E ora il cashmere si indossa in palestra

da Milano

L’abbigliamento maschile approda a Milano dopo le piene giornate del Pitti Uomo e conferma le tendenze uscite dagli stand fiorentini: uomini vestiti ricercatamente ma con rilassatezza, eleganti ma comodi. Ovvero, tanta maglia, quasi sempre preziosa, tanti piumini, leggeri e caldissimi, tanti abiti ma portati con nonchalance e disinvoltura.
L’atteggiamento è di chi guarda alla moda con un certo distacco per poi cercare solo pezzi limited edition. Basti pensare alle straordinarie maglie di Dolce e Gabbana fatte a mano o al cardigan da sera, una vera chicca, di Malo. Da Missoni la maglieria si fa cappotto, giacca, camicia, cravatta. E il tutto finisce dentro ai pantaloni strizzati dalla cintura: vietato aumentare di un etto anche perché il cashmere è quasi sempre lavorato a otto fili. Pure Brunello Cucinelli ti sforna un intero guardaroba di cashmere fino ad arrivare alla maglia gym operata a microfantasia: in palestra ci si va così. CP Company, per la prima volta in sfilata, conferma la portabilità di un marchio che insegna a fare moda. Pezzi tecnici e sport si mescolano alle lane e ai cashmere che grazie a particolari resinature, spruzzature e floccature risultano pronte a tutte le intemperie. Lana cotta da vera corazza, maglia merinos a trecce scandinave, maxi pullover garzati sono le proposte di Gaetano Navarra che il filato lo infeltrisce anche per le giacche. Les Hommes usa la maglieria con il tessuto per rendere i capi più avvolgenti e Romeo Gigli profila tutto con bordi in ciniglia.