«Denuncerò alla Ue i privilegi del Trentino»

«Se valessero le stesse regole tributarie, io avrei un bilancio di 26 miliardi di euro anziché sette»

Giuseppe Salvaggiulo

da Milano

Giancarlo Galan, presidente della Regione Veneto, è appena uscito dalla riunione della giunta che ha approvato la sua proposta di affidare a tre giuristi l’incarico di studiare la procedura per la fusione del Veneto e del Trentino Alto Adige. «Sono stato buono per 15 anni, ora basta. Fino a ieri i privilegi del Trentino Alto Adige erano insostenibili, ora sono odiosi: in media ogni cittadino trentino riceve dalla pubblica amministrazione 4.700 euro in più rispetto a un cittadino veneto. Darò battaglia ogni giorno. E se ne accorgeranno».
Da dove nasce questa battaglia?
«Non ho mai attaccato l’autonomia speciale. Ma se la usano per destabilizzare il mio territorio, reagisco e destabilizzo loro».
Vede addirittura una strategia per destabilizzare il territorio del Veneto?
«Sui giornali altoatesini ci sono i moduli per attivare la procedura di passaggio dei Comuni al Trentino Alto Adige».
Se fosse stato cittadino di Lamon, il paesino che è passato al Trentino Alto Adige, come avrebbe votato al referendum?
«Non so. Ma chiunque si sarebbe lasciato tentare da un matrimonio di interesse».
Che cosa si aspetta dai tre giuristi che ha ingaggiato?
«Voglio sapere se i privilegi di cui gode il Trentino Alto Adige sono legittimi. Se sì, li voglio anch’io con la fusione delle due Regioni. Se no, voglio che siano cancellati».
Per la Costituzione sono legittimi.
«La Costituzione si può cambiare. E poi c’è l’Unione europea».
Che cosa c’entra l’Unione europea?
«Quando studiavo giurisprudenza, diritto comunitario era un esame facoltativo. Ora è una cosa seria e vieta aiuti pubblici superiori al 15%. Lo sanno a Bruxelles che la Provincia di Bolzano dà il 70%?».
Si rivolgerà alle autorità europee?
«Sono pronto a denunciare il governo italiano alla Corte Ue per violazione del diritto comunitario».
Non la frena il fatto che il governo italiano sia guidato dal leader del suo partito?
«No, questa non è questione di destra o di sinistra, ma di equità: perché a Bolzano hanno i contributi per le staccionate o i fiori sui balconi e a Chioggia no? Con le stesse regole tributarie, avrei un bilancio di 26 miliardi di euro anziché 7».
Ce l’ha con tutte le Regioni autonome o solo con il Trentino Alto Adige?
«Due sono isole, la Valle d’Aosta è un caso particolare, il Friuli Venezia Giulia ha l’autonomia che tutte le Regioni dovrebbero avere. Lo scandalo è il Trentino Alto Adige».
La sua autonomia ha ragioni storiche ed è un modello di convivenza tra le diverse comunità.
«De Gasperi, Piccoli, Gruber... ma sono passati 60 anni dalla fine della guerra e non ci sono più confini: non mi facciano ridere. Fu un voto di scambio: non andate con l’Austria, cessate gli attentati dinamitardi, restate in Italia e vi ricopriremo di soldi. Perché in Veneto, anche nei Comuni più sperduti, per tenere aperta una scuola servono 14 alunni, a Bolzano ne basta uno? Perché gli insegnanti lì hanno un premio di bilinguismo da 300 euro come gli ambasciatori spediti in Paesi pericolosi?».
La riforma costituzionale della Cdl non affronta il problema. È un errore?
«Non era la sede opportuna. Per farlo ci vuole il coraggio: attaccare i privilegi è la cosa più difficile del mondo».
giuseppe.salvaggiulo@ilgiornale.it