De Magistris, un magistrato in prima pagina

Roma - L'estate da prima pagina del pm Luigi De Magistris è iniziata il 18 giugno scorso. Con 26 perquisizioni in tutt'Italia ad amministratori calabresi, manager, un generale della Finanza e funzionari dei servizi segreti, è diventata di pubblico dominio l'esistenza di un'inchiesta denominata Why not. L'ipotesi accusatoria prevede l'esistenza di un gruppo di potere trasversale agli schieramenti politici per la gestione del denaro pubblico. Materiale incandescente, come lo era stato quello di una precedente inchiesta dello stesso pm, la Poseidone, avocatagli dal suo procuratore e, secondo De Magistris, poi finita insabbiata.

Il 13 luglio sul sito web del settimanale Panorama esce l'indiscrezione secondo la quale tra gli indagati del pm di Catanzaro c'é anche il presidente del Consiglio Prodi. La procura non conferma né smentisce. Il 26 luglio a Catanzaro arrivano gli ispettori del ministero della Giustizia. Gli accertamenti sono conseguenza di polemiche accesesi dentro e fuori il palazzo di giustizia per l'inchiesta Poseidone. Tra il 26 ed il 30 luglio vengono perquisite le abitazioni di alcuni giornalisti sospettati per la fuga di notizie su Why Not e sull'inchiesta sulle Toghe lucane (anche questa del pm De Magistris). E' il 30 agosto quando De Magistris parla di "emergenza democratica per le collusioni tra potere politico ed affaristico" e di "effetto intimidatorio" delle ispezioni promosse dal Guardasigilli.

Il 21 settembre il ministro della Giustizia chiede al Csm il trasferimento d'ufficio del pm e del suo procuratore. E' un "atto dovuto", spiega, anche al Parlamento nel question time del 26, in base a quanto riportatogli dagli ispettori sulla situazione della procura di Catanzaro. E' una richiesta urgente ed il Csm fissa per l'8 ottobre la data della decisione. Il 22 settembre la procura di Catanzaro smentisce che, come riportato da indiscrezioni giornalistiche, anche Mastella sia tra gli indagati di Why Not (si era già parlato di una intercettazione nella quale il principale indagato, l'imprenditore Antonio Saladino, parlava confidenzialmente con il ministro).

Mentre si avvicina la data fissata per la decisione della commissione disciplinare del Csm (ma oggi si è appreso che potrebbe decidere di rinviare), cresce la divisione tra chi è pro e chi contro il trasferimento del pm. Spaccata la politica e la magistratura, da Grillo agli studenti, la piazza sembra essere con il magistrato. Il 3 ottobre di De Magistris si parla persino nel Cda della Rai. E' la trasmissione di Santoro, Anno zero, fissata per il giorno seguente che ha la vicenda in scaletta ad aver scatenato nuove polemiche.