Dall'oculista prima di entrare in aula

Controllare la vista e il perfetto equilibrio degli occhi aiuta a studiare meglio e rende la vita più piacevole. Purtroppo non tutti gli italiani ne sono coscienti. Studenti e genitori sono avvisati, soprattutto in concomitanza dell'apertura del nuovo anno scolastico. Per gli occhi, poi, poiché li affaticano non poco, sono un'insidia anche i nuovi strumenti elettronici come tablet, computer e lavagne elettroniche, sempre più diffuse nelle aule.
È di questi giorni, l'approvazione da parte del Consiglio dei ministri del decreto legge, su scuola e università, che ha stanziato 15 milioni, spendibili subito per la connettività wireless nelle scuole secondarie. L'invito a occuparsi seriamente dello stato della propria capacità visiva e di quella dei propri figli viene dalla Commissione difesa vista (Cdv) nata, nel 1972, con l'obiettivo d'informare in maniera corretta sull'argomento.
Questa, nel corso degli anni - composta dai maggiori specialisti in materia, operatori del settore e costruttori d'occhiali - ha organizzato seminari, convegni, workshop e realizzato un gran numero di campagne pubblicitarie e informative su questi temi. E oggi, lancia l'allarme.
Il 30% dei genitori non sottopone i propri figli a una vista oculistica. Controllo fondamentale, perché spesso a una visione scorretta corrisponde anche un apprendimento limitato. Il non vedere correttamente - sia che si tratti di miopia (vedere male da lontano) sia di astigmatismo (visione sfocata o sdoppiata a tutte le distanze), sia di ipermetropia (visione da vicino) - non solo rallenta oggettivamente l'apprendimento, perché il ragazzo ha difficoltà a vedere, ma può anche provocare stress e angoscia. Visite regolari e tempestive consentono di evidenziare problemi comuni e diffusi, come la miopia. O portare alla luce altri disturbi, quali l'ipermetropia, l'astigmatismo e lo strabismo.
Ma c'è di più. A tutt'oggi, il 70% dei genitori ritiene che una visita oculistica, non sia strettamente necessaria. In un'esperienza diretta, promossa dal Cdv nell'autunno 2012, è emerso che il 60% dei bimbi non ha mai effettuato una visita oculistica e ben il 26% di quelli controllati dagli esperti del comitato, presenta una problematica della vista. Tra chi ha fatto le visite, il 33% è risultato essere ipermetrope e il 16% astigmatico; il 4% è invece risultato affetto da exforia, 10% i miopi e 6% le sospette ambliopie (occhio pigro). Nel restante 31% dei casi sono stati segnalati sospetti mal di testa oftalmici, lievi astigmatismi o ipermetropie e lievi strabismi.
Insomma, la prima visita dell'oculista avviene molto tardi, a volte troppo. «Invece sarebbe una prassi obbligatoria - ammonisce Francesco Loperfido, professore, consulente Cdv e responsabile del Servizio di oftalmologia generale, presso l'Unità operativa di oculistica del San Raffaele di Milano - soprattutto, per quei bambini che si accingono ad affrontare il loro primo giorno di scuola».