E ai 25mila parroci italiani arriva il vademecum del «buon cattolico»

La materia è complessa: un decalogo spiega perché boicottare le urne. E il 13 giugno si pregherà per il flop

Francesco Cramer

da Milano

La Chiesa si mobilita. Troppo importante, per i cattolici, la posta in gioco. Ma, consapevole che il tema è complesso, difficile da capire perché molto tecnico, ecco che da monsignor Emilio Silvestrini, segretario emerito della pontificia accademia per la vita e canonico di Santa Maria Maggiore, arriva un aiuto ai più di 25mila parroci italiani. Da Trento a Trapani, tutti i sacerdoti riceveranno un prezioso vademecum per spiegare ai fedeli le ragioni del non voto. Gli occhi di un bimbo in copertina che fa da richiamo forte al diritto alla vita, e dieci domande con relative risposte per rendere chiare ed evidenti le posizioni del buon cattolico.
L’autore spiega che la ragione per cui è stato dato alle stampe l’opuscolo è quello di rendere «comprensibile anche a quelli che non hanno dimestichezza nel settore medico e antropologico» ciò per cui siamo chiamati alle urne. Il decalogo affronta il tema della fecondazione in maniera semplice. Spiega che cos’è quella artificiale, fa chiarezza su un punto fondamentale: l’attuale legge non vieta la fecondazione artificiale. La legge 40 consente «la fecondazione artificiale omologa medicalmente assistita e pone solamente delle limitazioni per evitare abusi, sperimentazioni incontrollate ed aberranti, a tutela della vita della madre e inutili stragi di embrioni innocenti». Nel questionario si legge: «Si sente dire qua e là che le norme siano norme cattoliche, imposte dal Vaticano al nostro Parlamento. Questa è un autentica stoltezza! Se fosse una legge cattolica vieterebbe semplicemente qualsiasi forma di procreazione artificiale, in quanto, per la morale cattolica, il ricorso a queste tecniche costituisce sempre e comunque una colpa grave».
Altro dubbio grave: «Questa legge non è forse dolorosamente intollerabile perché non considera a sufficienza il desiderio legittimo di una coppia ad avere un figlio?». La risposta: «Qui non è in discussione la nobiltà di un desiderio, ma se è giusto realizzarlo a qualsiasi costo. È lecito sacrificare bambini innocenti per esaudire il desiderio di riuscire ad averne uno?». Eccolo il cuore del problema: l’embrione. A tutti i parroci si dice che la domanda da porsi va corretta: «Bisogna chiedersi non “che cos’è” ma “chi è” l’embrione. E l’embrione è un individuo, che ha diritto alla vita». Un tema forte del partito del «sì» riguarda il presunto ostacolo alla ricerca scientifica. È affrontato anche questo aspetto: «La ricerca scientifica va appoggiata e favorita... ma le vie da seguire non dovrebbero essere dettate soltanto dalle case farmaceutiche...». Netta la posizione sul comportamento da tenere: «Astenersi... per manifestare il proprio dissenso anche sul ricorso inadeguato del referendum su un tema tanto complesso e delicato intorno alla vita umana». L’opuscolo sarà presentato mercoledì nella basilica di Santa Maria Maggiore a Roma. Nello stesso luogo in cui il cardinale Bernard Law, ex arcivescovo di Boston, presiederà la preghiera prevista per il 13 e 14 giugno prossimi affinché il referendum faccia flop.

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