Dai bimbi al debito, così parlò il Presidente

«Riforme per istituzioni più forti. Rispetto alle difficoltà il Paese deve e può avere fiducia. È giusto regolare l’ingresso degli immigrati»

da Roma

Il bilancio del 2006 e le prospettive per il 2007 in 24 parole-chiave. Si può leggere anche così il messaggio di fine anno del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

BAMBINI Dal capo dello Stato un «saluto di buon anno a tutti voi, alle vostre famiglie, e in modo particolarmente affettuoso, anche da nonno, se mi permettete, ai bambini che vi circondano».

CHIESA «Sui grandi temi colgo una profonda sintonia con la Chiesa cattolica, con le sue espressioni di base, con le sue voci più alte».

COESIONE «Lavoro alla luce del sole e pienamente riconosciuto nei suoi diritti. È questa una delle condizioni principali per realizzare una maggiore coesione sociale e civile». «Più coesione significa anche più equità, meno disparità nei redditi e nelle condizioni di vita».

DEBITO «Dobbiamo alleggerirci del pesante debito pubblico accumulato nei decenni scorsi, e ciò richiede seri sforzi per dare priorità all'interesse generale».

DIALOGO «È importante che vi sia più dialogo, più ascolto reciproco, tra gli opposti schieramenti. Non abbracci confusi, ma nemmeno guerre come tra nemici».

DONNE «In Italia tra le riserve preziose su cui contare c’è quella, ancora così poco valorizzata, dei talenti e delle energie femminili. È bello che Napoli e Milano abbiano due donne per sindaco».

ETICA «È mia convinzione che sia la Costituzione il riferimento essenziale per affrontare nel modo migliore anche i temi più delicati che oggi ci vengono proposti dagli sviluppi della scienza e dall'etica, da complesse situazioni sociali e da dolorosi casi umani come quelli che ci hanno di recente turbato e coinvolto».
FIDUCIA «Rispetto alle difficoltà un Paese come il nostro deve e può avere fiducia in se stesso».

IMMIGRATI «Più coesione significa inoltre uno sforzo maggiore per integrare nel sistema dei nostri principi e precetti costituzionali, senza discriminarli o tenerli ai margini, gli stranieri di cui l'Italia oggi ha certamente bisogno, e di cui è stato ed è giusto regolare l'ingresso legale nel nostro Paese».

IMPARZIALITÀ «Sto ora verificando quanto sia più complessa e impegnativa la responsabilità che la nostra Costituzione attribuisce al capo dello Stato. Interpretare ed esprimere, con passione civile e con assoluta imparzialità, sentimenti e valori condivisi, esigenze e bisogni che riflettono l'interesse generale del Paese».

IRAK «Abbiamo costruito e consolidato la pace nel cuore dell'Europa, ma non c'è ancora pace oltre i suoi confini. In questo momento tragici bagliori ci giungono ancora dall'Irak. Sentiamo come minaccia comune le guerre che sconvolgono il Medio Oriente».

LAVORO «Non si può tollerare la minaccia e la frequenza degli infortuni cui è esposta la sicurezza e addirittura la vita di troppi occupati, specie di chi, italiano o immigrato, lavora in nero».

LEGGE ELETTORALE «Serve l’accordo su meccanismi elettorali che rendano più lineare e sicura la formazione delle maggioranze chiamate a governare il Paese».

MISSIONI «È giusto intensificare le iniziative di cooperazione internazionale e partecipare alle missioni delle Nazioni unite e dell'Unione europea in aree di crisi, come quella da poco iniziata in Libano».

NORD E SUD «La parte più dinamica e competitiva del Paese merita la massima attenzione per il ruolo trainante che svolge, ma neppur essa può crescere per proprio conto, con le sue sole forze. È indispensabile una visione unitaria e solidale : non si può fare a meno del grande potenziale rappresentato dal Mezzogiorno, occorre metterlo a frutto con politiche incisive e coraggiose».

OPERAI È necessario «guardare con particolare sensibilità a chi lavora in condizioni pesanti e per salari inadeguati, a cominciare dagli operai dell'industria».

POLITICA «Quando nel frastuono generale non si possono nemmeno più cogliere bene le diverse posizioni e proposte, allora molti finiscono per allontanarsi non da questo o quel partito, ma dalla politica. E invece, attenzione. A chi mi ascolta, e a tutti gli italiani, vorrei dire: non allontanatevi dalla politica. Partecipatevi in tutti i modi possibili, portatevi forze e idee più giovani».

RIFORME «La politica ha bisogno di istituzioni più riconosciute e più forti. Si trovi dunque l'intesa per riformarle, senza toccare il patrimonio dei grandi valori e indirizzi costituzionali».

SICUREZZA E GIUSTIZIA «Una società più giusta può anche essere più sicura, attraverso il richiamo severo, che non deve mancare, al rispetto delle leggi. È a questo impegno che presiedono con grande dedizione le forze dell'ordine, e la magistratura, alla quale spetta anche contribuire a un più lineare e rapido corso della giustizia».

SVILUPPO «Per fortuna, l'Italia non è ferma. Ha già ripreso a crescere, col contributo determinante di imprenditori che hanno imboccato la strada dell'innovazione e del rischio nel mercato globale; e insieme di tecnici e lavoratori qualificati e aperti al cambiamento, consapevoli che è il momento di premiare il merito».

TERRORISMO «Non possiamo dimenticare quel che l'Italia ha pagato per il terrorismo di casa nostra, per quel delirio di violenza e per quelle vite stroncate, alla cui memoria dobbiamo ancora rendere omaggio. Ebbene, ci opponiamo con eguale fermezza al terrorismo di matrice fondamentalista che non conosce frontiere».

UNIONE EUROPEA «Occorre superare resistenze e difficoltà che impediscono una più forte unità e azione europea».