Uno dei barconi dei clandestini diventerà un pezzo da museo

Un barcone con cui i clandestini arrivano in Italia diventa un pezzo da museo. Il 9 febbraio a Palermo il Direttore del MuMa Pierangelo Campodonico, ha incontrato l’Assessore al turismo, sviluppo economico e Spettacolo di Lampedusa Pietro Busetta, per gli accordi relativi all’esposizione di una delle imbarcazioni con cui, in questi anni, gli immigrati clandestini hanno raggiunto le coste italiane. Tutto il materiale andrà a arricchire la sezione del Galata Museo del mare dedicata all’emigrazione. Il nuovo allestimento del 3° piano porterà il visitatore - munito di passaporto e biglietto di viaggio - nei panni di un emigrante italiano di fine ‘800 in cerca di fortuna in Brasile, in Argentina oltre che in America. L’ultima parte dell’esposizione dedicata all’emigrazione contemporanea, dove verrà collocato il barcone proveniente da Lampedusa insieme a diversi allestimenti multimediali proietteranno il pubblico ai giorni d’oggi affrontando un tema di grande attualità sociale.
Il padiglione Mem rappresenterà lo sviluppo della mostra «La Merica! Il viaggio per mare durante la Grande Emigrazione degli italiani. 1892-1914»: una mostra interattiva sull’emigrazione italiana negli Stati Uniti che rappresenta il punto di riferimento della museologia di settore, oltre che molto apprezzata da ogni tipo di pubblico, in particolare d parte del mondo scolastico (dalla sua inaugurazione i visitatori sono stati circa 400.000).
Con il Mem, acronimo di Museo dell’Emigrazione voluto fortemente dal MuMa – Istituzione Musei del Mare e della Navigazione, il Galata Museo del Mare di Genova intende fare un passo avanti. Oltre a mantenere gli elementi documentari e quelli multimediali – che restano comunque parte integrante del percorso espositivo – si sviluppa il coinvolgimento emotivo del visitatore, in modo che il percorso sia anche e soprattutto un’esperienza individuale, che il visitatore prova su di sé.
La collaborazione tra il museo genovese e il Comune di Lampedusa, appare significativa anche nella prospettiva di costruire un Museo delle Migrazioni nell’isola, a partire dalla schedatura di oltre 300.000 persone approdate negli anni «caldi» degli arrivi. Lampedusa, in questo momento è una tappa fondamentale per l’arrivo in Italia di migliaia di persone: un luogo dell’immaginario di uomini, donne e bambini in arrivo dalle coste dell’Africa. Clandestini, in molti casi, ma anche rifugiati in fuga da paesi in guerra o al disastro economico. Oggi, la politica dei «respingimenti» ha molto ridotto gli arrivi e diversi osservatori giudicano che la fase di Lampedusa «porta d’arrivo» si stia definitivamente chiudendo. Si presenta così l’opportunità di raccogliere le testimonianze, orali e materiali di una vicenda molto spesso drammatica, con naufragi, annegamenti, imbarcazioni alla deriva per giorni e giorni e, anche, tante straordinarie storie di solidarietà da parte della comunità di Lampedusa.