La deontologia per affermarsi professionalmente

Quotidianamente siamo vittime, autori involontari e costanti spettatori di bombardamenti mediatici, di relazioni, incontri, tavole rotonde ove, in nome della propria idea e della propria posizione, vengono prevaricati, tacciati, comunque, sottovalutati gli interlocutori del momento.
Esempio ne sia la politica, ove l’aplomb, l’arguzia e l’intelligenza di scambi opinionistici è sempre meno possibile ed è sostituita da attacchi, insulti e grande pochezza esplicativa.
Così gli ordini e le professioni possono divenire vittime della stessa pochezza generazionale caratterizzata da arrivismo ed affermazione individuale a scapito di passaggi fondamentali inscindibilmente legati alla crescita professionale, sociale ed umana; la «gavetta» non sembra interessare più nessuno e nessuno sembra più disposto a praticarla per guadagnarsi una posizione corretta.
Se le nuove generazioni sottovalutano l’importanza della deontologia professionale non è solo per propria inclinazione, ma anche per il diffuso atteggiamento disinvolto e arrivista. Mentre nell’ambito di una categoria si riesce ad esercitare un certo controllo sui comportamenti, un poco più complesso risulta il rapporto interprofessionale tra gli iscritti a diversi Albi professionali.
L’insieme delle regole comportamentali che costituiscono il nostro «Codice Deontologico» dovrebbe essere applicato per un corretto svolgimento della propria ed altrui attività, per rispetto sia nei confronti della Clientela, la cui tutela costituisce il motivo principale della sorveglianza dell’ordine o collegio stesso; senza un Codice Deontologico verrebbe a mancare il presupposto dell’ordine professionale.
Il Codice è stato di recente arricchito di un «momento di crescita» che la nostra Categoria ha voluto nobilitare, incrementando le precise regole comportamentali con l’istituzione della «formazione professionale continua» resa obbligatoria a partire dall’inizio del corrente anno.
Potrebbe essere importante valutare la possibilità di portare il «Codice Deontologico» quale materia di studio per i Praticanti, ricordando loro che chi deroga dalle norme deontologiche e mostra recidività nel comportamento scorretto se non addirittura consuetudine nell’infrangere qualsiasi regola, viene sottoposto a procedimento disciplinare dal Collegio con conseguenze che possono portare alla sospensione o alla definitiva cancellazione dall’Albo.
Pertanto l’idea di appartenenza che spesso viene associata ad una affermazione personale, «io appartengo, quindi sono», non dovrebbe essere limitata al possesso di un timbro numerato, ma dovrebbe essere profondamente radicata nella Convinzione che solo operando correttamente, cooperando e Rispettando i Colleghi tutti, si può godere dello stesso rispetto, quale unico metro per misurare la propria crescita sociale ed affermare la propria identità professionale.
L’importanza individuale non può prescindere dall’altrui considerazione.
*geometra