Diamanti creati con le ceneri dei parenti defunti: boom di richieste

Un'azienda svizzera lancia sul mercato una nuova tecnologia che consente di trasformare in gioielli i resti umani. Grande successo in tutta Europa, ma in Italia il business non decolla.

«Bello quell'anello».
«E' mia nonna».
«Vorrai dire che è di tua nonna».
«No, no. Intendo dire proprio che è mia nonna. L'ho fatta trasformare in un diamante».
Non è il dialogo di un film del filone «humor nero». É esattamente quel che può accadere alle centinaia di clienti della società svizzera che ha lanciato sul mercato un prodotto rivoluzionario: un diamante artificiale creato utilizzando le ceneri di esseri umani. Un rimedio all'affollamento dei cimiteri, ma anche un modo originale per mantenere i rapporti con la memoria dei familiari scomparsi.
Trasformare un caro morto in un diamante, secondo Cristina Sponsa, responsabile marketing della Algordanza Italia, «può essere un modo per ritrovare un modo di elaborare il lutto che abbiamo un pò perso. Il diamante permette di mantenere quel contatto con la memoria che abbiamo un pò perso rispetto a quando i cimiteri erano al centro del paese: ora sono relegati in periferia, un pò nascosti, e sono quasi sempre deserti, desolati. Il diamante, invece, consente di portare sempre con sè un qualcosa di tangibile legato a chi non c'è più, ma anche di poterlo condividere con le altre persone, per esempio portando il diamante legato a una collanina».
Per realizzare i diamanti, attraverso dei procedimenti chimici viene asportato dalle ceneri del defunto il carbonio che, è l'elemento fondamentale per produrre i diamanti. Poi, il carbonio viene messo in delle presse dove viene sottoposto a una temperatura di circa 2.000-2.500 gradi e a una pressione di 55 Giga Pascal. «Si simula - spiega Walter Mendizza, amministratore di Algordanza Italia, - quello che avviene in natura. Ma mentre in natura per avere un diamante ci vogliono milioni di anni, per creare dei diamanti con carbonio di natura organica bastano quattro o cinque mesi». Il diamante grezzo ottenuto viene poi lavorato e levigato e «si può scegliere la dimensione che si vuole».
A livello mondiale vengono realizzati circa 800 diamanti all'anno, ma da quando è nata la società, nel 2004, i clienti italiani sono stati solo cinque. I defunti da trasformare in diamanti vengono soprattutto da Germania, Austria e Svizzera. L'azienda ha la sua sede principale a Coira, in Svizzera, nel cantone dei Grigioni, ed è arrivata in Italia nel gennaio del 2009. I costi vanno da un minimo di 3.500 euro «iva inclusa» sottolinea la responsabile marketing, per un diamante di un quarto di carato, che corrisponde a circa 4 millimetri di diametro, a un massimo di 15mila euro per un diamante da un carato, cioè circa 6 millimetri e mezzo di diametro.