Il dentista italiano? Ha la laurea in Romania

Le mete sono sostanzialmente due, la Spagna e la Romania che sembra aver fatto «boom» visto i prezzi concorrenziali. Non è un caso che circa mille ragazzi italiani stiano studiando nelle facoltà di «Medicina dentara» degli atenei romeni che garantiscono un titolo spendibile in tutta Europa e quindi anche da noi. «Nella mia università - racconta uno studente italiano 22enne iscritto alla facoltà di Medicina dell’ateneo privato Tito Maiorescu di Bucarest - più che delle prove di ingresso ci sono dei test valutativi, basati su conoscenze minime». In Romania, infatti, servono solo soldi e buona volontà di imparare la lingua perché è obbligatorio fare un corso preparatorio di lingua romena organizzato dall’ateneo, che si conclude con un esame finale. Ma quelli che passano, devono poi studiare e farsi mantenere dai genitori. I costi non sono esagerati. Il prezzo del corso, che dura 6 anni e prevede la frequenza obbligatoria, è di circa 3mila euro l’anno. Gli affitti delle case e il costo della vita, inoltre, sono più che sopportabili. Essendo la Romania un Paese che fa parte dell’Unione europea, esiste l’obbligo di riconoscimento della laurea. Ma non è così scontato.
«Il ministero della Salute - spiega il presidente nazionale della Commissione dell’albo degli odontoiatri (Cao), Giuseppe Renzo - esegue un’attenta verifica sul percorso formativo e le metodologie devono essere verificabili e trasparenti». Questo per evitare di abilitare falsi medici o finti dentisti.
Anche in Spagna ci sono tanti ragazzi italiani che si iscrivono a medicina e odontoiatria nelle università private del Paese dove il test di ingresso è semplice e basato solo su nozioni di cultura generale. Ma in terra iberica, a sentire Gianfranco Prada, presidente dell’Associazione nazionale dentisti italiani, la situazione è meno «nebbiosa». «Il percorso formativo degli atenei spagnoli è professionale e trasparente. Paragonabile a quello delle migliori università italiane». Ma è anche costoso.
Laura, una ragazza che frequenta odontoiatria nella capitale, spende dai 15 ai 18mila euro all’anno solo per i corsi. Poi, deve aggiungere 400 euro al mese per la camera in affitto, cibo e divertimenti. Insomma, alla fine dell’anno, il conto lievita ottimisticamente a 25mila euro che va moltiplicato per cinque anni. Laura, però, non sente la nostalgia della lingua italiana. Nei corsi, 30 su quaranta sono italiani trapiantati all’estero. Per necessità.
ECus