Drug test, la melina di Regione e Provincia

Regione e provincia sembrano remare contro sul test antidroga per consiglieri e assessori. Dopo la denuncia di Fabio Desideri del Pdl («la mia proposta di effettuare subito tutti insieme il test non viene raccolta dalla maggioranza di centrosinistra della regione»), ecco dalla Provincia Danilo Amelina (Pdl), che nei giorni scorsi ha inoltrato una richiesta al presidente Zingaretti sollecitandolo a promuovere tale iniziativa, ma finora non ha ricevuto alcuna risposta.
Il presidente della Provincia, che a parole si dice «d’accordo nel fare test antidroga ai politici», preferisce spostare il discorso sulla «pubblicazione online della condizione patrimoniale degli eletti e degli amministratori provinciali», ritenendo che «per i cittadini questo aspetto sia molto più importante rispetto al test antidroga». Immediata la replica di Francesco Petrocchi (Pdl), vicepresidente del consiglio provinciale: «Se veramente Zingaretti vuole garantire la trasparenza delle situazioni patrimoniali degli eletti, occorre specificare la professione, i titoli di studio, l’eventuale datore di lavoro presso il quale si è assunti, la qualifica, nonché il rimborso che la Provincia versa. Altrimenti saremo fermi a una trasparenza formale. Il test antidroga va inteso come una ulteriore manifestazione di trasparenza degli eletti dal popolo e va introdotto obbligatoriamente, con frequenza periodica a campione, altrimenti anche tutto questo rimarrà aria fritta».
Pronti a seguire compatti l’esempio di Alemanno - sottoponendosi la prossima settimana in una struttura pubblica al test antidroga - consiglieri e assessori del municipio XIII, con in testa il presidente Giacomo Vizzani, che ribadisce il comune «senso di responsabilità che dobbiamo dimostrare sempre, a maggior ragione quando ci è richiesto espressamente». Animatore dell’iniziativa il consigliere Angelo Paletta (Pdl), convinto che si tratti di «un atto di trasparenza da parte di chi ricopre un incarico istituzionale».