Dodici giorni di giochi per non balbettare più

È in Liguria, a Rapallo, la clinica che cura la balbuzie. Una struttura dove specialisti intervengono su un difetto della parola che disturba, che imbarazza e che spesso tra i più piccoli suscita ilarità. E, da cinquant’anni, sono state almeno ottantamila le persone che trascorrendo un periodo a «Villa Benia» si sono aperte a una nuova vita sociale, che prima evitavano accuratamente. Hanno imparato a parlare in pubblico, acquistando sicurezza che - spiegano gli esperti di Rapallo - ha consentito loro di migliorare nella scuola e nel lavoro. Il metodo fu inventato da Vincenzo Mastrangeli che sperimentò con successo sin dal 1948, prima su di sé poi su altri, la terapia riabilitativa della parola. «Tre - come spiega oggi Cristina Mastrangeli, che ha seguito le orme del padre - furono e sono i cardini del suo metodo: agire sulla totalità della persona e non solo sul sintomo, da cui il nome "terapia psicofonica". Mettere a punto una apposita "tecnica fonatoria" classificata come "musicoterapica vocale" per facilitare e poter sperimentare in modo reale e concreto la percezione della fluenza ed il superamento dei blocchi. Attivare la terapia di gruppo come momento catartico e di stimolazione reciproca allo sblocco verbale e personale. E la terapia di gruppo fu inventata qui prima ancora che negli Stati Uniti. Dopotutto la balbuzie è un problema che si manifesta quando si è a contatto con gli altri».
Per fare tutto questo ci voleva il posto giusto e così nasce «Villa Benia», un centro che all’epoca fu, e ancora oggi è, innovativo nella cura. «La balbuzie non deriva dal nervosismo o da difettosa respirazione, come generalmente si crede - spiegano al centro -. Nasce da un trauma infantile, che mai si potrà cancellare. Poi la difficoltà di esprimersi rende nervoso il soggetto, alterandogli il ritmo respiratorio, in particolar modo nell’espirazione. Appare intorno ai 3-4 anni al momento dell’ingresso nella scuola materna, ma spesso è un fatto transitorio. Tuttavia, se i genitori diventano ansiosi e fanno ripetere le parole al bambino arrivando, come accade in certi casi, a impedirgli di parlare in pubblico il problema si accentuerà». Con l'ingresso nella scuola elementare la balbuzie diventa un vero e proprio disturbo della personalità, perché la paura della brutta figura, le derisioni dei compagni e, spesso, gli errati interventi delle insegnanti, bloccano il bambino facendogli percepire il parlare come qualcosa di estremamente difficile e pericoloso. «Ci siamo resi conto che di solito i bimbi balbuzienti hanno mamme molto ambiziose ed esigenti . spiega ancora la dottoressa - e per questo motivo nel nostro progetto terapeutico inseriamo anche frequenti colloqui con le mamme che stanno insieme ai figli durante il soggiorno a Villa Benia».
Chi s’iscrive passa in gruppo, come in vacanza, anche 16 ore al giorno, facendo gite in Riviera, vivendo momenti di sport e di gioco (nel caso dei più piccoli): si canta (nessuno cantando balbetta) per imparare la musicalità della frase, cominciando dal canto gregoriano. I corsi hanno la durata di 12 giorni, compreso quello dell'arrivo. Ed esistono anche corsi successivi di bella dizione e per chi parla in pubblico. Per saperne di più il sito è www.villabenia.it. Perché, spiegano a Villa Benia, «la balbuzie nasce in famiglia, si rafforza in famiglia ma raramente si supera in famiglia».