E l’oroscopo entra persino in azienda

Qualcuno lo usa anche per selezionare candidati. E un italiano su tre ammette di non poterne fare a meno

Ronald Reagan, quando era alla Casa Bianca non prendeva mai un appuntamento senza aver consultato la sua astrologa di fiducia, proprio come una volta facevano re e imperatori che prima di intraprendere qualsiasi azione dovevano conoscere il parere delle stelle. Uomini di spettacolo e manager si affidano sistematicamente al mondo dell’astrologia per supportare le proprie decisioni.
Oggi, anche le aziende si affidano ai profili personali astrologici per scegliere i candidati. Qualche anno fa, per esempio, una giovane ha denunciato un’azienda di Torino che l’aveva scartata a un colloquio dopo aver saputo il suo segno zodiacale e calcolato l’ascendente. L’astrologia, dunque, affascina l’umanità da millenni. Secoli di progressi scientifici non ne hanno intaccato il fascino: milioni di persone ci credono ancora e si affidano alle sue presunte capacità profetiche. Anche i più scettici non possono fare a meno di scorrere la rubrica dell’oroscopo quando si trovano in mano una rivista. E i numeri confermano questa consuetudine anche se milioni di italiani credono più all’influenza dei pianeti sul carattere piuttosto che alle previsioni.
Secondo un sondaggio Doxa, quasi un italiano su tre crede nell’astrologia, e cioè nell’effettiva influenza esercitata dagli astri sul destino degli uomini o almeno sul carattere delle persone. Un’altra significativa fetta di popolazione (il 22%) ammette un’influenza dello zodiaco, ma «poca», mentre il 19% pensa che le stelle influenzino le vicende della vita di ogni giorno (il 19%). Quelli che invece escludono qualunque influenza degli astri sono il 44% ma sorprendentemente, la percentuale di coloro che dichiarano di non leggere mai un oroscopo scende al 24%. C’è però una netta differenza di sensibilità al fenomeno tra uomini e donne: il 38% del gentil sesso ha fiducia nei fondamenti dell’astrologia contro il 24% dei maschi. In ogni caso, sono moltissime le persone interessate, almeno occasionalmente: tre quarti degli italiani (ma quattro quinti delle donne e soltanto due terzi degli uomini) seguono gli oroscopi almeno «qualche volta o raramente». Insomma siamo quasi tutti «consumatori» di oroscopi, ma il nostro è un consumo «debole»: lo facciamo più che altro per appagare una curiosità occasionale, per trarne il momentaneo piccolo piacere di gustare una vaga promessa o speranza di fortuna. Speranze facilmente realizzabili, consigli comodamente praticabili, di quelli buoni per ogni occasione.