E Marx entrò in scena Pantofole ai piedi, confusione in testa

Il filosofo tedesco dice a Mazzini: "Per dare dignità e coscienza alla vita degli altri sto rinunciando alla mia"

Pubblichiamo in questa pagina alcuni brani della commedia di Guido Morselli Marx, rottura verso l'uomo. Scritta nel 1968, mai andata in scena prima di oggi, mai pubblicata in volume è apparsa soltanto sulla rivista Sincronie nel 2003(n.14, pagg. 11-42). L'opera teatrale debutterà domenica 9 aprile a Varese (Salone Estense ore 16,30) a cura della Scuola Teatrro Città di Varese "Anna Bonomi".

La scena rievoca la casa dei Marx a Maitland-Park, Londra, nel suo locale più importante, insieme stanza di lavoro di Carlo e sala da pranzo e ricevimento. Tavola, tavolini, lucerne, scrivania, scaffali, ecc.: da ogni parte libri e carte, molte carte.

Carlo, Jenny, Laura Marx loro figlia. All'alzarsi del sipario, tutti e tre fermi in un loro posto, e posa, abituali (lui alla scrivania d'angolo, le due donne alla tavola centrale, leggendo o cucendo).

E con loro stanno Lassalle, Mazzini, Bakùnin: in piedi, anch'essi immobili nell'atteggiamento in cui li fissa il ricordo di qualcuno che altra volta li vide in quell'ambiente in una precisa occasione. (...)

Sc. Unica: Engels e Elena Desmuth

Sono seduti al proscenio, l'uno di fronte all'altro a qualche passo di distanza: Engels (sui 70 anni) in poltrona con uno scialle sulle ginocchia; la donna (di vari anni più anziana di lui), su una seggiola e con ai piedi due valige o sacche da viaggio, e in abito da visita. Si farà in modo, disponendo dietro di loro un orologio a colonna, la sagoma di un caminetto o altri accessori simili, di rendere avvertito che i due si trovano in un altro ambiente da quello della scena retrostante, come sono separati da un lungo intervallo di tempo (...).

ELENA «Ero in casa della fidanzata, governante del fratellino, poco meno ragazzina di lei. La Jenny sposò Marx a 17 anni, mi volle con sé e non l'ho più lasciata. Carlo, lei e io, coniugi e dama di compagnia, come diceva Carlo. Sì, e anche segretaria e balia e servente e amministratrice. Fra tutt'e tre non si faceva l'età che io ho adesso. Gioventù. Gioventù e miseria in abbondanza. Che appetito, quella gioventù. Ma c'era il lavoro e c'era l'amore, il loro, che scaldava anche me». (...)

Marx, Mazzini

MARX - (in veste da camera, da cui spunta una camicia bianca aperta; i piedi infilati in pantofole. Sarà chiaro che è avvertito della visita, ma non porge la mano al visitatore. Entrando si dirige alla scrivania, vi si siede. Nel far questo, a Mazzini, che si è alzato) «Giuseppe Mazzini in cilindro e bastone da passeggio. Poco tempo fa, con sciabola e pistola sui monti del Comasco (ironico). Alla testa di un pugno di eroi. Eroi affamati e disperati, al solito».

MAZZINI - (senza curarsi né stupirsi di quell'esordio) «Come va, Marx?».

MARX - «Male. Schiacciato dalle bozze di stampa da correggere. A valanghe (indica con un gesto largo i mucchi di carte che stanno in tutto il locale, in ogni angolo, persino sotto i tavoli). Per dare dignità e coscienza alla vita degli altri sto rinunciando alla mia, e annego in un Maelstrom di carta (in altro tono, senza enfasi). Io morrò in anticipo sul mio ciclo biologico». (...)

ENGELS - (allo scopo evidente di distrarlo) «A proposito di Mazzini, ho incontrato di recente un certo Stansfield: Agente di borsa. Mi raccontava che per conto di Mazzini curò un'operazione finanziaria. L'emissione di un prestito obbligazionario; a favore di una della sue imprese italiane. Ne sai niente?».

MARX - (calmandosi) «Presi delle cartelle anch'io. S'intende, senza speranza di poterle mai rivendere. Però, la versatilità dell'individuo è notevole. Mister Caciucco disprezza il feticcio - denaro, a dir poco quanto lo disprezzo io. Ha vissuto qua a Londra di espedienti, cambiandosi la camicia una volta la settimana. Quando si è trattato di trovare i mezzi per comperare pistole e baionette, si è fatto finanziere. Lui che non distingueva una cambiale da un biglietto da visita. Come tu ti faresti astronomo».

ENGELS - «Solo che, diffondendo in Italia le sue cartelle, quello ha fatto impiccare mezza dozzina di patrioti».

MARX «Caro mio, chi fa l'amore rischia di fare figli, chi fa una rivoluzione rischia di farne impiccare. Si tratta di rischi inerenti all'azione. Amore a parte, io di questi rischi non ne ho corsi, più che non ne corresse il professor Hegel».

Commenti

manfredog

Lun, 03/04/2017 - 16:46

La sinistra è uno 'Stato mentale' e, tra tutti quelli conosciuti (di stati mentali..), decisamente da annoverare tra quelli meno sani. mg.