E anche i dati sull’inquinamento sono truccati

I dirigenti di Pechino per mesi avevano rassicurato l'opinione pubblica internazionale. L'inquinamento, che produce una coltre di smog persistente sulla città, sarebbe stato ridotto in vista delle Olimpiadi. Dati alla mano, Pechino aveva dimostrato al mondo che l'obiettivo sarebbe stato raggiunto in tempi brevi. Non era vero nulla: il tasso di inquinamento rimane pressoché inalterato. È bastato un semplice rilevatore manuale di PM10 a certificare il vero indice di inquinamento dell'aria della capitale cinese. Eppure i dati raccolti negli ultimi mesi avevano rassicurato l'opinione pubblica mondiale sulla qualità dell'aria della città che ospiterà i prossimi Giochi Olimpici.
L'inganno è stato smascherato dalla Bbc: con l'aiuto di semplici rilevatori di inquinamento manuali, nelle scorse tre settimane, ha condotto in segreto test sull'aria di Pechino. Risultato: solo in sei giorni su ventuno, la qualità dell'aria andava incontro agli standard dell'Organizzazione Mondiale della Salute. A svelare per primo lo scandalo dei rilevamenti falsificati, era stato il Wall Street Journal che nel gennaio scorso aveva denunciato la manipolazione dei dati tramite lo spostamento delle centraline di rilevazione nelle aree meno inquinate, come i parchi, e il continuo cambio di parametro, per confondere le idee. All'arrivo dei primi atleti e giornalisti stranieri a Pechino, il governo aveva cercato di rasserenare i dubbi sulla coltre di smog che grava sulla città: «È un fenomeno abbastanza naturale -aveva dichiarato Du Shaozhong, vice direttore dell'ufficio per la protezione Ambientale della municipalità di Pechino- Per esempio, quando state facendo la doccia in bagno, non puoi vedere chi ti sta di fronte. Questo non significa che ci sia inquinamento». Insomma, il colore, estremamente lattiginoso, del cielo non era una prova attendibile di inquinamento. «Dovremmo basarci sui dati ufficiali», replicava il funzionario municipale. Gli stessi dati la cui inattendibilità è stata smascherata dalla Bbc.
Non è la prima volta che Pechino falsifica i dati sul tasso di inquinamento dell'aria: la scorsa estate, quando venne inaugurato l'esperimento delle targhe alterne in città per ridurre il tasso di PM10 nell'aria, l'ufficio per la Protezione Ambientale della capitale aveva fornito dati incompleti sull'esito della misura introdotta. I dati reali, anche in quell'occasione, avevano dimostrato che non c'era stato un reale abbassamento dell'inquinamento in città. Anche perché quest’ultimo è dovuto in gran parte alla presenza di fabbriche che producevano forti emissioni di agenti inquinanti. Quelle stesse fabbriche che oggi Pechino intende chiudere nei giorni delle Olimpiadi per garantire, troppo tardi ormai, un'aria migliore per gli atleti.