Detenuti spazzini ai Fori Imperiali e al Parco della Caffarella

Settanta reclusi di Rebibbia trascorreranno la mattina dell'Immacolata fuori dal carcere a pulire le aree verdi sotto il controllo degli agenti della penitenziaria. L'iniziativa nata da un accordo tra il Dap e il Comune

Cinque ore fuori dal carcere per lavorare. Per rendersi utili e fare più bella la nostra città. Settanta detenuti, della sezione maschile e femminile del carcere di Rebibbia, trascorreranno la mattinata della festa dell'Immacolata a pulire i Fori Imperiali. Usciranno dalle loro celle alle sette e imbracceranno scope e palette fino alle 12,30, dopo aver dato una sistemata anche al Parco della Caffarella. Mentre saranno all'opera riceveranno la visita del sindaco Gianni Alemanno, come già avvenuto lo scorso Ferragosto, quando ci fu un'iniziativa analoga, grazie al percorso di collaborazione intrapreso con l'amministrazione capitolina e l'Ama spa.
La nuova operazione di pulizia di aree e spazi verdi della capitale si inquadra nell'ambito di una serie di inizative sperimentali volte a favorire il reinserimento socio-lavorativo di soggetti in espiazione di pena mediante la partecipazione responsabile e consapevole in progetti di recupero del patrimonio ambientale e lavori di pubblica utilità messa in atto dalla direzione generale dei detenuti e del trattamento del Dap. I detenuti prenderanno parte al progetto su base volontaria e usufruiranno dei benefici previsti dalla legge penitenziaria. A vigiliare su di loro, garantendo le condizioni di ordine e sicurezza pubblica, ci saranno gli agenti di polizia penitenziaria. L'operazione di pulizia comincerà alle 8 di mattina negli spazi verdi dei Fori Imperiali, all'altezza di largo della Salara Vecchia e nel Parco della Cafarella, all'altezza di largo Tacchi e Venturi. Alle 12, al termine del lavoro, i detenuti torneranno a Rebibbia. «L'obiettivo di questo progetto - spiega l'ispettore Vincenzo Locascio, coordinatore delle attività dei detenuti all'esterno degli istituti di pena - è creare una cerniera tra il mondo dei liberi e i detenuti per rendere il carcere utile alla società». Iniziative del genere sono state organizzate in passato in altre città e l'utilizzo de reclusi non si limita soltanto alla pulizia di aree e parchi. L'estate scorsa, per esempio, un gruppo di detenuti del carcere di Palermo lavorò all'allestimento di trappole per catturare i «punteruoli rossi», gli insetti che attaccano e distruggono le palme.