Dl liberalizzazioniSi parte con la benzinaMa il governo smentisce

La bozza del dl prevede la vendita di un terzo degli impianti di proprietà delle società del settore, che i gestori possano rifornirsi anche da soggetti diversi dalla compagnia di riferimento e la vendita nei distributori di alimentari, giornali e tabacchi. Palazzo Chigi precisa: "Viste alcune agenzie che riportano disposizioni di una presunta bozza del provvedimento sulla concorrenza, precisa che i testi pubblicati non corrispondono al documento in lavorazione presso gli uffici. Si tratta dunque di notizie prive di fondamento"

Si liberalizza la distribuzione per quanto riguarda la benzina. Alimentari e tabacchi ai distributori, stop ai contratti di esclusiva tra gestori e compagnie, con la possibilità di rifornirsi "da qualsiasi produttore" e vendita o riscatto di un terzo degli impianti di carburanti. Sarebbero queste alcune delle novità contenute in una prima bozza del decreto liberalizzazioni.

"Nei prossimi giorni dovremmo arrivare a un provvedimento molto ampio per quanto riguarda le liberalizzazioni e ho illustrato alla cancelliera i principali aspetti della nostra politica", ha dichiarato oggi il presidente del Consiglio Mario Monti nel corso della sua conferenza stampa con Angela Merkel a Berlino.

Nella bozza del decreto che circola negli ambienti governativi viene precisato che i gestori "possono liberamente rifornirsi da qualsiasi produttore o rivenditore". Inoltre, eventuali clausole contrattuali che prevedano "forme di esclusiva nell’approvvigionamento sono nulle per violazione di norma imperativa di legge, per la parte eccedente il 50% della fornitura complessivamente pattuita e comunque per la parte eccedente il 50% di quanto erogato nel precedente anno dal singolo punto vendita".

Ai distributori è inoltre data la facoltà di vendere i cosiddetti prodotti non-oil, come alimentari e bevande, quotidiani e periodici, caramelle e gomme, tabacchi. Infine per "favorire le dinamiche concorrenziali e l’efficienza della rete", la proprietà degli impianti di distribuzione "può essere riscattata" nei confronti degli attuali proprietari che operino nella produzione, nella raffinazione o nella commercializzazione, fino al limite complessivo di un terzo della rispettiva dotazione, dai gestori (soli o in cooperativa) o da ogni altro soggetto imprenditoriale che non operi già nel settore.

Allo stesso tempo è consentita l’aggregazione tra gestori e imprenditori "al fine di sviluppare la capacità di acquisto all’ingrosso di carburanti, di servizi di stoccaggio e di trasporto dei medesimi".

Tuttavia, in serata, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha diffuso un comunicato nel quale ha smentito le notizie sulle liberalizzazioni. "Viste alcune agenzie che riportano disposizioni di una presunta bozza del provvedimento sulla concorrenza, precisa che i testi pubblicati non corrispondono al documento in lavorazione presso gli uffici. Si tratta dunque di notizie prive di fondamento", recita la nota di palazzo Chigi.