E lunedì la Gog schiera il fuoriclasse della Scala

Grande personaggio, Daniel Barenboim. Splendido musicista, raffinato interprete al pianoforte ed eccezionale direttore d'orchestra di fama internazionale. E in più, grande propugnatore di pace: nato in Argentina da genitori russi di origine ebraica, Barenboim denuncia da sempre l'inaudita violenza nella Striscia di Gaza, fa la sua personale lotta senza armi per il riavvicinamento dei due popoli, per la riappacificazione di gente con le stesse radici. Domenica scorsa, il Teatro alla Scala ha fatto il tutto esaurito per ascoltare la sua West-East Divan Orchestra (dall'omonima raccolta di poesie di Goethe), un organismo creato nel 1999 insieme all'intellettuale Edward Said e formato di giovani ed ottimi musicisti israeliani e palestinesi: un esempio pratico di convivenza pacifica e un invito al dialogo, alla valorizzazione dei rapporti umani attraverso i messaggi dell'arte.
Proprio gli stessi artisti in questa occasione hanno firmato un documento sulla situazione attuale di Gaza, condannando tanto le azioni del Governo Israeliano, quanto quelle di Hamas e confermando così un impegno antimilitarista per interrompere definitivamente le ostilità.
Dalla Scala, Barenboim arriva finalmente a Genova, lunedì prossimo alle 21 ospite della Gog, per un concerto pianistico con Elena Bashkirova, in cui ascolteremo le «Variazioni su un tema originale per pianoforte a quattro mani» di Mozart, e di Schomberg i «Klavierstücke» op 11 e i «Fünf stücke» op 16 nella trascrizione per due pianoforti di Anton Webern. Seguiranno la Fantasia in do minore K 475 e la Sonata in do minore K 457 di Mozart. Mozart predomina, e non è un caso. «Provo una felicità e una gratitudine immense per il fatto che Mozart mi abbia accompagnato tutta la vita».
E forse un'affinità c'è anche nell'essere stati entrambi bambini prodigio, «sempre troppo giovani per tutto», con poche esperienze di vita eppure già padroni di una tecnica perfetta. «Ma è altrettanto vero che dalla musica si possono imparare molte cose importanti per la vita». La sua predilezione per il genio di Salisburgo lo porta a non abbandonarne mai l'esecuzione: «Mozart punta il dito verso di noi, verso di me. E possiede un'intelligenza della natura umana assai più profonda e più ampia di quella che siamo in grado di raggiungere oggi. Questo è ciò che lo rende così singolare».
Anche a Genova è prevedibile una platea gremita, per rendere omaggio all'uomo e per ascoltare il musicista: grande e irrinunciabile opportunità offerta ai genovesi dalla Gog, che sempre riesce ad organizzare un cartellone di indubbio valore artistico.