E Pisanu insiste: via alla Consulta islamica

Il Viminale è già alla ricerca di 15-20 rappresentanti per il nuovo organo collegiale

Omar Sherif H. Rida

da Roma

Nessuna deviazione dalla rotta originaria, nessuna retromarcia. È risoluto Beppe Pisanu sul varo della Consulta islamica, l’organo collegiale che avrà sede al Viminale istituito sabato scorso tramite decreto. Dialogo e fermezza quindi: da un lato la Consulta, dall’altro l’espulsione degli imam fondamentalisti. Ieri il ministro dell’Interno ha replicato, nel corso di Uno mattina, alle critiche che erano piovute sull’iniziativa anche da esponenti del governo. «Il dissenso è il sale della democrazia - ha dichiarato il titolare del Viminale -, e lo tengo in grande considerazione, ma vado avanti per la strada stabilita».
Parole che sembrano indirizzate a chi, come la Lega, aveva manifestato la propria contrarietà per quest’organo che nelle intenzioni dovrebbe rappresentare «il primo passo verso la formazione di un islam italiano», definito dal ministro delle Riforme, Roberto Calderoli, un «atto unilaterale e un errore enorme perché lo Stato riconosce come interlocutore quello che interlocutore non può essere».
Durante il programma di Raiuno, Pisanu ha poi precisato quali saranno i criteri con cui verranno scelti i componenti della Consulta, che verranno indicati nei prossimi giorni sempre mediante decreto: «Stiamo facendo un grande sforzo affinché queste persone esprimano effettivamente la sensibilità della stragrande maggioranza degli islamici, senza pretendere di rappresentarli, perché in democrazia le rappresentanze si determinano in un solo modo, con le elezioni. In questo caso - ha aggiunto il titolare del Viminale - sarò io a scegliere i componenti perché si tratta di persone che dovranno consigliare me, ma saranno individuati con un grande sforzo di obiettività e guardando all’interesse generale». Continua infatti a impazzare il toto nomine sui 15-20 membri (imam, uomini d’affari, professori) che dovranno supportare il ministro nella conoscenza della «variegata realtà delle comunità musulmane d’Italia»: tra i «papabili» figurano il giovane imam di Colle val d’Elsa, Feras Jabareen, il presidente della Lega musulmana mondiale-Italia, Mario Scialoja, e quello della Comunità religiosa islamica, Yahya Pallavicini.
Oggi infine andrà in onda, questa volta sulle frequenze di Radiouno, una nuova puntata del dibattito sull’opportunità della Consulta. A partire dalle 9.05 discuteranno del tema, durante la trasmissione Radio anch’io condotta da Stefano Mensurati, il sottosegretario del ministero degli Interni, Alfredo Mantovano, la responsabile welfare dei Ds, Livia Turco, e il segretario dell’Ucoii (Unione delle comunità islamiche italiane), Hamza Piccardo. Proprio quest’ultimo nei giorni scorsi aveva così commentato le indiscrezioni che vedrebbero l’associazione fuori dalla Consulta in quanto «poco rappresentativa»: «Senza di noi sarà solo una corte di professori al servizio del ministro».