E Bondi promuove il Pdl: «Merita 8 per coesione»

Il ministro dei Beni culturali nonché coordinatore nazionale del Popolo della libertà fa la pagella del partito: «Otto per coesione, sette per iniziativa e consenso». Ma i voti sembrano un po' di manica larga per un partito che ha convissuto con la scissione di Fli

Anche alle Olimpiadi ci sono contestazioni per le palette dei voti alzate dai giurati. Memorabile una finale degli anelli, con Yuri Chechi che alzava il braccio del vincitore morale, ingiustamente scippato dalla giuria. Ecco, forse non sarà uno scandalo di uguali dimensioni, ma pure il giudizio di Sandro Bondi sul Pdl espresso oggi pare un po' fuori dalle righe.
Già, perché il ministro dei Beni culturali nonché membro del triumvirato coordinatore del Popolo della Libertà (con Denis Verdini e Ignazio La Russa), non usa mezze cifre e promuove il suo partito a pieni voti su coesione, iniziativa politica e consenso. La pagella del 2010 è andata in onda in un'intervista a Sky tg24. «In termini di coesione -ha affermato Bondi- al Pdl darei un voto pieno, un otto. Quanto all'iniziativa politica darei sette e riguardo al consenso credo che possiamo essere soddisfatti. Abbiamo affrontato con successo le elezioni europee e amministrative che sono un terreno molto difficile per una forza come la nostra. Quindi -ha concluso- direi che abbiamo superato molto brillantemente anche questo passaggio».
Tutto giusto, per carità. I successi elettorali non si discutono e sono come i gol per i calciatori: ha ragione chi li segna. Ma quell'8 in coesione per un partito che negli ultimi dodici mesi ha convissuto con una guerra interna ben più aspra di quella tra guelfi e ghibellini fa un po' impressione. Che il professore stavolta sia stato di manica larga?