La duchessa che amò Genova e Parigi

Carla Valentino

Il 9 dicembre 1888 muore a Parigi Maria De Ferrari duchessa di Galliera, discendente dell'antica e nobile famiglia genovese dei Brignole Sale. Non soltanto all'ombra della Lanterna, ma anche nella capitale francese resta l'impronta di questa donna cosmopolita, dalla forte personalità. Proviamo a ripercorrere brevemente alcune tappe della sua storia.
Col marito Raffaele De Ferrari, duca di Galliera e principe di Lucedio, Maria, nata nel 1811, vive tra Genova e Parigi, viaggiando spesso attraverso l'Europa. Molto abile in affari, Raffaele arriva a creare un impero finanziario che spazia, attraverso quattro continenti, dalle aziende agricole alle nuove linee ferroviarie, dalle speculazioni immobiliari alle imprese minerarie ed armatoriali. Nel 1876 dona 20 milioni di lire al porto di Genova, che può così raddoppiare la superficie e modernizzare le strutture. Per riconoscenza la città intitola a lui, ancora vivente, la Piazza San Domenico, che diventa Piazza De Ferrari, su cui si affaccia il palazzo di famiglia, oggi della Banca di Roma.
Di lì a poco il disinteresse dimostrato dal figlio Filippo per le tradizioni e i beni di famiglia induce i genitori ad una decisione drastica: assicurargli un capitale e una rendita, per dedicare invece la maggior parte dell'immenso patrimonio alla creazione di tutta una serie di istituzioni culturali, caritative ed assistenziali. Rimasta vedova, la duchessa porta a compimento il generoso progetto. Tra i doni alla città di Genova spiccano Palazzo Bianco e il seicentesco Palazzo Rosso dei Brignole Sale, con la splendida galleria di quadri e la ricca biblioteca. Tra le opere benefiche, gli ospedali Galliera e San Filippo, oltre al San Raffaele di Coronata.
Fin qui si tratta di fatti noti ai genovesi. Ma grandiosi sono anche i doni lasciati alla città di Parigi, dove i duchi hanno stabilito la loro residenza a metà Ottocento, andando ad abitare dal 1854 nel sontuoso palazzo settecentesco di rue de Varenne, denominato Hôtel Matignon, e arredando la dimora con prestigiose opere d'arte, alcune acquistate in Francia, altre provenienti da Genova.
Ben 47 milioni di lire vengono destinati alla costruzione dell'imponente complesso nei dintorni della capitale, costituito da una casa di riposo e da un orfanotrofio, l'Orphelinat Saint-Philippe. È poi intenzione della duchessa offrire alla Francia le sue collezioni d'arte, raccolte in un museo che fa erigere appositamente dall'architetto Ginain su un terreno di sua proprietà nelle vicinanze di Place d'Iena: un elegante edificio ancora oggi immerso nel verde di un grande giardino, tra la rue Brignole e la rue Galliera, nel 16° Arrondissement.
Le cose andranno però in modo un po' diverso. Il comportamento della III Repubblica nei confronti delle famiglie aristocratiche e l'esilio imposto al Conte di Parigi, pretendente al trono di Francia, da lei ospitato, amareggiano profondamente Maria De Ferrari, tanto da farle cambiare idea. Decide infatti - per la gioia dei suoi concittadini - di lasciare a Genova il patrimonio d'arte, regalando a Parigi un bel contenitore vuoto, le cui sale accolgono attualmente il Museo della Moda e del Costume, dedicato all'abbigliamento francese dal 1750 ai giorni nostri e visitabile nel corso di esposizioni temporanee.
Per la stessa ragione l'Hôtel Matignon, anziché agli Orléans, cui era destinato, va all'Imperatore d'Austria Francesco Giuseppe. Lo sequestrerà la Francia all'epoca della prima guerra mondiale, per adibirlo negli anni Trenta a sede della Presidenza del Consiglio e nel 1958 a residenza del primo ministro. Quello che viene definito «il più bel palazzo del faubourg Saint-Germain», con «il parco privato più vasto di Parigi», ospita tuttora i services du Premier Ministre e il Secrétariat Général du Gouvernement.