La documentazione arriverà domani alla ripresa dei lavori sul caso delle intercettazioni: «A luglio invitammo lui e D’Alema ad esporre i fatti, ma rifiutarono» «Fassino vuol parlare su Unipol? Vada dai pm» Giovanardi, presidente della Giunta per l

da Roma

«Domani alla ripresa dei lavori, sul tavolo della Giunta probabilmente arriverà la memoria difensiva di Piero Fassino». Come fa a saperlo? «Mi ha telefonato lui qualche giorno fa preannunciando che mi avrebbe inviato la documentazione per la ripresa dei lavori». Cosa gli ha risposto? «Che ne prenderemo atto ma che non è nostro compito entrare nel merito della vicenda. Ci penserà la magistratura».
Carlo Giovanardi è pronto a riprendere le fila della vicenda Unipol che tanto ha tenuto banco nei vari ambienti politici prima della pausa estiva. Da domani infatti la Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera, di cui l’esponente Udc è presidente, tornerà a riunirsi per esaminare la richiesta del gip milanese Clementina Forleo di utilizzare le intercettazioni telefoniche di alcuni parlamentari, tra cui Piero Fassino e Massimo D’Alema. I due parlamentari poco prima della pausa estiva avevano preannunciato l’invio delle loro memorie alla Giunta. A un Fassino forse infastidito dalle parole di Giovanardi, l’esponente Udc risponde in modo secco: «La memoria verrà distribuita a tutti i colleghi della Giunta. Ma ribadisco, noi non entriamo nel merito della vicenda, il nostro compito è un altro».
Quando ha parlato con Fassino?
«L’ho sentito la scorsa settimana al telefono. Mi ha detto che mi avrebbe inviato a giorni la sua memoria. Penso abbia aspettato il rientro degli avvocati dalle ferie».
Le ha dato anche qualche anticipazione su quello che c’è scritto?
«No. Ma ritengo che l’intento di Fassino sia quello di portare alla Giunta elementi di maggiore conoscenza rispetto al contesto in cui sono avvenute le telefonate. Ma, come gli ho detto più volte, questo riguarda per lo più la magistratura. La Giunta deve solo stabilire se dalle conversazioni tra i due parlamentari e Giovanni Consorte ci possano essere elementi utili per l’indagine. Tutto il resto verrà vagliato dalla magistratura».
Anche D’Alema invierà una memoria difensiva?
«Non lo so, ma penso di sì. Del resto lo avevano annunciato quando hanno declinato il nostro invito».
Quale invito?
«Nel mese di luglio abbiamo invitato Fassino e D’Alema a venire in Giunta. Un’occasione per poter esporre i loro fatti. Ma non hanno voluto, a differenza di quanto invece hanno fatto altri parlamentari».
Qualcuno vicino ai Ds la accusa di velocizzare troppo i tempi.
«Non mi sembra, è un’accusa del tutto inconsistente. A questo caso abbiamo dedicato molto più tempo rispetto ad altri arrivati all’attenzione della Giunta. Anche rispetto a casi, come ad esempio Previti e Dell’Utri, dove si chiedeva l’arresto di un parlamentare. Alla vicenda Unipol abbiamo dedicato già sei sedute, quella di domani sarà la settima. Pensi che ci sono state critiche alla Giunta da illustri giuristi giudicando, in qualche modo, una forzatura il fatto di non aver terminato il nostro lavoro a luglio. Ma noi abbiamo rinviato a settembre perchè il caso è molto delicato e perchè molti colleghi hanno chiesto approfondimenti».
Quale pensa sarà la decisione finale?
«Difficile dirlo. Ricordo innanzitutto che la nostra decisione è solo interlocutoria: facciamo una proposta, su cui sarà l’Aula a decidere. Trovo però singolare che quasi tutti i partiti politici abbiano già dichiarato come voteranno. Inoltre Ulivo, Margherita e Ds, pur se pubblicamente (compresi i due interessati) hanno detto di non opporsi all’utilizzo delle intercettazioni, ufficialmente non si sono ancora espressi».
Tempi previsti?
«In due settimane prenderemo una decisione. Ci sono tutte le condizioni per arrivare a conclusione in tempi ragionevoli. Non siamo noi a dover celebrare un processo a carico degli onorevoli D’Alema e Fassino. Ora prendo atto che i due parlamentari depositeranno le loro memorie difensive. Ma questo non potrà essere ostativo al dovere della Giunta di assumere una decisione in tempi ragionevoli (compreso l’eventuale rinvio al giudice istruttore)».