«Datemi uno show al sabato sera. Poi mi ritiro»

«Ho superato momenti in cui mi crollava tutto addosso»

Paolo Giordano

da Milano

Cara Simona Ventura, ieri nell’ultimo minuto di trasmissione si è superata: ha detto ventidue volte grazie. Poi ha mandato in vacanza Quelli che il calcio.
«Il suo bello è che non ha copione e anche per questo il prossimo anno lo rifarò: è una gioiosa macchina da guerra. In questa stagione abbiamo vinto quasi sempre, tipo trentasei volte su trentotto, ma non diciamolo altrimenti Costanzo s’arrabbia».
Ma questo non era il suo annus horribilis?
«Prima pensavo: io speriamo che me la cavo. Ora però me la sto cavando».
Non ha risposto.
«Ho sempre accettato che per un chilo di successo ci sia un chilo di piombo (per non dire di peggio)».
Qualcuno le ha anche pestato i piedi.
«Ho una memoria da elefante».
Vendicativa?
«Figurarsi, no. Ma se devo cadere, mi piace cadere in battaglia».
Fanteria o artiglieria?
«Ho cambiato pelle. Ora sono felice, serena. Sento di aver superato tante cose. Negli ultimi tre mesi dell’anno scorso ci sono stati momenti in cui mi mettevo la testa tra le mani, mi vedevo ferma mentre intorno a me il mio mondo crollava tutto. La vacanza in Kenya a casa di Flavio (Briatore - nda) mi ha fatto un gran bene».
Però basta così, inutile indagare sul più ignobile stillicidio gossiparo dell’anno. Quando si entra in casa di Simona Ventura, terzo piano elegante, trumeau stile impero, tivù ultrapiatta, all’occhio saltano subito le foto di famiglia: lei, i figli Niccolò e Giacomo, e anche lui, Stefano Bettarini, perché «ora abbiamo un buonissimo rapporto. Ci si può separare da sposi, ma da genitori mai. Un sabato siamo andati al cinema con i nostri figli e, zac!, è circolata la voce che lui partecipasse alla prossima Isola dei Famosi. Ma che sciocchezza, accidenti!». Appena quarantenne e appena resuscitata, ora Simona Ventura è la donna di punta della Rai, vale 85mila euro per spot, «gli uomini mi mandano mazzi di rose a casa, ma non penso tutto il giorno all’amore» perciò «ho deciso che farò solo i programmi che mi piacciono». E per comunicarlo urbi et orbi s’è fatta fare un altro tatuaggio sotto il collo: «È un simbolo che vuol dire: Simona regina della sua vita».
Ora la regina potrebbe aprire i pacchi di Affari tuoi?
«Per carità, per me basta access prime time o, come lo chiamo io, tacconi. Meglio Fabio Fazio o Claudio Bisio o comunque un comico».
Però lei a quell’ora è di casa, dopo le Tre scimmiette.
«Che non era un format straordinario. E poi io se non chiudevo alle 21,03 mi tagliavano le orecchie...».
Bonolis invece allungava talmente tanto che è finito a Mediaset.
«Sono sicura che a Cologno hanno fatto bene i conti».
E lei?
«Farò solo Quelli che, L’Isola, di cui stiamo per iniziare il casting, e probabilmente Music Farm, che è stato il programma più difficile della mia vita».
Più di un sabato sera di Raiuno?
«Quello è il mio sogno. Dopo mi ritirerei».
Per fare il direttore di rete?
«Prima il sabato, poi vedremo».
I dati Auditel arrivano alle dieci del mattino. Come reagisce quando va male?
«Dopo due ore mi riprendo. I miei bambini fanno passare tutto».
Quale libro sta leggendo?
«Ho appena finito Scegli me di Alessandra Appiano».
Lei chi sceglie?
«Sempre una grande squadra, tanto più che non ho protettori».
Tempi duri, ora che in Rai cambia tutto.
«Quando fai i risultati, chissenefrega se cambiano manager o partiti».
Anche il direttore generale Cattaneo sembra in partenza.
«Se andasse via, lascerebbe da vincitore».
Ma si sa che lei è una aziendalista.
«Ho sempre sentito fiducia. Nel 2003 non mi volevano rinnovare il contratto e ne sono stata senza fino a novembre. Poi l’allora direttore Marano si è impuntato e a dicembre mi hanno anche proposto di condurre il Festival».
Glielo chiedessero anche quest’anno?
«Solo se a presentarlo fossero Berlusconi e Rutelli. A loro sì che farei la valletta».

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