Dio fa bene alla salute

Visto che siamo sotto il dominio dell' economia e viviamo in una società materialista, se fossi papa o solo prete, mi farei furbo e incentiverei la fede su ba­si scientifiche e utilitaristiche: credere in Dio giova alla salute, allunga la vita, è un ottimo investimento

Visto che siamo sotto il dominio dell' economia e viviamo in una società materialista, se fossi papa o solo prete, mi farei furbo e incentiverei la fede su ba­si scientifiche e utilitaristiche: credere in Dio giova alla salute, allunga la vita, è un ottimo investimento. E porterei vali­de prove. Pregare, partecipare a funzio­ni liturgiche o meditazioni spirituali, so­stengono due ricercatori, Newberg e d'Aquili, fa diminuire la pressione san­guigna e il ritmo cardiaco, riduce il livel­lo di cortisone ormonale e migliora il si­stema immunitario. I credenti, nota Régis Debray, hanno una più elevata aspettativa di vita e mi­nori possibilità di infarti e malattie car­diovascolari. La carenza di fede, sostiene Koenig della Duke University, «ha sulla mortali­tà un effetto equivalente a 40 anni di fu­mo con un pacchetto di sigarette al gior­no ».

L'ateismo equivale dunque a 20 siga­rette al dì; la fede è un potente filtro, ab­batte la nicotina. Un credente fumatore rischia meno di un ateo non fumatore. Non vi dico come sta conciato l'ateo fu­matore... il fumo di Satana gli intacca i polmoni. Inoltre la fede, dicono altri stu­di, produce dopamina che combatte pu­re il Parkinson (anche se a volte non ba­sta, pensate a Papa Wojtyla).

I suicidi, si sa, crescono dove Dio è morto: la sua morte è contagiosa. Insom­ma Dio fa bene al cuore, alla testa e al re­sto. Finita la predica, in sacrestia confes­serei una cosa: se siete credenti solo per interesse terreno o per terapia corpora­le, vi spedirei diritti all'inferno. La fede non è un'aspirina e la Dieta non è Dio al femminile.