Dom Pérignon Il Rosé è quasi un rosso

Il rosé non è rosa, inteso come colore frivolo e femminile. Perché lo Champagne «colorato» trae la sua forza da uno dei vitigni più caratteriali e difficili del panorama enologico mondiale, il Pinot Nero. E quindi guai a prenderlo sotto gamba. Ne è convinta Dom Pérignon, uno dei marchi più celebri del grande vino con le «bolle» francese, roba che DP è DP è basta e che gli altri se ne facciano una ragione. Per il lancio italiano del millesimato 2005 (ah, a proposito, DP fa soltanto millesimati) la maison ha scelto non a caso una delle terre enologicamente più «rosse» d'Italia, la Toscana. E quindi Firenze, e quindi il teatro alla Pergola, dove prima è stata organizzata una suggestiva degustazione «a solo», ognuno dentro un palchetto al buio, con un calice pieno e attorno un silenzio che aiutava a mettersi in contatto con i propri sensi. Poi una cena sul palco visibilmente in discesa del celebre teatro barocco fiorentino con inserti di spettacolo dalla platee, invertendo i tradizionali ruoli. E con i maginific piatti dello chef di Iyo, l'unico ristorante giapponese ad avere una stella Michelin, a declinare le carni Chianina e Wagyu (la prima italiana, anzi toscana, magra, delicata, elegante; la seconda giapponese, grassa, ricca e persistente) per un abbinamento anche questo tradizionalmente «rossista». «Pur rimanendo uno Champagne - spiega Vincent Chaperon, che nello staff di enologi di Dom Pérignon è colui che si occuapa del Rosé - Dom Pérignon Rosé ne varca i confini di gusto e semantici, avvicinandosi al territorio dei grandi rossi. E la maturità aromatica del nuovo Millesimato 2005 ne è testimonianza». Il Dom Pérignon Rosé 2005 è frutto di un'annata dai forti contrasti, calda e secca per tutta l'estate fino alle forti piogge di settembre, che spinsero gli enologi a una selezione più rigida foriera di una grandissima qualità. Al naso si presenta agrumato, tropicale, speziato, poi vagamente torrefatto. In bocca è corposo, masticabile, di tessuto spesso. Armonioso. Elegante. Persistente.