La donna che scorda tutto Ogni giorno il marito la convince che si amano

Un incidente le ha danneggiato la memoria a breve. Ogni volta che si sveglia la sua vita riparte da 16 anni fa

In 50 volte il primo bacio Henry si innamora perdutamente di Lucy, ragazza molto particolare: un danno cerebrale provocato da un incidente stradale le cancella la memoria ogni giorno. Così lui deve riconquistarla ogni mattino e alla fine (per i più curiosi) riesce a sposarla. La loro bimba, frutto del loro amore, è «presentata» ogni giorno alla sua mamma che l’abbraccia come se fosse la prima volta.

Questa storia d’amore, struggente e romantica, è confinata nella finzione. Ma c’è una storia analoga tutta reale. Altrettanto struggente e romantica. In Inghilterra vive Michelle Phipots, 47 anni. La sua memoria si è fermata al 1994. Dopo due incidenti stradali ha perso la cognizione del tempo, non riesce a formare nuovi ricordi. Tutto quello che è successo dopo il trauma non la riguarda, non fa parte più della sua vita. La sua memoria è rimasta ferma a 16 anni fa, da allora non riesce più a memorizzare nulla per una strana forma di amnesia. La donna ha dimenticato pure di essere sposata. Ricorda soltanto l’incontro con Ian, suo marito, e il momento in cui si sono conosciuti, data che precede il suo trauma. E così quel pover’uomo ogni giorno cerca pazientemente di farle ricordare il loro matrimonio, mostrandole le foto della cerimonia, finita nel calderone dei ricordi spezzati. Cerca di riconquistare il suo amore, che è stato spazzato via come una scritta sulla sabbia. La vita di Michelle sembra un calvario. Non può aprire un libro perché quando volta pagina si scorda ciò che ha appena letto e nel bel mezzo di una conversazione dimentica cosa sta dicendo. Ogni giorno della sua vita deve annotarsi su post-it e sull’agenda del cellulare le cose da fare e quelle appena fatte. La sua memoria, altrimenti, in pochi attimi cancella tutto e la riporta a quel disastroso 1994, anno in cui la sua vita si è bloccata come un meccanismo inceppato. Il suo caso è diventato un fenomeno di studio ed è stato seguito in tv da milioni di persone. Michelle è stata «scoperta» da Gary Small, professore di psichiatria dell’università di Los Angeles, ed è lui a spiegare scientificamente che la donna è stata colpita da un’amnesia anterograda che le ha fatto perdere la memoria dei nuovi ricordi acquisiti dopo il suo trauma. Un caso eccezionale per la durata, dicono gli esperti, ma frequente come patologia. Antonio De Santis, neurochirurgo dell’università degli studi di Milano ci spiega infatti che «l’amnesia anterograda è un fenomeno che accade spesso nei traumatizzati cranici. Però nella prassi comune si tende a recuperare». Insomma, il vuoto di memoria dura al massimo 48 ore, non 16 anni e il «piccolo buco» è limitato al periodo del trauma, cioè alla durata della perdita di conoscenza.

Michelle ha invece subito un danno organico e la sua amnesia è diventata irreversibile. Ma come può non impazzire senza i suoi ricordi? «La realtà è sempre molto relativa – spiega il neurochirurgo – il mondo di Michelle è fatto solo del suo presente. Il problema è la consapevolezza del danno, ma non avendo memoria lei vive un eterno presente. Non percepisce quello che non ha. È dunque la mancanza di termini di confronto che salva questa persona. Altrimenti si sentirebbe defraudata della sua vita e del suo passato». Insomma, Michelle vive i suoi istanti di vita con serenità. Semmai è suo marito a poter dare i numeri. O i familiari che le stanno intorno. De Santis rammenta anche un famoso e unico precedente seguito dalla dottoressa Corkin. «Anche il famoso signor H aveva perso completamente la memoria e viveva costantemente nel presente – racconta il medico – Per 40 anni, si è presentato dalla dottoressa Corkin ogni mattina senza riconoscerla per sottoporsi a studi». La storia di Henry, noto alla ricerca come paziente H.M.,è diventato un libro di intitolato Una vita senza memoria. E dentro quelle pagine si scopre che il suo dramma cominciò nel ’35 a soli nove anni. Un incidente gli procurò pericolose crisi epilettiche che furono eliminate con un intervento all’età di 27 anni. Al suo risveglio, però, Henry ricordava perfettamente tutta la sua vita fino all’operazione, i dettagli della sua famiglia, ma era incapace di riconoscere i medici e gli amici che sono stati accanto a lui per i successivi 55 anni dopo l’incidente. Il signor H diventò un punto di riferimento per gli studiosi che, alla sua morte, gli analizzarono e dissezionarono il cervello in circa 2-400 fette. In diretta web, per le generazioni future.