove nasce la fibrillazione atriale, le quali vengono bruciate mediante il riscaldamento della punta di uno di questi cateteri. È una tecnica che richiede molto tempo e molta pazienza e non scevra da rischi».
E quella nuova tecnica di cura?
«Si tratta appunto di Cryo Balloon, una tecnica ablativa rivoluzionaria, molto più efficace e sicura della tecnica tradizionale. Come per la tecnica classica vengono introdotti dei cateteri che però veicolano un palloncino sulla punta. Una volta raggiunta la zona dove nasce la fibrillazione, il palloncino viene gonfiato in modo che aderisca alla superficie interna del cuore e viene poi raffreddato a -80° per 8 minuti producendo così una sorta di ibernazione dell’area malata. In tal modo la fibrillazione scompare e con essa tutti i sintomi».
Ma perché viene considerata una tecnica rivoluzionaria?
«Perché cambia radicalmente la terapia definitiva della fibrillazione atriale con una maggiore efficacia, una maggiore rapidità dell’intervento, totale assenza di dolore durante l’ablazione e soprattutto maggiore sicurezza per il paziente. È stata adottata in tutta l’Europa e da pochi mesi anche in Italia».
Allora è giusto chiamarla la terapia che viene dal freddo?
«Direi di sì: sono convinto che questa terapia da noi adottata di recente possa guarire in modo definitivo la fibrillazione atriale e darci grandi soddisfazioni».