Dietro le quinte della kermesse

Ieri il festival ha eliminato anche Al Bano, Sal Da Vinci e la coppia Nicky Nicolai e Stefano Di Battista. Fuori la tradizione, la faccia neomelodica e più colta, più jazz

Bene, bravi così: con il secondo turno di eliminazioni, ieri il Festival di Sanremo ha eliminato anche Al Bano, Sal Da Vinci e la coppia Nicky Nicolai e Stefano Di Battista. Insomma è stata una eliminazione prudenziale, forse troppo: fuori la tradizione, la faccia neomelodica e quella più colta, più jazz. E’ un Festival di Sanremo che piano piano elimina tutte le sue componenti più trasgressive e fuori dai canoni visto che lunedì sera sono stati buttati fuori Tricarico, gli Afterhours e persino Iva Zanicchi, una delle leggende del Festival che ha vinto tre volte qui all’Ariston. In fondo anche questa è una delle novità che più stanno facendo tremare i partecipanti alla gara e tutti gli addetti ai lavori. Insomma stasera i sei eliminati si giocano il ripescaggio, che favorirà solo due di loro. “Siamo gli sfigati” ha detto la Zanicchi. Ieri, nei camerini dell’Ariston, nel backstage e nei ristoranti dove la vita sanremese si trasferisce a orari pazzeschi (tipo pranzo alle 16 e cena alle 2 di notte) non si parlava d’altro. Ambra, bellissima e dimagrita, dopo la performance ha accompagnato Francesco Renga da Pignese e ha cenato con Nicky Nicolai e Stefano Di Battista (molto teso per paura della eliminazione). Fuori c’era la gente ad aspettarli, le telecamere, i fotografi, ricostruendo una scena che si ripresenta quasi inalterata a Sanremo da sessant’anni. Questo è il fascino del Festival, anche se stavolta forse c’è più disillusione in giro. Gli albergatori, i ristoratori e i taxisti sono furenti, il comune è commissariato e c’è molta incertezza nonostante i nove milioni di euro che la Rai versa regolarmente alla città di Sanremo. Va bene, ma com’è questo Festival? Trasversale. C’è di tutto e per tutti i gusti, come ha dimostrato anche ieri sera l’arrivo di Eleonora Abbagnato, etoile dell’Opera Garnier di Parigi, elegante e flessuosa che ha ballato con il modello Nir Lavi in una scena che ha avuto qualche riflesso di leggiadria imprevedibile proprio qui, nel tempio della canzonetta. E dietro le quinte? Molta tensione ma anche disimpegno, specialmente per merito di Pupo, di Al Bano e di molti altri, che vivono il Festival per come dovrebbe essere: una gara che non finisce all’Ariston (o almeno così dovrebbe essere). E meno male che ci sono loro.