Il denaro? Si insegna con la paghetta

da Milano

Negli anni Sessanta, mentre le case degli italiani si arricchivano dei prodotti di un’industria sempre più fiorente, numerose banche regalavano un salvadanaio ai figli dei propri clienti. Era la dimostrazione tangibile dell’importanza allora attribuita al «risparmio» dall’Italia del Miracolo economico. Alle regole di una precisa educazione finanziaria rivolta ai giovanissimi che oggi appare sempre più difficile da pianificare per molti genitori. Per i quali, malgrado le difficoltà indotte dalla corsa dei prezzi e dal minor potere d’acquisto dei salari, è diventato quasi un tabù parlare di denaro con i propri figli.
Come dimostra, peraltro, il gran numero di manuali in materia che affollano, per esempio, le grandi librerie di New York. La metropoli dove vivono e lavorano, da anni, Maria Teresa Cometto e Glauco Maggi, che di recente hanno trasferito tutta la propria esperienza di giornalisti finanziari e genitori in una nuova edizione del volume «Figli & Soldi» (Sperling&Kupfer; 16,50 euro il prezzo di copertina).
Il risultato è un manuale di poco più di 200 pagine di facile lettura, dove gli autori, a loro volta sposati, passano in rassegna cosa è cambiato per i teenager dopo l’imporsi dei cellulari, dell’Ipod e della carte di debito prepagate, sempre più usate al posto dei contanti, per esempio, in occasione delle vacanze studio all’estero. La tesi di fondo è che inserire il rispetto del denaro nel bagaglio culturale dei più giovani è fondamentale. E prima si inizia meglio è perché l’educazione finanziaria è importante come quella sessuale.
Da qui il consiglio, affrontato nella prima parte del volume (contraddistinto anche da una attenta impostazione grafica), di stabilire una «paghetta» settimanale.
Una cadenza che a volte può risultare faticosa da fare rispettare ma che rappresenta anche lo strumento principe per insegnare il valore del denaro ai propri figli. Per investirli di responsabilità, facendo toccare loro con mano quanto costano gli oggetti del desiderio anche a prezzo di qualche errore di percorso.
Senza contare le altre virtù della «paghetta». Sette secondo gli autori, compreso il fatto di abituare da subito i ragazzi a calibrare le proprie spese a seconda del denaro disponibile e di costituire in prospettiva un incentivo a guadagnare qualcosa in proprio per ottenere quanto mamma e papà non vogliono o non possono acquistare.
A cui si aggiunge l’impulso a esplorare il funzionamento delle banche, che in caso contrario potrebbero restare realtà astratte per molti giovani. La seconda parte del volume, spiega invece l’Abc della finanza ai bambini e offre, nel contempo, ai genitori indicazioni pratiche sull’utilizzo dei prodotti disponibili sul mercato.