E i media stranieri recitano il requiem: «Il governo non durerà più di un anno»

Dal francese «Libération» al «Wsj» la stampa è scettica sull’esecutivo di centrosinistra. L’«Economist»: Prodi prigioniero della sinistra radicale

Felice Manti

da Milano

«Nel migliore dei casi ci sarà un governo debole che potrà dirsi felice se durerà un anno». Il requiem del Professore arriva dal Wall Street Journal. Altro che cinque anni, governo forte e riforme. Secondo il quotidiano finanziario americano il risultato delle urne, frutto delle stranezze del sistema proporzionale, ha portato un risultato «confuso e complicato» che metterà nei guai Prodi e la sua coalizione. Il New York Times ha paragonato la situazione italiana a quella delle elezioni presidenziali americane del 2000 tra George W. Bush e Al Gore, quando le contestazioni in Florida tennero gli Usa con il fiato sospeso per un mese. «C’è un’eco statunitense nel voto italiano», dice il giornale newyorkese, benché «se reggono le cifre attuali Prodi può tenere insieme la sua coalizione, talvolta frazionata».
Di «paralisi» e di «obiettivo mancato» parla invece l’Economist, il settimanale economico che non ha mai nascosto l’antipatia per Berlusconi. «Close, but no cigar», che significa «ci sei andato vicino, ma non hai centrato il bersaglio», recita l’articolo sulle elezioni. La copertina del numero in edicola oggi titola «Paralisi in Italia» e prefigura un compito arduo per l’Unione: «Il suo margine non è sufficiente per poter portare avanti una coraggiosa agenda di riforme». La spietata analisi dell’Economist sottolinea che «mr Prodi si troverà prigioniero della sinistra radicale».
La prima pagina di Libération recita: «Vittoria incerta». Il quotidiano della gauche francese sostiene che Prodi sarà danneggiato dalla «lunga bagarre giuridico-politica» che si preannuncia per l’ex presidente della Commissione Ue. Il conservatore Figaro definisce quella di Prodi una «vittoria troppo corta», grazie soprattutto al «vero e proprio tour de force» di Berlusconi, riuscito nell’impresa di mobilitare gli astensionisti, con una «dinamica e una potenza di convinzioni che a Prodi mancano».
Anche i media britannici non guardano con favore ad un eventuale esecutivo guidato dal Professore. Per il laburista The Guardian «quella di Prodi non è stata la chiara vittoria promessa dai sondaggi e dagli exit poll. La strategia di Berlusconi si è dimostrata efficace». Per il più moderato The Times «quella di Prodi è una maggioranza spessa come un wafer».
Il tedesco Spiegel dipinge uno scenario a tinte fosche: «La situazione rischia di rimanere politicamente bloccata per mesi», con una vittoria e una sconfitta che rimangono «sospese». E Die Welt aggiunge: «Che cosa potrà fare Prodi con una strettissima maggioranza che sta solo nelle stelle».
Anche la stampa russa ha dedicato grande spazio alla situazione italiana. Il quotidiano Trud, organo dei sindacati, giudica «prematura la vittoria dell’Unione» e ritiene probabile un ritorno alle urne nel prossimo futuro. Secondo Rossiskaia Gazieta, quotidiano filogovernativo, «al momento la vittoria delle forze di sinistra si presenta piuttosto debole». La previsione è quella di un «lungo periodo di instabilità politica».