Diventa più ricca la seconda edizione del Bilancio sociale

Luisa Parer

Seconda edizione per il Bilancio di sostenibilità del gruppo Generali. Il documento offre un quadro completo dell’attività e dei risultati raggiunti dalla Compagnia in relazione agli obiettivi dichiarati. In questa seconda edizione l’area compresa nel Bilancio di sostenibilità è stata ampliata, rispetto allo scorso anno ad Austria, Israele e Svizzera che si aggiungono a Italia, Germania, Francia e Spagna. Il perimetro di consolidamento del Bilancio di sostenibilità rappresenta quindi il 78,7% del personale complessivo e il 90,8% dei premi lordi. Il gruppo Generali ha deciso di predisporre il documento sulla base dei più accreditati standard internazionali: Guidelines 2006 del Global reporting iniziative; supplemento del Gri dedicati ai financial services; i principi di redazione del gruppo di studio per il bilancio sociale (Gbs), per quanto riguarda il calcolo del valore aggiunto; standard AccountAbility1000 (AA1000), sviluppato dall’Institute of social and ethical accountability per quanto riguarda il processo di raccolta delle informazioni e la stesura del documento.
Generali negli anni ha attuato svariate iniziative riconducibili alla responsabilità sociale d’impresa, ha iniziato nel 2004 a occuparsene in maniera organica con la volontà di prestare crescente attenzione ai principi della corporate governance e della responsabilità sociale, esplicitando i valori socio-ambientali ed etico-comportamentali. Presso la capogruppo ha istituito un apposito ufficio che si occupa di responsabilità sociale d’impresa con il compito di comunicare agli interlocutori sociali le politiche implementate per fronteggiare le implicazioni sociali e ambientali della gestione aziendale e i risultati raggiunti. Sempre nel 2004 è stato adottato, da tutte le principali società del gruppo italiane ed estere, il codice etico per la definizione di standard etico-comportamentali omogenei. Dal 2005 il gruppo si è dotato anche di uno specifico codice etico dei rapporti con i fornitori con lo scopo di favorire lo sviluppo di una rete di relazioni esterne durature e reciprocamente soddisfacenti con fornitori qualificati e ha istituito un apposito comitato a cui fanno capo le politiche in materia ambientale di tutto il gruppo (Eco-committee).
Sempre dal 2005 il gruppo ha scelto di seguire, per i propri investimenti, le linee guida etiche del Fondo pensioni governativo norvegese che promuove uno sviluppo etico attraverso: l’esercizio dei diritti di proprietà basati su un global compact e sulle linee guida per la corporate governance e per le imprese multinazionali dell’Oecd; l’esclusione dagli investimenti possibili delle società che producono armi il cui uso normale violi diritti umanitari fondamentali o che presentano un rischio inaccettabile di contribuire a gravi violazioni dei diritti umani e danni all’ambiente. Per il 2005, il valore aggiunto globale (Vag) del Gruppo Generali - che esprime la ricchezza che le attività svolte hanno generato nell’esercizio a favore degli stakeholder - ha superato gli 11 miliardi (più 2,7% sul 2004). Il Vag di Generali è calcolato al netto degli ammortamenti poiché per le imprese di assicurazione, diversamente da quelle industriali, la reintegrazione dei fattori produttivi durevoli è scarsamente rilevante.