Direttori di banca a scuola di polizia per imparare ad affrontare i banditi

Direttori di banca a scuola di polizia, per imparare ad affrontare i rischi legati a una rapina. Cosa si fa quando un bandito armato si presenta allo sportello? Quali sono le cose da dire o da non dire per evitare che la situazione degeneri? E, ancora, come si può evitare che un colpo di testa da parte di qualche dipendente o di un cliente metta in pericolo la vita di tutti i presenti? L’insegnante di eccezione coinvolto nel progetto sicurezza è il capo della Squadra Mobile genovese, Gaetano Bonaccorso, che incontrerà i direttori delle filiali Unicredit di Genova insieme ad alcuni suoi stretti collaboratori. E sarà un dare e ricevere visto che il progetto intende incrementare la formazione del personale delle agenzie e lo scambio di informazioni tra autorità e istituti bancari per trarre consigli utili dalle esperienze passate e per infondere ai dipendenti maggiore fiducia e sensibilità sul tema dell’emergenza criminalità.
L’idea nasce anche dall’evidenza di nuovi reati messi in atto in maniera subdola dai malviventi. Come le truffe agli anziani, spesso sventate proprio dagli impiegati delle banche che si accorgono, grazie alla conoscenza personale del cliente, che qualcosa di strano sta avvenendo nel suo comportamento.
«Il contrasto alle rapine avviene innanzitutto con l’attività di prevenzione - spiega Pietro Blengino, responsabile direzione sicurezza del Gruppo Unicredit -, e noi in questo senso abbiamo lavorato molto e ora siamo piuttosto avanti. I risultati sono buoni visto che su tutto il territorio nazionale le rapine alle nostre agenzie sono scese del 48 per cento in un anno. A Genova, per esempio abbiamo due impianti di videosorveglianza a distanza, con un operatore che controlla sul monitor cosa succede all’interno delle filiali ed è in grado di dare l’allarme in tempo reale. Inoltre lavoriamo molto sulla preparazione del personale: in particolare alle casse esistono delle piccole casseforti che erogano solo i contanti richiesti ad ogni operazione».
Prevenzione prima di tutto, dunque, anche perché le conseguenze di una rapina sullo stato psicologico di chi la subisce non è un fattore di stress da sottovalutare. «Perciò noi facciamo il possibile come prevenzione primaria», conclude Blengino. Ma se accade, bisogna poter affrontare l’imprevisto: così a scuola di polizia andranno i direttori ai quali verrà spiegato, per esempio, anche a tenere a mente i particolari che possono aiutare poi a svolgere le indagini e a non inquinare le prove, magari cancellando inavvertitamente le eventuali impronte digitali.
«Una testimonianza della validità del progetto l’abbiamo avuta recentemente - spiega infine Carlo De Falco, direttore commerciale Liguria, Piemonte Sud e Pavia -, ci sono stati tentativi di truffa sventati proprio grazie all’intervento dei nostri operatori che hanno dato l’allarme alle forze dell’ordine».