In diretta dalla Hunziker: concorrente si schianta ed è in coma

Durante lo "Scommettiamo che?" tedesco, condotto da Michelle Hunziker, un ragazzo è finito in coma dopo un incidente avvenuto sabato sera in diretta televisiva

Un ragazzo che partecipava a una trasmissione televisiva in Germania condotta da Michelle Hunziker e Thomas Gottschalk è in coma dopo un incidente in diretta sabato sera in orario di massimo ascolto sulla seconda rete. Lo ha annunciato oggi la Zdf. Le condizioni di Samuel Koch, studente di 23 anni, «sono più critiche di quanto si potesse sperare», dice la Zdf. Secondo il direttore dell’ospedale dove è ricoverato, ha lesioni multiple alle vertebre cervicali dopo aver tentato di saltare in diretta un’auto che avanzava verso di lui. Il ragazzo partecipava a «Wetten, dass?» (Scommettiamo che?), che propone sei o sette volte l’anno a sconosciuti di affrontare sfide spesso assurde.

La diffusione della trasmissione è stata interrotta qualche minuto dopo l’incidente. Il presentatore Gottschalk si è congedato dicendo che «in una situazione simile non vogliamo continuare con il divertimento». Pochi minuti prima, il 23enne era caduto durante il tentativo di saltare un auto in corsa (guidata dal padre) grazie a futuristiche molle che aveva ai piedi, le cosiddette «power jumper».

Due tentativi erano andati bene, uno era stato interrotto e al quarto c’è stato l’incidente (nella foto il ragazzo a terra». La Hunziker è subito accorso: «Presto un medico!». Dopo alcuni minuti lo show, che era trasmesso in diretta in Germania, Austria e Svizzera, è stato interrotto e in onda sono andati molti video musicali. Sono anche saltate le ospitate di altre celebrità attese per il programma, che attraversa tra l’altro una decisa flessione di ascolti: Phil Collins, Take That, Cameron Diaz, Justin Bieber e Christoph Waltz.

Le condizioni di Samuel Kock sono più gravi di quanto comunicato in un primo momento. Il ragazzo, dopo aver subito subito dopo l’infortunio un delicato intervento chirurgico, si trova adesso in coma artificiale. Sembrano esclusi pericoli di vita, ma non si può ancora prevedere se ci siano stati danni permanenti.