Deficit, nel 2007 conti pubblici in miglioramento

Conti pubblici italiani in
miglioramento nel 2007:. In particolare, segnala l’Istat,
l’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche è
diminuito di oltre 25 miliardi di euro. Ma è crisi nel settero industriale<br />

Roma - Conti pubblici italiani in miglioramento nel 2007. In particolare, segnala l’Istat, l’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche è diminuito di oltre 25 miliardi di euro rispetto all’anno precedente, attestandosi a 24,094 miliardi, pari all’1,6% del Pil contro il 3,4% del 2006. Il debito pubblico è risultato pari a 1.598,971 miliardi, pari al 104,1% del Pil, valore relativo più basso rispetto a quello del 2006 quando si era collocato al 106,9%. Per il 2008 l’indebitamento netto dovrebbe attestarsi al 2,5% del Pil, l’avanzo primario al 2,6%, mentre il debito è previsto al 103,7%.

Industria in calo: -11% Agosto nerissimo per l’industria italiana. Crollano fatturato e ordinativi, con le entrate del settore che toccano i minimi dal 1991. Il mese estivo si conferma così il peggiore dell’anno sino a questo punto: un mese in cui il deficit nel commercio con l’estero è salito fino a 2,1 miliardi di euro e in cui la produzione industriale ha fatto segnare un pesantissimo -14,3%. Secondo i dati diffusi dall’Istat, il fatturato dell’industria è sceso dell’11% rispetto all’agosto del 2007 e del 3% rispetto a luglio. Va meglio, ma solo relativamente, per gli ordinativi, che fanno segnare un -5,2% su base annua ed un -0,3% rispetto al mese precedente. Dati che, uniti a quelli della produzione industriale, testimoniano un andamento decisamente poco brillante per il nostro settore produttivo, che, spiegano i tecnici dell’Istat, si sta incamminando verso un percorso particolarmente negativo. Verso la recessione, almeno secondo diverse associazioni di categoria. I dati di agosto, pur tenendo conto dell’estrema volatilità del mese dedicato alle ferie per eccellenza, si iscrivono infatti in un trend negativo già iniziato nei mesi precedenti, come testimoniano soprattutto gli ordinativi che provengono dall’estero. La flessione delle nuove commesse deriva infatti da una riduzione dello 0,5% sul mercato interno, ma addirittura del 12,8% sul mercato estero. Anche nei primi sei mesi dell’anno, l’aumento del 2,2% degli ordini deriva dal +4,2% del mercato interno, compensato dal -1,5% dell’estero. Secondo la Confapi, sono proprio le vendite all’estero che mostrano i segnali più preoccupanti e "confermano lo stato di sofferenza in cui sta entrando la nostra industria manifatturiera", anche per "il propagarsi della crisi finanziaria in Europa che determina un rallentamento della domanda dei nostri principali mercati di esportazione, che si aggiunge all’indebolimento già in atto da tempo del mercato statunitense". Ancora più dura la Confcommercio: "Si conferma lo stato di forte difficoltà della nostra economia che pare ormai entrata in una fase recessiva di dimensioni e di durata ancora incerte", per uscire dalla quale servono «politiche che, siano in grado di aumentare il reddito delle famiglie e di ridare slancio ai consumi". Per Confesercenti, invece, "le cose sono destinate a peggiorare: secondo le nostre previsioni, nell’ultimo trimestre il calo dei consumi potrebbe aggirarsi attorno allo 0,4%, con un Pil che scivolerebbe nel 2008 ad un inquietante -0,1%".

Maglia nera in Europa L’interscambio complessivo dell’Italia, ad agosto, ha registrato un saldo commerciale negativo per 2.116 milioni di euro, in aumento rispetto al deficit di 687 milioni dello stesso mese del 2007. Lo rende noto l’Istat aggiungendo che su base tendenziale le esportazioni sono diminuite dell’8% e le importazioni del 2%. Nel confronto con luglio, i dati destagionalizzati indicano ad agosto una flessione dell’1,2% per le esportazioni e una crescita dello 0,5% per le importazioni. Nel periodo gennaio-agosto 2008, spiega l’Istat, le esportazioni sono cresciute rispetto allo stesso periodo del 2007 del 4,7% e le importazioni del 5%. Nello stesso periodo il saldo è stato negativo per 7.268 milioni di euro, in aumento rispetto ai 6.236 milioni dello stesso periodo del 2007. Per le esportazioni l’andamento negativo ha riguardato tutti i raggruppamenti principali per tipologia di beni ad eccezione dell’energia (+49%); flessioni superiori alla media hanno riguardato i beni di consumo durevoli (-23,8%), i beni strumentali (-11,7%) e i prodotti intermedi (-8,9%). Stesso andamento per le importazioni che hanno segnato per l’energia un +29,9% e dati negativi per beni strumentali (-12,2%), prodotti intermedi (-12,1%) e beni di consumo (-6,8%). Nei primi otto mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, c’è stata una crescita tendenziale per le esportazioni in tutti i raggruppamenti ad eccezione dei beni di consumo durevoli; per le importazioni gli incrementi hanno riguardato solo l’energia e i beni di consumo non durevoli. Nei primi otto mesi dell’anno, i minerali energetici che includono petrolio greggio e gas naturale hanno avuto un peso sul totale delle importazioni del 17,8% (13,7% nel 2007), il saldo è risultato negativo per 44.391 milioni di euro rispetto al deficit di 32.796 milioni di euro del 2007. Nello stesso periodo, il saldo della bilancia commerciale al netto dei minerali energetici è risultato positivo per 37.122 milioni di euro rispetto al surplus di 26.560 milioni del 2007. Ad agosto scorso le maggiori flessioni nelle esportazioni hanno riguardato altri prodotti dell’industria manifatturiera compresi i mobili (-32,7%), prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-24%). Per quanto riguarda le importazioni le maggiori flessioni sono state registrate per carta e prodotti di carta, stampa ed editoria (-17,5%), prodotti chimici e fibre sintetiche e artificiali (-17,2%); incrementi rilevanti hanno riguardato i minerali energetici (+32,9%) e i prodotti petroliferi raffinati (+28,4%).

Il commercio estero Il saldo commerciale dell’Italia con i Paesi della Ue ad agosto è stato negativo per 25 milioni di euro, rispetto a un attivo di 294 milioni di euro di agosto 2007. L’Istat precisa che le esportazioni sono diminuite del 12,4% e le importazioni del 10,3%. Nel confronto con luglio, spiega l’Istituto di statistica, i dati destagionalizzati hanno segnato ad agosto un incremento del 2% per le esportazioni e dello 0,5% per le importazioni. Nei primi otto mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007 le esportazioni sono cresciute del 2,6% mentre le importazioni si sono ridotte dello 0,5%. Nello stesso periodo il saldo è stato positivo per 9.216 milioni di euro, in netto aumento rispetto all’avanzo di 4.853 milioni rilevati nello stesso periodo del 2007. Ad agosto il flusso di esportazioni è stato negativo verso Regno Unito (-23,6%), Spagna (-17%), Francia (-15,9%) e Germania (-11,1%); un incremento è stato rilevato per la Grecia (+11,7%). Ridotte le importazioni da Belgio (-34,9%), Regno Unito (-24,2%), Austria (-13,6%). Il calo delle esportazioni ha riguardato ad agosto tutti i comparti, mentre i prodotti petroliferi raffinati hanno segnato un +19%. Le flessioni maggiori hanno riguardato mezzi di trasporto (-20,7%), macchine ed apparecchi meccanici (-19,4%) e apparecchi elettrici e di precisione (-19,1%). Per le importazioni, la maggiore flessione ha riguardato prodotti chimici e fibre sintetiche artificiali (-20,3%).