Il dramma di Lapo Elkann: ieri un’altra crisi

In un cassonetto dei rifiuti vicino al luogo del festino trovati quattro «ovuli» di cocaina: tre usati, uno no

Simona Lorenzetti
da Torino

Un’altra crisi. Il dramma di Lapo torna in ospedale, altri momenti di paura, che durano poco e passano quando i medici riaumentano la dose di sedativi. Le condizioni di Elkann ora sono di nuovo stazionarie, qualcuno dello staff medico dice che sono un po’ migliorate, ma quando ieri hanno tentato di levargli i tubi della respirazione assistita, ha avuto un sussulto e poi una piccola crisi, rientrata nel giro di poco tempo. Stamani il primario della Rianimazione potrebbe già decidere di svegliarlo dal coma. E allora Elkann potrà lasciare la terapia intesiva e trasferirsi in un altro reparto per il recupero definitivo. Oppure all'Ircc di Candiolo, lontano dalla città troppo curiosa, troppo invadente e sotto l'ala protettrice della famiglia, che ha contribuito a realizzare quell'istituto grazie alla Fondazione per la ricerca sul cancro di donna Allegra Agnelli.
Fuori dall’ospedale c’è il resto: nessun nome nel registro degli indagati e neanche un’ipotesi di reato. Eppure non si ferma l’inchiesta della procura di Torino sulla notte brava di Lapo Elkann, il rampollo degli Agnelli ricoverato d’urgenza due giorni fa all’ospedale Mauriziano per un’overdose di cocaina e altre sostanze stupefacenti. E non appena l'uomo si sentirà meglio verrà ascoltato dai magistrati. Ieri mattina il procuratore aggiunto Maurizio Laudi e il suo sostituto Marcello Tatangelo, titolari dell'indagine, hanno cominciato a leggere le prime carte consegnate dagli uomini della squadra mobile di Torino e dalla Digos. Sono gli interrogatori dei tre transessuali che erano in compagnia del nipote dell’Avvocato la notte in cui si è consumato il dramma. I misteri, le ambiguità e i sussurri che si erano susseguiti dopo il ricovero, adesso sono sconcertanti certezze. Il racconto dei trans ha consentito di scandire il ritmo della lunga notte.
Domenica, intorno alle 23, Lapo Elkann ha suonato al campanello di un appartamento al piano ammezzato di via Marochetti 21, nel cuore di Torino. Lì da molti anni vive Donato Broco, un transessuale cinquantenne di origine pugliese. Un personaggio molto conosciuto nel quartiere: gli amici lo chiamano Patrizia, ma a lui piace anche il nomignolo il Carabaniere. Elkann frequentava quello stabile da un paio di mesi, secondo le testimonianze di alcuni vicini, e quella sera era atteso. «Avevamo un appuntamento, ci conosciamo da alcuni mesi ­ ha spiegato «Patrizia» -. Poco dopo ci hanno raggiunto due amici». Un brasiliano e un italiano, anche loro transessuali, hanno accertato gli inquirenti. Doveva essere un festino improvvisato o forse no, vista la presenza di una grande varietà di stupefacenti. E chi abbia preso che cosa è ancora tutto da chiarire. «I nostri amici se ne sono andati e io e Lapo ci siamo addormentati ­ ha continuato il trans -. La mattina quando mi sono svegliato, lui era privo di conoscenza. Sul momento ho pensato dormisse, poi mi sono accorto che stava male. Così ho chiamato il 118». Una versione che sarebbe stata confermata dagli altri due compagni di serata, rintracciati attraverso i tabulati telefonici. Ma c’è un punto ancora oscuro: da dove sia arrivata la droga.
I tre transessuali hanno spieagato che Lapo è arrivato nell’appartamento con la «roba» e che lui sarebbe stato l’unico a usarla. Ieri la polizia ha trovato nel bidone dell’immondizia di fronte allo stabile di via Marochetti quattro ovuli di cocaina, tre vuoti e uno ancora intatto: lo stupefacente verrà analizzato per stabilirne la purezza. Gli inquirenti non escludono che a vendere la droga, domenica sera, sia stato qualche nigeriano che gravita nella zona di San Salvario, a pochi decine di metri da via Marochetti. Ma al momento non è chiaro se ad acquistarla sia stato lo stesso Elkann o uno dei trans in sua compagnia con i soldi del manager. Dove e quando Elkann avrebbe acquistato gli stupefacenti potrebbe essere lui stesso a raccontarlo ai magistrati, i quali stanno anche vagliando l’ipotesi che il malore possa essere stato determinato da una partita tagliata male.
Intanto Donato Broco, il transessuale, per sfuggire al clamore, ha lasciato l'appartamento di via Marochetti. Lunedì sera è stato visto, con due valigie, abbandonare l’abitazione a bordo di un taxi e ieri mattina un amico sarebbe andato a prendere il suo cagnolino.