Dai codici medievali ai futuristi: la bibliofilia è servita

«Non li abbiamo letti tutti, ma li abbiamo amati tutti» recita l’adagio del bibliofilo. Da oggi e fino a domenica l’amore per i libri spingerà collezionisti e appassionati alla «Mostra del Libro Antico», al palazzo della Permanente di Milano, per celebrare il ventennale di un’esposizione ricca di fascino. Organizzata dalla Fondazione Biblioteca di via Senato per volontà del senatore Marcello Dell’Utri che ieri, all’inaugurazione, si beava degli ultimi acquisti (tra cui il delizioso libello La rosa sedara di Pablo Neruda, prima edizione del ’75), l’esposizione accoglie una cinquantina di librai italiani e stranieri.
Tra incunaboli quattrocenteschi e prime edizioni del Novecento, passando per i “libri futuristi” - è la milanese Libreria Pontremoli a omaggiare il movimento fondato da Marinetti - colpisce la mole di volumi di carattere scientifico, tra cui spiccano la rarissima editio princeps dell’Istoria e dimostrazioni intorno alle macchie solari e loro accidenti di Galileo (valore: circa 100mila euro) e una raccolta di scritti astronomici stampata da Aldo Manuzio. Tra le opere più ricercate, l’edizione originale del progetto del Piermarini per la Scala di Milano, il primo indice ufficiale dei libri proibiti, stampato a Venezia nel 1564, e, tanto per rimanere in tema, il Malleus maleficarum, dettagliato manuale per inquisitori datato 1494. Bernard Quaritch, noto antiquario inglese con un negozio in Piccadilly Circus che esiste dal 1847, propone chicche come un trattato di medicina di Avicenna stampato nel 1483 e una deliziosa edizione illustrata del Don Chisciotte di Cervantes.
Accanto ad appassionati come Dell’Utri, che nell’occasione ha presentato il primo numero del mensile di bibliofilia Biblioteca di via Senato, o Mario Scognamiglio, direttore de L’Esopo, nota rivista di settore, durante l’inaugurazione di ieri hanno sbirciato tra le teche l’imprenditore Francesco Micheli e il vignettista Giorgio Forattini. Giuseppe Pizza, sottosegretario al Ministero dell’Istruzione, si è lasciato sedurre dalla Vita della Vergine Maria di Corazzano, prezioso incunabolo stampato nel 1473 in un piccolo paese della Lunigiana. Tra incisioni (stampe rare di Goya e Dürer, maestri del genere), testi inediti (una poesia in due sestine firmata dal poeta settecentesco Vincenzo Monti), libri per l’infanzia come un Pinocchio di Collodi stampato nel 1886, e persino disegni di un giovanissimo Federico Fellini, la mostra racconta di una passione, quella del bibliofilo, che è sempre più onnivora, e che pare non risentire della crisi economica. Forse perché il bibliofilo è un po’ bibliofolle, e ascolta più le ragioni del cuore che quelle del portafogli.