Dl Omnibus, il governo: "Fiducia, tempi stretti" C'è lo stop al nucleare

"Strettissimi i tempi per la conversione". L'annuncio del ministro Vito alla Camera: nel testo la moratoria sul nucleare, il reintegro dei fondi Fus e l'aumento delle accise sui carburanti

Roma - Il governo ha posto alla Camera la questione di fiducia sul decreto omnibus. La richiesta, "considerati i tempi ristretti", è stata avanzata dal ministro Elio Vito alla ripresa dell’esame del testo, dopo che la settimana scorsa si era tenuta la discussione generale. Il provvedimento contiene, tra le altre cose, la moratoria sul nucleare, il reintegro dei fondi Fus, l’aumento delle accise sui carburanti. "Considerati i tempi ristretti di scadenza del decreto - ha detto Vito - a nome del governo, autorizzato dal Consiglio dei ministri, pongo la questione di fiducia sull’articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto numero 34 del 2011, nel testo approvato dalle commissioni, identico a quello approvato dal Senato". Su esplicita richiesta di Roberto Giachetti (Pd), il ministro ha precisato che l’autorizzazione a porre la questione di fiducia è stata data dal Consiglio dei ministri del 19 maggio.

Critica l'opposizione Le opposizioni hanno criticato la decisione del governo. Renato Cambursano e Federico Palomba dell'Idv hanno detto che il decreto vuole "eludere" il referendum sul nucleare per far fallire anche quello sul legittimo impedimento. Critiche anche da Pier Paolo Baretta (Pd) e Gianluca Galletti (Udc), che ha ricordato che quella di oggi è la 40esima fiducia in tre anni. Carmelo Briguglio ha parlato, in questo senso, di un "preoccupatne segnale di degrado istituzionale". La decisione del governo di porre la fiducia è stata difesa da Simone Baldelli (Pdl) mentre Peppino Calderisi ha affermato che il testo del decreto non vuole eludere il referendum sul nucleare, perché esso "abroga in modo espresso tutte le norme della legge" sul nucleare stesso. La conferenza dei capigruppo, convocata immediatamente dal presidente Gianfranco Fini, deciderà il calendario dei lavori per il voto di fiducia. 

Il voto Inizierà domani pomeriggio alle 15,10 alla Camera la "chiama" per la fiducia sul decreto omnibus. Lo ha stabilità la conferenza dei capigruppo, che ha fissato alle 13,45 l’inizio delle dichiarazioni di voto da parte dei gruppi. Dopo la doppia "chiama" nominale e l’annuncio del risultato sulla fiducia, inizierà l’illustrazione degli ordini del giorno che si protrarrà per tutto il pomeriggio e probabilmente proseguirà nella giornata di mercoledì. Seguirà il voto finale sul decreto. Per domani mattina alle 10 è stato fissato il termine per presentare gli ordini del giorno. L’incertezza sui tempi, hanno spiegato Gianluca Galletti (Udc), Michele Ventura (Pd) e Simone Baldelli (Pdl) dipende dalla mancanza di accordo tra i gruppi sul voto sugli ordini del giorno. La maggioranza ha negato l’assenso alla diretta televisiva sulle dichiarazioni di voto, richiesta dal Pd, al che quest’ultimo non ha dato un impegno sui tempi del voto sugli ordini del giorno.