E lo scrittore finì nell’opera d’arte

Silvia Castello

La Casa delle Letterature e la Fondazione Antonio Ratti hanno inaugurato negli spazi espositivi di Villa Poniatowski, l’esposizione «Divina Mimesis» - a cura di Maria Ida Gaeta e Mario Fortunato - ovvero la grande letteratura di Elsa Morante, Pier Paolo Pasolini e Italo Calvino reinterpretata alla luce del linguaggio visivo contemporaneo di tre artisti di riconosciuto prestigio internazionale: Rosemarie Trockel, Cy Twombly e Giulio Paolini.
Diverse sono le prospettive di analisi nell’intreccio tra segno artistico e letterario in cui si tenta la «trasformazione alchemica di un’arte nell’altra, attraverso un nuovo possibile modello di relazione interculturale» chiosano i curatori.
Trockel (Colonia, 1952) rielabora in forma visiva - con la presentazione di quattro grandi fotografie-sculture e un video - alcuni temi cari alla scrittrice di Menzogna e sortilegio, indagando stereotipi dell’immaginario femminile e il «mito della donna». Cy Twombly (Lexington, 1929) propone invece due sculture inedite e una grande tela «The death of Pompey»; opere che cercano di relazionarsi alla poetica e alla vita di Pasolini.
La connessione perfetta, quasi filologica, è invece raggiunta da Giulio Paolini (Genova, 1940) uno dei grandi protagonisti del movimento d’avanguardia Arte Povera - ideato da Germano Celant nel 1967 - e che ha sempre integrato la sua ricerca artistica con la scrittura, vantando anche una feconda collaborazione con «lo scoiattolo della penna» come lo definì Pavese. Sodalizio che ebbe inizio in occasione della sua prima raccolta di scritti d’arte «Idem» (Einaudi,1975) - pubblicata con un’introduzione di Italo Calvino che descrive i lavori di Paolini come «momenti del rapporto tra chi fa il quadro, chi guarda il quadro e quell’oggetto materiale che è il quadro. Lo spazio che occupano queste opere è soprattutto uno spazio mentale».
Il loro dialogo condurrà poi lo scrittore a prendere ispirazione dal linguaggio visivo dell’artista genovese, per il suo gioco letterario Se una notte d'inverno un viaggiatore (1979).
Scambio di similitudini tra arte e letteratura che Paolini presenta anche con questa installazione «L’opera autentica», affiancata da una serie di carte realizzate quasi trent'anni fa insieme all'autore di Palomar.
Fino al 29 gennaio 2006