E Silvio incassa l’ok del Vaticano

Silvio Berlusconi ha espresso ottimismo per il passaggio parlamentare del 14 dicembre, il cardinale Tarcisio Bertone ha ringraziato il governo per aver tenuto conto nella sua azione di alcune istanze della Chiesa e ha sottolineato l’importanza di una generale assunzione di responsabilità in questo momento di crisi economica internazionale.
È questa la sintesi di quanto emerso dal pranzo che si è svolto ieri all’ambasciata d’Italia presso la Santa Sede in onore dei dieci nuovi cardinali italiani elevati alla porpora nel recente concistoro. Un pranzo al quale ha partecipato mezzo governo (oltre al premier c’erano i ministri Frattini, Alfano, Gelmini, Fitto, Bondi, Fazio, Romani e i sottosegretari Letta e Bonaiuti) e il cardinale Segretario di Stato. Assente, invece, il presidente della Cei Angelo Bagnasco, che si è fatto rappresentare dal segretario della Conferenza episcopale Mariano Crociata.
Non erano previsti e non ci sono stati colloqui a quattr’occhi tra il Cavaliere e il cardinale Bertone, ma i due erano seduti uno di fronte all’altro a tavola. Sia i cardinali che i rappresentanti del governo hanno elogiato e ringraziato l’ambasciatore Antonio Zanardi Landi, che la prossima settimana lascia l’incarico presso il Vaticano - il suo successore sarà l’ambasciatore Francesco Greco - per assumere la responsabilità della sede diplomatica italiana a Mosca. La politica ha comunque fatto capolino, sia a tavola che durante il momento del caffè servito in un attiguo salotto. Tutto si è svolto in un clima disteso e cordiale. Il Cavaliere, che ha donato a ciascuno dei dieci nuovi porporati italiani una croce pettorale, non ha dato l’impressione di essere in partenza da palazzo Chigi e ha ostentato ottimismo sull’esito del prossimo voto di fiducia. Berlusconi, ricordando i suoi trascorsi di studente dai salesiani, ha detto che da parte sua non verrà mai nulla contro la Chiesa, quindi ha accennato alle recenti polemiche sulla sua amicizia con Putin, spiegando di essersi adoperato per portare la Russia nell’area occidentale. Ma ha anche rivelato di lavorare per favorire un possibile viaggio di Benedetto XVI a Mosca.
Bertone ha espresso soddisfazione per gli attuali rapporti tra la Santa Sede e lo Stato e ha ringraziato il governo per l’attenzione dimostrata verso alcune istanze della Chiesa, come ad esempio l’attenzione per la libertà religiosa nel mondo, quindi ha fatto un accenno all’importanza dell’assunzione di responsabilità nella difficile congiuntura internazionale che stiamo attraversando. Nessun riferimento diretto alla situazione politica italiana, ma è fuori dubbio che in questo frangente sia la Segreteria di Stato sia i vertici della Cei siano piuttosto freddi verso il cosiddetto terzo polo centrista e freddissimi verso Gianfranco Fini.