Draghi insiste: "La disoccupazione oltre l'11%" Tremonti: "Riforma del fisco, ma non in deficit"

In occasione della Giornata mondiale del risparmio, il capo dello Stato lancia un appello alle istituzioni: "Disciplina nei conti pubblici". Draghi: "Pil sceso ai livelli di nove anni fa". Il ministro dell'Economia lancia la riforma fiscale: "Ma quando avremo le casse piene"

Roma - "Uno sviluppo duraturo ed equilibrato richiede un a maggiore disciplina, sia nella gestione delle risorse pubbliche sia nell’attività finanziaria privata". In occasione della Giornata mondiale del risparmio, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è tornato a sottolineare che il Paese ha bisogno di "regole e comportamenti ispirati ad un grande rigore, una scelta oculata delle priorità, trasparenza e correttezza nella gestione del risparmio privato". Il prodotto interno lordo è, infatti, sceso ai livelli di nove anni fa. Per questo il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, fa sapere che il pil del biennio 2010-2011 "non si discosterà dall'1 per cento".

Disciplina nei conti pubblici Il presidente della Repubblica ha sottolineato che "sono da condividere le iniziative che si vanno perfezionando in sede europea perfezionando in sede europea per un rafforzamento della sorveglianza in ordine alle politiche di bilancio, alle politiche macroeconomiche e all’attuazione delle riforme strutturali". Napolitano ha, quindi, osservato che "non minore importanza hanno le misure adottate per la realizzazione di un nuovo sistema europeo di vigilanza capace di eliminare o contenere quei fattori di rischio la cui crescita incontrollata ha costituito un elemento determinante della crisi economica". Quanto al sistema finanziario, il Capo dello Stato ha osservato come esso debba essere "al servizio dell’attività economica e consenta in tal modo un impiego produttivo delle risorse pubbliche e private".

La crescita del Paese "Le prospettive per la crescita del pil, quest’anno e il prossimo, non si discostano di molto dall’1% - ha detto il governatore di Bankitalia - nel primo semestre essa ha tratto beneficio dall’aumento delle esportazioni che stanno rallentando". Secondo Draghi, allo sviluppo economico "serve il contributo della domanda interna". La crisi "ha investito con forza la nostra economia, riportandone indietro il prodotto annuo, nel 2009, sui volumi di nove anni fa". Per rilanciare i consumi e quindi la crescita "la condizione del mercato del lavoro è il tema centrale". Il numero uno dell'istituto di via Nazionale è tornato sul tema del vero livello degli occupati: "Si calcola per l’Italia un tasso di sottoutilizzo superiore all’11% delle persone potenzialmente occupabili come in Francia, più che nel Regno Unito e in Germania".

Tremonti e la riforma fiscale "Un’idea per le banche è quella di avere due aliquote, una più bassa per la proprietà industriale e commerciale delle banche e una piu alta per le attività finanziarie". Lo ha detto il ministro dell’Economia Giulio Tremonti parlando alla Giornata mondiale del Risparmio di alcune novità che potrebbero arrivare con la riforma fiscale. "L’Italia è tra i pochi paesi d’Europa che pianifica una riforma generale del fisco. La riforma non può essere fatta in deficit. L’Europa non ce lo consentirebbe. Deve essere fatta seriamente" prosegue Tremonti sottolineando che la lotta all’evasione fiscale "è un fatto fondamentale" per poter finanziare la riforma. "Ma - ha aggiunto - prima incassi i soldi poi fai riforma. Prima devi averli nel sacco".

La disoccupazione I dati esposti oggi dal governatore della Banca d’Italia, secondo cui l’Italia ha un tasso di "sottoutilizzo" del lavoro dell’11% tenendo conto di cassintegrati e lavoratori scoraggiati, meritano "assoluta condivisione" continua il ministro dell’Economia. "Potremo condividere un altro punto di vista" e cioè quello evidenziato da una ricerca di Confartigianato secondo cui in Italia "esistono 400mila posti di lavoro che non vengono accettati. Se la tua prospettiva è il posto fisso in una fondazione bancaria - dice Tremonti - la chance di disoccupazione è molto alta", così come se si dice "No grazie" a posti di lavoro da "infermiere, meccanico, sarto, apprendista", categorie civili che "vanno presentate in modo un pò diverso".

I posti bruciati dalla crisi Nel quadriennio 2008-2013 verranno tagliati 300 mila posti nel pubblico impiego. Per il governatore di Bankitalia, in due anni ha perso oltre 500 mila posti e il "tasso di disoccupazione reale" viaggia sopra l’11%. "Tra il secondo trimestre del 2008 e il quarto del 2009 il numero di occupati si è ridotto in Italia di 560.000 persone, in gran parte appartenenti a quell’area che include i contratti di lavoro a tempo determinato e parziale e il lavoro autonomo con caratteristiche di lavoro dipendente occulto; nel primo semestre dell’anno in corso si è registrata una debole ripresa, con 40.000 occupati in più".

I dati del Tesoro L'analisi di via Nazionale è condivisa dal Ministro dell’Economia Giulio Tremonti: i dati sulla disoccupazione esposti dal governatore della Banca d’Italia "sono assolutamente condivisibili, sono stati rimossi alcuni equivoci". Quanto al pubblico impiego, per effetto delle misure relative al blocco del turn over "complessivamente tra il 2008 ed il 2013 si può prevedere una riduzione dell’occupazione nel pubblico impiego di oltre 300mila unità (-8,4%)", ha detto il ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, ha presentato al convegno ’Una riforma per crescità a Roma. Negli anni 2008-2009 il personale si è ridotto di circa 72 mila occupati scendendo a circa 3,5 milioni di unità.