D'Alema ora rilancia la grande ammucchiata contro Berlusconi

D'Alema prova a rilanciare un suo vecchio cavallo di battaglia: tutti insieme per scalzare il premier. E poi ci prova coi finiani: "Con Fli? Possiamo collaborare"

In chiusura di campagna elettorale Massimo D'Alema rilancia un suo vecchio cavallo di battaglia: l'ammucchiata per battere il Cavaliere.  "Tutti quelli che sono all’opposizione e che condividono principi importanti come la legalità devono collaborare perchè si ponga rimedio a quella minoranza faziosa del paese di cui Berlusconi è il capo", lo ha detto il presidente del Copasir impegnato a Barletta in un appuntamento elettorale, rispondendo ai giornalisti che gli hanno chiesto di una possibile alleanza con Gianfranco Fini. "Parlare di ’alleanza con Finì - ha aggiunto D’Alema - rappresenta una sintesi giornalistica della necessità di tutte le forze di opposizione a collaborare". Insomma, al di là delle piroette linguistiche, il succo del ragionamento di D'Alema è uno: per battere Berlusconi va bene qualunque cosa, anche un'alleanza politica che metta insieme ex fascisti, ex comunisti, dipietristi e cattolici. 

Si fa sentire anche Luca Cordero di Montezemolo che torna a bacchettare il governo e disegnare nuovi e nebbiosi scenari politici, ovviamente senza Silvio Berlusconi. Il ruolo di Montezemolo in questi sogni a occhi aperti non è chiaro e la sua "discesa in campo" è ormai un'eterna tela di Penelope: "Dobbiamo uscire da questa fase di denuncia e anche giusta lamentela per essere protagonisti del cambiamento. Dobbiamo passare all’azione e alla volontà, per essere protagonisti del cambiamento". Lo ha detto il presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo, nel suo intervento al convegno nazionale dei giovani imprenditori edili. Montezemolo, rivolgendosi agli imprenditori, ha sottolineato: "Come cittadini e come azionisti di questo paese abbiamo il diritto e il dovere di parlare della cosa pubblica: dove sta scritto che la cosa pubblica è monopolio dei politici? Sento, come credo anche voi, una grande mancanza - ha aggiunto - di una politica economica, di coraggio, di scelte, di affrontare, non solo in campagna elettorale, i veri problemi dei cittadini e delle imprese". Grandi discorsi per progetti poco definiti e un unico obiettivo chiaro: disfarsi del Cavaliere. Ma alla fine, ammucchiata o no, lo decideranno solo le urne.