E i vertici della Rai non aprono bocca sulla trasmissione degli sciacalli

Dal presidente Garimberti al numero uno della Vigilanza Zavoli,
nessuno condanna gli eccessi di Santoro e le offese ai volontari
impegnati in Abruzzo. <a href="/a.pic1?ID=343250" target="_blank"><strong>A Verona lo stadio contro &quot;Annozero&quot;
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Presidente Zavoli, presidente Garimberti, signori componenti del Consiglio di amministrazione Rai, tutti belli freschi di nomina, ma anche portatori di grande esperienza, naturalmente lei, Antonio Marano, direttore di Raidue, che ha spesso avuto occasione di lodare il suo conducator, fatequalcosa. Riflettete sull’abuso di libertà, come lo ha ben definito Aldo Grasso sul Corriere, e intervenite.

Se vi ostinate a tacere, se prendete tempo o parlate d’altro, come Zavoli ieri sul Quotidiano Nazionale, potrebbero arrivarvi sotto lefinestredi viale Mazzini quelle belle masse da Terzo Stato che si stanno ammazzando di fatica e di dolore nelle macerie abruzzesi, e che sonostate insultate e calunniate. Non si agiterebbero scompostamente, non urlerebbero, si limiterebbero a guardarvi e a giudicarvi. La vostra reputazione di persone stimabili ne sarebbe irrimediabilmente compromessa.

Ogni volta che Michele Santoro fa il suo sporco lavoro, che nessuno sa fare come lui e i suoi compari, e che non corrisponde in alcun modo né forma al mestiere di giornalista, mi viene in mente quell’ingenua e del tutto condivisibile, sacrosanta si potrebbe dire, esternazione dall’estero di Silvio Berlusconi, subito definita dagli amici di Santoro editto bulgaro. Forse se il premier fosse miglior dissimulatore, del tribuno campano ci saremmo, si sarebbe la pubblica informazione, liberati sul serio e per tempo.

Non c’è dubbio alcuno infatti che Annozero sparga veleno, che speculi sulle disgrazie, che costruisca servizi e argomenti in modo capzioso, che sia un programma senza vergogna e senza rispetto. Inutile stupirsi e scandalizzarsi se lo fa anche dopo il terremoto che ci ha feriti al cuore, se lo fa tanto più, e con tanto più livore, perché in questi giorni sull’abitudine nazionale alla polemica e alla recriminazione hanno avuto la meglio la comunione d’intenti e lo scatto di reni. In questi giorni lo Stato si è visto, lo abbiamo visto tutti, e se non assolve nessuno dalle responsabilità che saranno accertate, ha respinto con risoluzione gli sciacalli del «piove, governo ladro». Lui lo ha fatto lo stesso. Non sa fare diversamente.

La sua storia di prepotenza gli ha dato finora ragione. Ricordiamoci che in Rai lo ha riportato un giudice del lavoro, e mentre lui lasciava volentieri il Parlamento europeo che riteneva senza vergognarsene un parcheggio a ore, e correva, parole sue, a riprendersi il suo microfono, la Rai si guardò bene dall’interporre un appello, dal mettere in atto una qualche resistenza a quel ritorno. No, ha accolto lui con i suoi prodi, che questa volta, assieme ai soliti noti di sempre, hanno compreso e valorizzato al meglio niente meno che Marco Travaglio e Vauro,due tipini fini specialisti in calunnia e distruzione di reputazione altrui, il primo grazie a brogliacci di tribunale e qualche dispaccio giallo, il secondo fingendo che sia satira quel che è volgare e insultante. Adesso alla squadretta si è aggiunto l'ex magistrato, De Magistris, tutti assieme adorano manco a dirlo Antonio Di Pietro.

Santoro ci spiega con sussiego che lui fa ascolto come nessun’altra trasmissione giornalistica di prima serata e che gli introiti pubblicitari sono così alti da emanciparlo dal costo del canone. Può sembrare delirio,e forse lo è, ma il nostro enuncia così la sua profonda convinzione di avere il diritto di fare come gli pare, libera Repubblica delle banane di don Michele, autofinanziata, e chi se ne frega delle regole della televisione pubblica.

Qualche tempo fa lo scandalo fu provocato da una trasmissione ignobile che insultava il popolo d’Israele in nome di una finta solidarietà con i bambini palestinesi di Gaza. In studio c’era Lucia Annunziata, capì che l’avevano messa in trappola, si alzò e se ne andò. Santoro si dichiarò martire e rivendicò la libera Repubblica. Finì in nulla, si disse che mancavano al vertice uomini freschi e autorevoli. Ora gli uomini ci sono, e l’offesa è stata fatta al popolo italiano e ai morti del terremoto.

Sarà la volta che a Santoro qualcuno chieda conto di quel che fa in televisione? Che qualcuno gli ricordi che regole ci sono e che valgono anche per lui e i suoi cari? In attesa delle solenni decisioni che non tarderanno, un sommesso suggerimento agli ospiti di Annozero. Non ci andate più, se le facciano da soli certe porcate.