"Divieto di porno". E il sindaco multa le edicole

A Cittadella, dopo la battaglia anti sbandati, nuova ordinanza del
primo cittadino Bitonci: proibito esporre riviste volgari Stop anche ai
calendari <em>hot</em>. Il motivo? &quot;Offendono il senso del pudore&quot;. I
giornalai che sgarrano dovranno pagare 500 euro

Padova - Chissà cosa direbbe la signora Erminia se avesse la sventura di passeggiare per le vie sconce di Cittadella. Sì, Erminia, la memorabile moglie di un Alberto Sordi d’annata, quello che in un episodio del film cult Il comune senso del pudore voleva portare la sua dolce metà (che fisicamente era il... doppio) al cinema e continuava a imbattersi in proiezioni porno. Il sindaco di Cittadella, oltre che deputato leghista, Massimo Bitonci, onde evitare di turbare le signore Erminie del terzo millennio, ha pensato bene di sfornare l’ennesima ordinanza, stavolta per vietare di «esporre al pubblico in esercizi commerciali o aree di pubblico transito riviste, giornali, calendari o manifesti aventi contenuto pornografico o che oltrepassino il buon gusto o dileggino la morale o la pubblica decenza».

E così l’onorevole sindaco torna agli onori della cronaca esattamente un anno dopo la celebre ordinanza «anti sbandati», ovvero l’obbligo per gli stranieri di dimostrare di disporre di un reddito minimo per ottenere la residenza a Cittadella. Provvedimento criticatissimo e poi copiato da decine di altri Comuni.

Ora tocca all’ordinanza «anti porno». Finita qui? Certo che no, perché quando si parla di comune senso del pudore occorre essere il più possibile precisi ed evitare di indurre il giudice in errore. Ecco perché il provvedimento entra nel dettaglio e vieta espressamente anche «l’affissione di manifesti che rappresentano disegni corredati da frasi e parole dal contenuto osceno al limite della pornografia tali da oltrepassare la soglia del buon gusto dileggiando pesantemente la morale». Per essere più sintetici e chiari, nel mirino del custode del pudore ci sono i papiri goliardici, e cioè i tradizionali manifesti disegnati e scritti in maniera, come dire, salace per festeggiare la laurea del malcapitato universitario ritratto in condizioni imbarazzanti.

Chi dovesse contravvenire questa ordinanza, e quindi esponesse giornali porno in edicola o tappezzasse di papiri le antiche mura di Cittadella, si troverebbe alleggerito il portafogli di 500 euro: a tanto ammonta infatti la multa per la lesione del buon gusto, con annesso anche il rischio di subire la sospensione dell’attività.

«No, non sono un bacchettone – tiene a precisare Bitonci – ma le segnalazioni che mi sono arrivate dai cittadini sono state tante e le ho verificate di persona. Effettivamente in città ci sono troppi cartelloni, troppe esibizioni discutibili. Per difendere i bambini e per mettere un freno alla diffusione di volgarità gratuite, mi è parso doveroso procedere con l’ordinanza».

Però siamo in terra padovana e fare una crociata pure contro i papiri, tradizionalmente goliardici, a cominciare dalle esibizioni che si fanno davanti al palazzo del Bo, sede dell’antica università, è sembrato un pochino eccessivo anche a molti leghisti vicini al deputato. «Guardate che l’ordinanza non comprende i papiri – cerca di correggere il tiro Bitonci – perché è vero che fanno parte della nostra tradizione. Però, anche in questo caso, non bisognerà eccedere nella volgarità».

L’ordinanza, in teoria, dovrebbe preoccupare gli edicolanti di Cittadella, che però assicurano di rispettare le norme del «comune senso del pudore» già da molto tempo. E poi, a dire la verità, chi le compra più le riviste porno? Ormai il pudore viene sbriciolato solo su internet, a colpi di clic. Anche i film hard che tanto sconvolsero la signora Erminia, sono diventati patrimonio quasi esclusivo della rete. Si avvicina però la stagione dei calendari e chissà se quello della Pirelli, già celebrato da intellettuali e appassionati, è considerato da Bitonci un’oscenità o un’opera d’arte. Nel dubbio, a Cittadella d’ora in avanti lo appenderanno solo nelle cabine dei camion.